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Roma – minorenni a rischio alcolismo e gioco d’azzardo

shortini.jpgLa facilità di accedere all’alcol ed al gioco d’azzardo da parte dei giovanissimi della capitale sotto la lente delle associazioni dei consumatori. La moda degli “shortini” a base di superalcoli venduti ad un euro al bicchiere, come accade a Ponte Milvio, e la voglia di denaro facile ottenibile con i giochi d’azzardo dilagano sempre più fra i minorenni romani. Quando i due fenomeni si incrociano, la realtà si fa ancora più dura.

.Alcol ai minorenni.
Il Codacons ha da poco presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e ai Nas in cui si chiede di predisporre tutti i controlli necessari ad accertare il rispetto dei limiti e dei divieti e il rispetto di quanto disposto dalla legge vigente in merito al divieto di vendere alcolici ai codacons.jpgminori a ogni ora del giorno e della notte. ”Tutti sanno ma nessuno interviene, e intanto i giovani romani rischiano ogni giorno la vita”. Questa la denuncia del Codacons. ”Solo pochi giorni fa una inchiesta del Corriere della Sera ha evidenziato il gravissimo problema del consumo, privo di controlli, di alcool da parte degli adolescenti e in particolar modo la nuova moda, in voga tra i teenager della capitale, degli shortini a base di superalcolici venduti al solo prezzo di un euro al bicchiere come ad esempio avviene nella zona di Ponte Milvio. Una movida a cielo aperto, con calici e bottiglie take-away in violazione e spregio di tutte le direttive e normative vigenti e senza assistere al benche’ minimo controllo da parte delle pubbliche autorita’. E poi ci si lamenta se i giovani vanno a schiantarsi in automobile o in preda agli effetti dell’alcol uccidono qualche pedone.”

Così ha dichiarato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, nell’illustrare i contenuti dell’esposto che ha fatto seguito all’articolo del Corriere della Sera del 26 ottobre nel quale appunto si legge che: “….Di shottini lo snack bar vicino al nuovo mercato di Ponte Milvio ne ha per tutti i gusti: «cervelletto», «negroni», «angelo azzurro». In cima alla lista, «il tricolore» (assenzio, fragola e batida di cocco). Ad attrarre i giovanissimi, però, è il costo reclamizzato all’ingresso: 1 euro al bicchiere. Venerdì sera, il locale traboccava di adolescenti, curiosi di provare il ricco assortimento. Ressa al bancone, per un’ebbrezza di pochi secondi: lo «shortino» si beve tutto d’un fiato, pena il pubblico ludibrio….”

Minorenni e gioco d’azzardo.
Il 32% dei ragazzi romani di 13 anni intervistati spende dai 25 a 30 euro a settimana. Questo è uno dei dati più salienti tratti dall’indagine condotta dal Codici che partendo dal presupposto che mentre 10 anni fa si giocava quasi esclusivamente al lotto o alla Lotteria Italia evidenzia che ora i giochi d’azzardo sono maggiormente accessibili all’individuo, anche al più giovane, nella vita quotidiana e sul suo territorio (basti pensare al Superenalotto od alle slot-machine nei bar). E secondo i dati del Codici il gioco d’azzardo è ampiamente diffuso tra la popolazione giovanile. Infatti, sulla base di un’indagine condotta su un campione codici.JPGdi 300 studenti delle scuole medie inferiori e superiori della Capitale, si comincia a giocare già a 13 anni. Si gioca prevalentemente al “Gratta e Vinci” e al “Video Poker” considerati dal 56% dei ragazzi intervistati giochi innocenti. In realtà di euro in euro, il 32% di questi ha dichiarato di spendere anche 25-30 euro a settimana e, a questa età, sono cifre da non sottovalutare. L’indagine condotta dal Codici rivela infine che il 15% dei ragazzi intervistati gioca per noia, il 25% per sfidare la sorte, il 30% per avere qualche soldo in più il fine settimana, il 22% per cento per divertimento mentre la restante percentuale non ha saputo fornire una motivazione.

 La scuola, accanto alla famiglia, ha un’importante funzione educativa per i ragazzi. Per questo, secondo Ivano Giacomelli, segretario nazionale del Codici, sarebbe opportuno avviare, all’interno dei contesti scolastici, campagne di informazione, sensibilizzazione e prevenzione ai comportamenti inadeguati e a rischio rivolte soprattutto alla fascia di età compresa tra i 13-18 anni.  (red.)

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3 COMMENTI

  1. Perchè non facciamo il nome del Bar.
    E’ quello di via Riano angolo Viale Tor di Quinto, sul sito di youtube (record shortini Giorgio Vincenzi) si vede benissimo anche il gestore notturno del bar.
    La notte sono capaci di fare di tutto spaccano vetri delle macchine quando va bene, in altri casi sui cofani delle macchine troviamo escrementi. Non ci sono parole per descrivere quello che fanno.
    Credo che si arrivata l’ora di farlo chiudere la sera.
    Dopo mille segnalazione alle autorità competenti perchè questo tugurio è ancora aperto?
    Chi protegge l’incentivazione all’alcolismo dei minori nel XX municipio?

  2. Shottini (diminutivo italianizzato di “shots” termine inglese che indica un drink di piccole dimensioni da ingurgitare tutto d’un sorso, come uno sparo appunto) e non “shortini” che al massimo richiama un’immagine balneare infantile di calzoncini corti di piccola taglia…

  3. Ponte Milvio, da quando sono stati aperti molti locali, indecenti, sporchi e gestiti da individui di dubbia professionalità, è diventato una mecca del degrado, una collezione di ubriachi che neanche sanno dove si trovano. Questo non può essere permesso, tollerato e giustificato. Almeno da me…

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