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Fatti e manufatti all’Insugherata

insugherata.jpgUn bel po’ di lavoro attende la Commissione Urbanistica e Grandi Parchi del XX Municipio che proprio ieri è stata investita da Robin Hood, Comitato Spontaneo per la Riserva dell’Insugherata, e dal Comitato Cittadini Villaggio dei Cronisti di un problema non da poco. In attesa infatti che la Commissione si riunisca il prossimo mercoledì 11 novembre i due Comitati hanno pensato bene di fornirle un po’ di lavoro sollevando un caso da tempo latente, peraltro già trattato da VignaClaraBlog.it a Maggio 2008 (leggi qui).  Messa mano alla tastiera hanno scritto a Marco Petrelli e Marco Tolli, rispettivamente Presidente e Vice Presidente della Commissione Urbanistica, ed a Gianni Giacomini, Presidente del XX Municipio, la seguente email.

“i cittadini residenti nel quartiere Cassia-Tomba di Nerone, che aderiscono al Comitato Cittadini Villaggio dei Cronisti ed a Robin Hood ed al Comitato Spontaneo per la Riserva dell’Insugherata, esprimono la più profonda preoccupazione per le attività edilizie e per lo stato di inquinamento e di degrado in cui versano alcune parti dei terreni privati e pubblici compresi nel confini della Riserva Naturale dell’Insugherata. Riportiamo qui brevemente alcuni fatti che hanno destato allarme ai residenti degli stabili che si affacciano nella vallata dell’Insugherata.

1. nella zona di proprietà Gambino della Riserva dell’Insugherata – zona sottoposta a vincolo edilizio – all’altezza di Via Panattoni, si trovava una abitazione rurale, molto piccola, ed un manufatto adibito a porcilaia.

2. qualche anno fa il sig. Gambino inizia a costruire. Subito un gruppo di cittadini si mobilita e viene convocato l’allora consigliere municipale Jacopo Fedi il quale verifica che il sig. Gambino è in possesso di tutti i permessi (per restauro della abitazione rurale, senza la previsione di un aumento delle volumetrie).

3. alcuni cittadini (sig.ra Donatella M, sig.ra Paola C sig.ra Valentina S.)  non convinti, si recano presso gli uffici di Roma Natura, l’Ente gestore della Riserva, e ricevono risposte evasive e non convincenti (ad esempio che, non essendo stato approvato il regolamento di Roma Natura alla Regione, l’Ente si trovava impossibilitato ad intervenire).

4. vengono inviate lettere al Comune di Roma e, per conoscenza, alla Regione, ad Italia Nostra, a Legambiente, al Corpo Forestale dello Stato, alla Polizia Municipale senza alcun esito. Vengono invece pubblicate alcune lettere inviate alle maggiori testate italiane nazionali e locali (NdR: VignaClarablog.it era fra queste, leggi qui)

5. nel frattempo i lavori proseguono indisturbati e viene ampliato il rustico che diventa un grande manufatto a 2 piani (perché vengono annesse alla abitazione rurale le fondamenta di una casa adiacente già esistente, ma crollata). Parallelamente ai lavori di ristrutturazione della abitazione rurale vengono effettuati lavori edilizi importanti e anche la porcilaia viene trasformata in un edificio di volumetria sicuramente maggiore di quello originario. Tra i due edifici viene costruita una strada di collegamento abbattendo alberi e piante nonostante risulti che esistano vincoli di protezione naturalistica.
In presenza dei vincoli paesaggistici e naturalistici a cui sono sottoposti i terreni inclusi nella Riserva Naturale dell’Insugherata, risulta incomprensibile e insugherata2.jpgdubbio come la proprietà Gambino sia riuscita ad ottenere i permessi necessari di aumentare le volumetrie in modo così vistoso (oltre al fatto che almeno una delle 2 abitazioni insiste nella fascia di rispetto del fosso dell’ Insugherata, fosso a rischio esondazione).
Sorge naturale la domanda se effettivamente tali lavori di ampliamento delle strutture pre-esistenti abbiano ricevuto tutti i permessi edilizi necessari e che tipo di utilizzo verrà fatto di tali ville. In particolare, i residenti dei condomini limitrofi esprimono la più viva preoccupazione sulla eventualità che i due manufatti possano essere utilizzati per avviare attività paracommerciali quali night-club, sale da concerti, ballo e feste con conseguente disturbo della tranquillità delle persone e delle specie animali (“protette”) della zona.

Tutto ciò predetto si richiede a codesta spettabile Commissione di attivarsi per:
1. avere conferma che sono state svolte tutte le verifiche previste dalle attuali normative sui permessi edilizi, salvaguardia vincoli naturalistici/paesaggistici, etc.;
2. conoscere l’esito delle verifiche;
3. conoscere la destinazione d’uso dei fabbricati;
4. escludere che vengano concesse autorizzazioni all’esercizio di attività ricreative e musicali;
5. garantire ai cittadini l’accesso alla riserva mediante la riapertura dell’ accesso di Via Panattoni (progetto Gambino attuato o meno) e di Tomba di Nerone sollecitando l’Ente gestore della Riserva, Roma Natura, a 12 anni dalla emanazione della Legge Regionale che ha istituito la Riserva, a stipulare un accordo con i proprietari in cui ricadono gli accessi. E questo nella considerazione che la popolazione di Cassia, Tomba di Nerone e Villaggio dei Cronisti non dispone di un’area verde da fruire nelle immediate vicinanze (a meno di fare una diecina di chilometri per entrare nella Riserva dall’accesso ufficiale della zona Trionfale);
6. verificare lo stato del territorio, identificare e prevedere il contrasto di situazioni di degrado e di inquinamento della Riserva con scarichi fognari nel fosso dell’Insugherata;
7. accertare se il depuratore dimesso di Tomba di Nerone (riempito di calcinacci anziché essere demolito) costituisce fonte di inquinamento;
8. contrastare il fenomeno di moltiplicazione di “parcheggi privati” ai bordi della riserva, in modo particolare in Via Panattoni, fascia di rispetto del fosso in cui vige il divieto assoluto di modifica dello stato naturale per 50 metri.”

Si chiude qui la lunga lettera firmata da Robin Hood, Comitato Spontaneo per la Riserva dell’Insugherata, e dal Comitato Cittadini Villaggio dei Cronisti ma si apre qui, crediamo, una lunga fase di lavoro ispettivo della Commissione Urbanistica. (red.)

 

 

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4 COMMENTI

  1. Solidarizzo anch’io , d’altronte come paladino dei nani e degli hobbit , non posso non avere a cuore il problema del bosco e della sua conservazione.
    Il punto 8) mi sembra di particolare fastidio e dimostra l’assoluta disattenzione delle autorità competenti , chiunque esse siano.
    I muri e manufatti interni , non si costruiscono in un giorno.
    Assoluta assenza di sorveglianza.

  2. Leggo con stupore la lettera di Gargaglia.
    Dico con stupore perchè con Gargaglia ci siamo incontrati diversi mesi fa, perchè ha il mio numero di telefono e la mia mail, perchè gli ho espressamente detto che se avesse avuto voglia sarei stato a sua disposizione per mostrargli gli incartamenti relativi ai due casali che abbiamo quasi finito di restaurare.
    Credo che sarebbe stato più semplice, che non avrebbe fatto perdere tempo alla pubblica amministrazione che noi tutti paghiamo in INUTILI VERIFICHE!
    I permessi sono in regola, gli interventi sono eseguiti nel rispetto dei progetti, rigorosamente. E d’altra parte non potrebbe essere diversamente. Non credo che la pubblica amministrazione sia cieca, sicuramente non lo è l’ente RomaNatura. I sui guardiaparco ci fanno visita regolarmente e, vi assicuro, non tralasciano di sanzionare eventuali abusi. Prova ne è che un paio di anni fa ho dovuto pagare una multa per aver riempito delle buche con i deriti della costruzione per far passare i mezzi bloccati dal fango… oltra a rimuovere i detriti fino all’ultimo sasso.
    In ogni caso, lo confermo, sono a disposizone per eventuali domande e chiarimenti.
    Saluti
    Amedeo Gambino

  3. Sono io a leggere con stupore il commento del Sig. Gambino. Quella che ritiene la mia lettera è una richiesta mossa da tre Comitati (CCVC, CCmunicipioXX,Robin Hood) e da oltre 150 persone residenti nella zona Cassia che non conoscono personalmente la famiglia Gambino e hanno tutto il diritto (a torto o ragione) di esprimere le loro perplessità e di chiedere chiarimenti e anche verifiche.
    Quanto al fatto che l’ Amministrazione Pubblica (anche noi paghiamo le tasse!!!!) perda del tempo nel concedere una Audizione richiesta con centinaia di firme al seguito, non è certo il Sig. Gambino a deciderlo: se è stata concessa evidentemente il Presidente e il Vice della Commissione Urbanistica non lo ritengono tale.
    Invito il Sig. Gambino ad avere un atteggiamento più comprensivo nei confronti di chi , non conoscendolo, chiede leggittimamente “chiarimenti” e di leggere quello che è il resoconto dell’ audizione e della successiva lettera inviata a Roma Natura.

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