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Elezioni 2008: affiggo ergo sum

A Roma, in soli dieci giorni, rimossi 110.000 manifesti ed elevate 5.472 multe

divieto-di-affissione.jpgBen 53 squadre dell’Ufficio Decoro Urbano e dell’Ama, su precisa disposizione del Commissario Straordinario del Comune di Roma, prefetto Morcone, in questi giorni pattugliano la città munite anche di macchina fotografica per immortalare le violazioni, per contenere quanto più possibile il fenomeno delle affissioni abusive e sanzionare chi ha commissionato la pubblicità elettorale fuori dagli spazi previsti, candidato o lista o partito che sia. La Legge Finanziaria 2007, emessa a fine 2006, autorizza infatti a elevare multe a chiunque affigga manifesti abusivi, politici compresi, sanzionando non solo chi viene colto in flagrante nell’atto di affiggerli ma anche, e soprattutto, chi li ha commissionati, il soggetto dunque (e nel caso specifico il politico) pubblicizzato. Oggi sono stati fatti i primi consuntivi del lavoro svolto ed in un comunicato il Comune di Roma informa che “in occasione della attuale campagna elettorale le 53 squadre dell’Ufficio Decoro Urbano e dell’Ama hanno già provveduto a staccare 110 mila manifesti, il 60% dei quali riconducibili a singoli candidati. Inoltre, nel corso di queste azioni, la Polizia Municipale ha emesso anche 5.472 verbali d’accertamento riguardanti complessivamente 42.813 manifesti sanzionati”.

Ben triste risultato che ha portato il Prefetto Morcone a dichiarare che “è profondamente deprimente che in un Paese civile, nel quale tutte le forze politiche fanno propria la battaglia per la legalità, si debba assistere a una costante e continua violazione delle norme tese a salvaguardare il decoro cittadino e la vivibilità, imponendo fra l’altro alle istituzioni uno sforzo straordinario, anche di natura finanziaria, per combattere un fenomeno illegale, spiacevole ed ingiustificato quale è quello delle affissioni abusive”.

Ma tutto ciò non incute alcun timore in chi, alla stregua dei vandali che deturpano ogni giorno Ponte Milvio, continua a far affiggere manifesti su manifesti nelle nostre strade, sui nostri palazzi, sugli edifici pubblici, sulle facciate delle scuole (emblematico è un manifesto messo da qualche giorno sulla parete dell’Istituto Tecnico Bernini di Piazza Maresciallo Diaz, a pochi passi da Piazza Ponte Milvio: affisso a due metri dal suolo è lungo oltre sei metri e alto quasi due…. altro che “Piccolo”).

Poco contano i contenuti, ancor meno gli slogan, l’importante è affiggerli ovunque purchè siano visibili nei siti di maggior transito nell’insulsa convinzione di catturare così tanti voti senza rendersi conto che tanta protervia allontana l’elettore anziché avvicinarlo. Lo dimostrano le decine di foto che vengono inviate ogni giorno dai cittadini dei nostri quartieri alla galleria organizzata da Vejo.it a futura memoria.

Si, a futura memoria, perché poi, dopo le elezioni, ad ognuno dei ritratti andremo a chiedere di rimuovere a sue spese il suo bel viso affinché non lo faccia l’Ama con il denaro dei contribuenti.

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11 COMMENTI

  1. Finalmente qualcuno che denuncia l’orribile manifesto del sig. Piccolo. Andate a vederlo, peggio di così non ce ne sono, roba da primo premio per l’arroganza, il menefreghismo e la volgarità. considerato poi che è stato messo a metà facciata, nessuno lo può togliere e quindi resterà affisso chissà per quanto tempo.
    a chi mette sulla facciata di una scuola un manifesto elettorale di 14 metri quadri cosa bisognerebbe fare ? i barbari non sono solo i ragazzotti che imbrattano ponte milvio ma anche i politici, quelli che si candidano a governarci, che danno questi splendidi esempi di disprezzo per il bene comune.
    Roberto

  2. Vorrei esprimere tutto il mio plauso per gli articoli relativi alle affissioni per le elezioni.
    Stamane la Cassia era “invasa” da manifesti staccati, cartacce ovunque, sporcizia.
    Questi bei volti dovrebbero essere quelli che poi, una volta eletti, dovranno garantire la legalità e sono anche quelli che dicono che Roma dovrebbe errere più pulita.
    Bravi
    Cristiana

  3. l’ho visto anch’io questo orribile manifesto del sig Samuele Piccolo. Ci sono andata apposta questa sera perchè proprio ieri o l’altro ieri ho letto una sua dichiarazione che diceva ” se i cittadini mi eleggeranno mi batterò per riqualificare Roma”. Se questo è il suo modo di riqualificarla è meglio che non sia eletto perchè questo Piccolo è proprio un piccolo. Cosa possiamo fare di esemplare per fargli togliere quel manifesto osceno dal muro della scuola ? Spero che il Preside lo abbia denunciato, altrimenti chi potrebbe farlo ? Non voglio fare l’antipolitica, io alla politica ci credo ma a quella seria, quella che ha rispetto dei cittadini.
    Buona notte. Clara

  4. non basta non votarlo perchè anche se non viene eletto quel manifesto resterà attaccato sul muro della scuola chissà per quanto tempo. Dobbiamo farglielo togliere, e subito !

  5. Visto che il candidato presidente al Municipio XX Gaetano rRizzo è stato fino a poco fa assessore al Commercio e alle affissioni del Comune di Roma, propongo di chiedergli di far pubblicare su questo Blog le sanzioni elevate e le entrate relative agli abusi elettorali perpretrati nel XX municipio. Purtroppo in passato, se non sono male infrmata, le sanzioni non sono mai state pagate. spero di sbagliarmi.
    R:O:

  6. L’altro ieri stavo parlando con un viglile che stava giustamente elevando una contravvenzione ad un’auto parcheggiata malamente sul marciapiede. Il vigile mi diceva che loro elevano numerose contravvenzioni prima delle elezioni realtivamente ai manifesti abusivi. Ha aggiunto anche che ogni volta, dopo l’insediamento del consiglio comunale, viene rilasciato un condono e quindi tutto il loro lavoro si trasforma in CARTA STRACCIA.

  7. vedo che il sig.”Samuele Piccolo detto Piccoli” dai grandi manifesti sta avendo il maggior numero di preferenze al Comune, è già quasi a 6000 ! Avrà il buon gusto e l’onestà di far rimuovere da domani a sue spese gli orribili manifesti da 7×2 messi su tutte le facciate degli edifici pubblici come quello a Ponte Milvio ?
    Clara

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