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Roma – cara vecchia bustarella…

bustarella.gifLa vecchia e cara abitudine della “bustarella” non smetterà mai di avere il suo fascino. Ne è rimasto ammaliato un impiegato della Provincia di Roma arrestato ieri dalla Polizia perché accettava denaro in cambio dell’aggiustamento delle pratiche inerenti le assunzioni obbligatorie di disabili.

Il fatto è accaduto presso il Centro Provinciale per l’impiego di Cinecittà: l’uomo è stato arrestato in flagranza di reato nel momento in cui accettava una busta con denaro dai poliziotti che si erano finti degli imprenditori ansiosi di sistemare una pratica inerente l’obbligo per le aziende ad assumere ogni anno una percentuale precisa della loro forza lavoro fra i disabili. E’ stato portato in carcere con l’accusa di corruzione.

Massimiliano Smeriglio, assessore al lavoro della provincia di Roma ha così dichiarato “ho dato indicazioni all’avvocatura della Provincia di Roma perché avvii subito le procedure per la costituzione in parte civile contro un impiegato provinciale che, secondo le indagini della Questura, sarebbe implicato in reati di corruzione. Nel ringraziare le forze dell’Ordine e ribadire loro la piena collaborazione e disponibilità dell’Amministrazione, confermo che le azioni di controllo e di indagine interna della Provincia proseguiranno con fermezza, e che saranno finalizzate non solo ad accertare ogni responsabilità, ed a qualsiasi livello, ma anche ad ottimizzare la struttura amministrativa al fine di garantire la massima efficacia e trasparenza delle azioni e delle iniziative”.  (red.)

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3 COMMENTI

  1. Ehi, lettori di VCB? Nessuno commenta un episodio di mazzette e corruzione?

    A essere maliziosi verebbe da chiosare: certo, non riguarda mica il XX Municipio.

    Angela

  2. Anche all’Ospedale S. Giovanni :

    Associazione per delinquere, corruzione e truffa. Questi i reati contestati al direttore amministrativo del presidio ospedaliero San Giovanni e a tre sindacalisti. Tutti e quattro sono agli arresti domiciliari sulla base di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Massimo Battistini su richiesta del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dei sostituti Giovanni Bombardieri e Maria Cristina Palaia.
    In un caso i quattro avrebbero ricevuto un’ingente somma di denaro per la variazione informale de termini del contratto relativo alla distribuzione di bevande nel nosocomio attraverso la cosiddetta ristorazione automatica, assicurando al funzionario della società in questione una maggiorazione dei prezzi di vendita dei prodotti. In un altro caso la corruzione avrebbe riguardato l’assegnazione della gestione di spazi ricreativi e commerciali nell’ospedale senza procedere a gara ad evidenza pubblica come invece sarebbe previsto. In un terzo caso gli arrestati avrebbero ricevuto 15mila euro (di cui la metà in buoni benzina) da un imprenditore (per lui era stato chiesto l’arresto, ma tale richiesta non è stata accolta dal gip) per favorire l’emissione di una delibera di rinegoziazione di un contratto pari a 2.055.000 euro riguardante la società che fornisce all’ospedale i servizi di assistenza.

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