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Lazio, scuole: è rischio bancarotta

logoasal.jpgInteressate anche le scuole del XX Municipio. Nel Lazio più di 200mila lettere sono state spedite in questi giorni ad altrettanti genitori, una lettera tutt’altro che rassicurante. L’ASAL, associazione di scuole pubbliche del Lazio che rappresenta e coordina le autonomie scolastiche, ha voluto rendere pubblica la gravissima situazione finanziaria che attanaglia il mondo scolastico e lo ha fatto in modo eclatante, inviando un’allarmante lettera alle famiglie. Non è terrorismo psicologico, è la nuda realtà, stando a quanto affermato nella conferenza stampa di oggi nella quale sono state evidenziate le quattro minacce più preoccupanti.

1. Alunni senza docente o supplenti senza stipendio. Con una nota dello scorso 29 aprile, il Dirigente generale responsabile delle politiche finanziarie del MIUR, Il Ministro per l’istruzione e l’università, ha ribadito che i soldi per le supplenze sono stati tagliati del 40% ma che i dirigenti devono nominare lo stesso;

2. La bolla finanziaria delle visite fiscali. L’ASAL dichiara ottima l’idea del Ministro Brunetta di rendere obbligatorie le visite fiscali fin dal primo giorno di assenza dei docenti. Purtroppo però non si è previsto che le centinaia di migliaia di visite fiscali a domicilio dovrebbero essere pagate dalle scuole senza alcuna copertura (circa 100 milioni di € all’anno).

3. I tagli del personale impediscono l’ora alternativa alla religione. Uno degli effetti collaterali dei tagli del personale scolastico nella scuola media e superiore è che dal prossimo anno scolastico, le scuole non potranno più organizzare le “ore alternative” alla religione cattolica.

4. Le scuole come strutture non sicure. Il 52% delle scuole laziali non ha il certificato di agibilità statica né quello di agibilità igienica.

Questo più o meno il contenuto della comunicazione inviata ai genitori che può essere letta cliccando qui.

Ma intanto piove sul bagnato. In merito all’insicurezza degli edifici scolastici laziali, riportiamo quanto si apprende da Repubblica.it secondo la quale alcune scuole del XX municipio si sono viste addirittura recapitare multe da 100 euro per la mancata presenza del certificato di prevenzione incendi: “In tempi di casse in rosso – ha spiegato a Repubblica  Elisamarzia Vitaliano, dirigente dell’istituto Parco di Veio – anche 100 euro sono preziosissimi. Tanto più che quella certificazione non dobbiamo produrla noi, ma il Municipio. Le scuole hanno fatto ricorso, ci manca solo quest’altro salasso”. (Red.)

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