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Europee: affiggere o non affliggere, questo e’ il problema

divieto affissioneTempo di elezioni e tempo di campagna elettorale. Giocata come al solito al suon di affissioni abusive sulle facciate degli edifici pubblici e privati da parte di esponenti delle forze politiche che fanno propria la battaglia per la legalita’ ma che poi cedono alla tentazione  del manifesto facile violando regolamenti e norme a tutela del decoro cittadino e della vivibilita’.

E così, anche nel nostro territorio, ha preso avvio l’affissione selvaggia da parte dei candidati alle europee. Prova bipartisan ne e’ il manifesto di due assessori in carica, l’uno alla Regione Lazio l’altro al Comune di Roma, che tappezza da giorni le facciate dell’istituto Bernini a Largo Maresciallo Diaz, a pochi passi da Ponte Milvio. 

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Ed a chi dice che gli interessati non possono controllare in modo capillare il lavoro dei singoli “attacchini” noi sommessamente rispondiamo che no, non possono: devono. Soprattutto quando rivestono un ruolo istituzionale. Perché sono poi loro che parlano di lotta al lavoro nero ben sapendo che l’attacchino è spesso un lavoro da sottobosco. Perché sono loro a risponderne, sulla base della legge che autorizza gli enti controllori, nel caso in fattispecie la Polizia Municipale, a perseguire chiunque affigga manifesti abusivi sanzionando non solo chi viene colto in flagrante nell’atto di affiggerli ma anche, e soprattutto, chi li ha commissionati, il soggetto dunque pubblicizzato.

Ma nella pratica cosa succede? Ad esempio, solo nei primi 10 giorni di Aprile 2008  , in piena campagna elettorale, la Polizia Municipale emise 5.472 verbali. Quanti di questi furono onorati non è dato di saperlo ma aldilà del sapere che la giusta sanzione sia stata pagata o meno, l’amarezza sta nel constatare la valenza dell’equazione affiggere=affliggere.
Affliggere la città ed i cittadini con manifesti che restano poi come perenni sfregi al decoro urbano. Uno per tutti: a distanza di un anno è sempre lì, ancora incollato sulla facciata dell’Istituto Bernini da Aprile 2008.

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Ci rivolgiamo dunque alle forze politiche locali: che i vostri candidati risparmino il nostro territorio, risparmino carta e colla, si facciano conoscere per quel che sono e non per quel che appaiono. Ed il denaro risparmiato lo donino alla Caritas, alla Croce Rossa, a qualunque altro ente impegnato in Abruzzo. Questo sì che sarebbe un bel gesto, molto piu’ efficace di centinaia di manifesti.  (Red.)

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3 COMMENTI

  1. in XX Municipio?
    Ma se ci affliggono con le affissioni abusive, devastanti e infestanti… da sempre?!!
    E vedi mai il Comune pulire il Ponte delle Provincie e/o le scritte sui cavalcavia in città o sul GRA?
    C’è in giro tanta e tale aria fritta… da friggere ogni cosa!
    (Se il Comune facesse una sola legge: chi sporca paga, pulisce e viene sanzionato con il divieto di propaganda elettorale per 10 giorni! Potrebbe essere un segnale forte e vero…, senza olio e fritture!!!)

  2. Ieri percorrevo la Cassia, fiancheggiata dall’area protetta del Parco di Veio, nascosta da enormi abusivi manifesti di propaganda elettorale .
    E se le elettrici e gli elettori scrivessero ai propri possibili candidati invitandoli a far rimuovere i manifesti abusivi, comunicando che in caso contrario non esprimeranno la prefernza per loro?

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