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XX Municipio – ancora un nulla di fatto sull’Inviolatella

Aggiornamento del 15 Novembre 2009: Leggi tutto qui. L’Inviolatella Borghese resta inviolata: Alemanno revoca la concessione alla Fondazione Raphael Onlus.

inviolatellaIn merito all’assegnazione alla Fondazione Raphael Onlus da parte del Campidoglio dell’area dell’Inviolatella del Parco di Veio – provvedimento che, a detta dello stesso Presidente Giacomini, ha visto il XX Municipio completamente escluso dal processo decisionale – nella seduta di  Consiglio di oggi, tenutasi in seconda convocazione essendo mancato il numero legale nella prima, due documenti presentati dal PD e da La Destra non hanno trovato alcun ascolto.

Il primo documento, una proposta di risoluzione del PD (leggi qui il testo), se approvato avrebbe impegnato il Presidente Giacomini  ad accertare presso il Comune se fosse già stato presentato da parte della Raphael Onlus  un progetto attuativo e se fossero state o meno avanzate richieste alla Regione Lazio per eventuali deroghe al regime vincolistico pre-esistente sull’area di 13 ettari oggetto della donazione.

Il tutto tenuto conto che per i terreni di proprieta’ comunale dell’ex Tenuta dell’Inviolatella da tempo esiste l’ipotesi di un progetto unitario appoggiato dal inviolatellaMunicipio e fortemente auspicato dai Comitati e dalle Associazioni del territorio che già negli anni precedenti avevano raccolto ben 8mila firma per l’attuazione dello stesso, come ricordato da una rappresentante del Comitato Cittadino XX Municipio presente alla seduta.Ma la proposta di risoluzione è risultata mancante dei pareri delle competenti commissioni municipali ed inoltre, vistane l’importanza, “non può essere discussa alla presenza di soli 12 consiglieri su 25” (perché tanti erano stamani NdR) ha affermato Andrea Antonini e quindi, nonostante Marco Tolli per conto dell’intero gruppo PD ne caldeggiasse la votazione con ragionamenti sensati, il Consiglio l’ha rinviata alle commissioni per un preventivo esame.

Il secondo documento, un Ordine del Giorno presentato da La Destra (leggi qui il testo) se accettato dal Consiglio avrebbe formalizzato la netta contrarietà dello stesso “al provvedimento assunto con atto unilaterale dall’amministrazione Capitolina” ed avrebbe impegnato “il Presidente del Municipio e l’Assessore con delega ai Grandi Parchi ad intervenire presso l’Amministrazione centrale affinchè tale provvedimento fosse rivisto”.

Lo scopo era chiaro: fare in modo che un forte atto politico di dissenso da parte del Consiglio del Municipio si contrapponesse all’altrettanto forte atto effettuato dal Campidoglio nel sottrarre l’unico spazio verde della zona Fleming-Vigna Clara alla comunità locale. rustico.jpg“E’ in un’ottica prospettica che vi chiedo di votarlo” dichiarava Antonini, capogruppo de La Destra ” se restiamo inermi di fronte a tale atto cosa ne sarà fra 5, 10 anni di quest’area? Cosa diventerà l’attuale manufatto pre-esistente di soli 130mq, un casale, un ostello, in barba alla vocazione dell’area già stabilita per legge?”  Gli fa eco, in un’aula che lentamente comincia a svuotarsi, il Vice Presidente del Municipio Marco Perina che onestamente dichiara di essere “concettualmente d’accordo con l’Ordine del Giorno”. Perina dichiara di essere politicamente in sintonia con la scelta effettuata dal Sindaco ma di non ritenerla “da un punto di vista logistico” la migliore. Come si può ipotizzare di svolgere attività formative, laboratori di artigianato e di falegnameria in soli 130mq, si è chiesto, dunque “né il manufatto presente né gli ettari di verde risultano idonei” alle finalità alla base dell’assegnazione dell’area alla Raphael Onlus.

Ma è al momento del voto che scatta l’amara sorpresa. Perché nel frattempo tutti i componenti della maggioranza avevano lasciato alla spicciolata l’aula, tutti tranne Simone Ariola, presidente del Consiglio, che si è visto costretto, per la seconda volta sullo stesso argomento, a dichiarare chiusa la seduta per mancanza del numero legale. Uno spettacolo poco edificante che ha fatto scattare l’irata reazione  di Andrea Antonini  “vigliacchi, chi scappa per il solo timore di dibattere un documento che critica l’operato del Sindaco non può essere definito che un vigliacco”.

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Con animo più calmo Andrea Antonini ci ha poi dichiarato: ” è vergognoso il contegno di una maggioranza che, al momento di esprimere il proprio parere,  fugge in massa. Imbarazzante appare il comportamento dei consiglieri di maggioranza i quali, senza eccezione alcuna, hanno abbandonato l’aula al momento della votazione causando la caduta del numero legale ed incomprensibile appare, ai miei occhi, questa deferenza nei confronti del potere, soprattutto quando si considera  che tale atteggiamento, oltre ad essere certamente sbagliato nei confronti degli elettori, risulta politicamente sconsiderato, nel momento in cui provoca una caduta del consenso di cui gode il PdL a livello territoriale. Non credo che il Sindaco Alemanno avrebbe redarguito i consiglieri che si fossero interposti tra il provvedimento da lui assunto ed i cittadini del XX Municipio; anzi, in una ottica di parte, sono certo che tale presa di posizione avrebbe giovato non poco al partito di cui è espressione”.

E Daniele Torquati (PD) ha poi aggiunto “Continua a cadere il numero legale, la maggioranza di questo Municipio, oltre che a dimostrare uno scarso rispetto per i cittadini che continuano a pagare per le nostre sedute deserte, dimostra il modo attraverso il quale risolve le controversie interne e le questioni sulle quali non è capace di dare risposte: scappando. E’ grave e squalificante trattare di temi così importanti, come quello dell’Inviolatella, in un’aula semi-deserta. La maggioranza ha il dovere di esprimersi su questa regalia che il Comune di Roma ha fatto di un pezzo importante del proprio territorio, in pieno Parco di Vejo. I cittadini ci hanno eletto per rappresentarli e per prendere decisioni, non per fargli spendere dei soldi e fuggire da decisioni che sono spinose”.

Cosa succede ora? Stante il regolamento, la proposta di risoluzione del PD torna all’esame delle commissioni, ognuna dovrà esprimere il proprio parere e poi potrà tornare in aula. L’Ordine del Giorno de La Destra torna,come nel gioco dell’oca, in una delle future conferenze dei capigruppo dove verrà decisa la data nella quale riportarlo in aula.
Tempi? Quien sabe.
Ecco come fare in modo che un argomento scottante si raffreddi da solo.

per ripercorrere le tappe del caso Inviolatella, clicca qui  (Red.)

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8 COMMENTI

  1. peccato che l’opposizione non abbia potuto avvalersi di essere in questo caso unita per fare chiarezza su questa vicenda, approfittando del fatto che la seduta era in seconda convocazione.
    Sarebbero bastati gli otto consiglieri (sette del Pd e uno della destra ) più il Presidente Ariola per procedere al voto sia sulla risoluzione che sull’ordine del giorno. Solo teoria, perchè ancora uno dei consiglieri del PD risulta essere il fantasma Rizzo, a parte che il capogruppo Sterpa aveva lasciato il Consiglio.
    A quando le dimissioni o la decadenza di Rizzo?

  2. Ma come è possibile.
    Un minimo di senso di responsabilità da parte della maggioranza
    Ma piccolo-piccolo.
    Mi piacerebbe avere delle dichiarazioni dai singoli rappresentanti della maggioranza.
    Almeno questo.

    Ed il consigliere Rizzo perché non si dimette?

    Non è certo un bello spettacolo ne a destra ne a sinistra.

  3. questo è il teatrino della politica locale di chi, chiedendo il nostro voto, giurava fedelmente lealtà agli elettori ed agli interessi del territorio per il quale si candidava ad amministrare…. tanto per dirne una, mi hanno detto che ad abbandonare l’aula furtivamente per fa cadere il numero legale sia stato anche un consigliere della maggioranza che qualche tempo fa ha condannato pubblicamente l’abuso di questa pratica da parte dei suoi colleghi … incoerenza, ordini di scuderia o paura di lesa maestà ?

  4. Arrivare a dire che se è il Pd fosse stato in aula, i documenti si sarebbero votati, mi sembra veramente assurdo: il Pd era compattamente presente in aula schierato tutto a favore sia della propria risoluzione che dell’ odg di Antonini; Continuare a tirare in ballo il cons. Rizzo, del quale il suo stesso gruppo ha già chiesto le dimissioni, mi sembra ridicolo. Il solo assente, giustificato per motivi di lavoro, era il cons. Sterpa.
    Chiediamoci perchè la maggioranza di questo Municipio ha sempre, sempre, sempre bisogno di due o più convocazioni per poter terminare un solo consiglio?
    Chiediamoci perchè chi, poco meno di un mese fà, denunciava l’assenza dei propri compagni di partito è stato uno dei primi a lasciare l’aula ieri quando siamo arrivati su i temi caldi?
    Chiediamoci perchè ancora le sedute di consiglio non sono trasmesse via web?
    Chiediamoci se questa maggioranza è adatta a governare?
    Alessandro Cozza
    Cons. Pd
    alessandrocozza.blogspot.com

  5. Caro Emilio, ha ragione.
    Io sono uscito, dopo quattro ore di discussione, ma in segno di protesta.
    L’ordine del giorno di Antonini era chiaramente provocatorio. Io mi sono, a malincuore, prestato a cercare una mediazione firmando insieme al Presidente Ariola un emendamento che chiedesse al Comune di Roma di valutare altre aree di assegnazione, forse più opportune, come suggerito dall’Assessore Perina.
    L’ironia di Antonini nella risposta mi ha fatto capire che non si voleva produrre nulla di utile per il municipio stavolta e me ne sono andato.
    Nessuna paura di prendere dicisioni e neppure strategie precostituite (dopo 4 ore di aula…)
    Spero che anche altri non ne abbiano di paura in altre occasioni…

    G.Mori
    Cons. XX Municipio

  6. Per chi non c’era è difficile capire davvero le responsabilità di quanto successo ieri nel Consiglio del XX municipio sul tema dell’Inviolatella, Un mistero proprio come quello della vicenda stessa della “donazione” dei tredici ettari.
    Pongo solo una domanda: era proprio necessario rinviare la proposta di risoluzione Tolli alle Commissioni ? E, visto che non si è trovato un accordo col proponente sull’odg Antonini, la maggioranza non avrebbe potuto almeno impegnarsi con una dichiarazione del Presidente Giacomini (ma non so se era presente ) a portare notizie certe alle Commissioni competenti e al Consiglio?

  7. egregio consigliere Mori, la stimavo, ora un po’ meno, perchè lei non la racconta proprio tutta la vicenda. Mi sono informato: quella che lei chiama mediazione era solo un tentativo di svuotare di significato il documento in discussione, trasformando una presa di posizione formale e negativa in un’indagine presso il sindaco per sapere se non ci fosse proprio un posto diverso per fare quel centro di accoglienza, una richiesta retorica. E la stimo un po’ di meno di quanto l’ho stimata quando ha condannato l’abuso dei suoi colleghi nel far cadere il numero legale perchè anche lei, anzichè affrontare una democratica discussione, ha preferito lasciare l’aula sapendo di far cadere il numero legale. Che devo pensare ? me lo dica lei e tanto che ci sta, sempre se mi risponderà, mi dica: lei è d’accordo sullo scippo di 13 ettari di verde ai cittadini di Roma Nord ? Non sprechi tante parole, basta un si o un no, grazie. Emilio.

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