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Passeggiando sulla Cassia tra storia e leggenda. Terza parte

20 Secoli di VentesimoProsegue per la rubrica -20 Secoli di Ventesimo- il viaggio sulla Via Cassia Antica con l’ultima parte dei due articoli di Licia Capannolo dedicati alla Tomba di Nerone. Cliccando qui trovate le altre parti dell’articolo.
Ma nel lontano 1804 questo monumento partecipò casualmente ad un evento che rese nuovamente celebri le antiche superstizioni attribuite a Nerone e ai luoghi a lui connessi.

Nella notte tra il 16 e 17 Dicembre un pallone aerostatico del Sig. Garnerin sbatté sul sarcofago della Via Cassia continuando il suo volo fino ad inabissarsi nella acque del lago di Bracciano . Questo pallone aerostatico

Pallone aerostatico Garnerin.

Pallone aerostatico Garnerin. Hangar Trosten, Museo Storico dell’aereonautica a Vigna di Valle.

 venne fatto alzare in volo qualche ora prima da Notre Dame in occasione dei festeggiamenti per l’incoronazione di Napoleone. Decorato con 3000 vetri colorati la navicella impattando contro il monumento perse la corona, che insieme all’aquila simboleggiavano il potere e la magnificenza dell’imperatore, quasi a preannunciare la caduta del suo regno che non tardò ad arrivare dieci anni dopo.

Pallone aerostatico Garnerin.

Pallone aerostatico Garnerin. Hangar Trosten, Museo Storico dell’aereonautica a Vigna di Valle. Particolare.

Di questa vicenda si hanno notizie da vari documenti , non per ultimo un libricino del 1927 di Pio Emanuelli, che ripercorre la storia del pallone dopo il suo ammaraggio nel lago. A questo proposito il Tomassetti descrive la diatriba sorta sul recupero dell’ areostato tra Anguillara e Bracciano e che si risolse con il sequestro del “bottino” da parte di Pio VII. Dopo un lungo periodo di permanenza nella Floreria del Vaticano il pallone Garnerin venne donato da papa Paolo VI (Fig. 10) al Museo Storico dell’Aeronautica a Vigna di Valle, dove è tuttora conservato.

Pallone aerostatico Garnerin.

Pallone aerostatico Garnerin. Hangar Trosten, Museo Storico dell’aereonautica a Vigna di Valle. Particolare.

Il monumento porta con sé le tracce di un passato che appartiene a tutti. Oggi questo nostro patrimonio storico archeologico deve essere tutelato e conservato perché parte della memoria storica collettiva. Si auspica quindi che il monumento e il suo contesto possano essere oggetto di un progetto di riqualifica che lo valorizzi in ogni suo aspetto.

Licia Capannolo

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
E. Equini Schneider, La Tomba di Nerone sulla via Cassia. Studio del sarcofago di Publio Vibio Mariano, Roma, 1984.
D. Cavallo, La via Cassia. Antiche strade del Lazio. Roma, 1992, pp. 23-25.
S. Delli, Le strade di Roma, Roma, 1988, pp. 907-908.
A. Nibby, Analisi della carta de’ contorni di Roma, 1837, III, pp. 83, 574.
P. Emanuelli, Eventi astronomici, bizzarie scientifiche, Albano, 1927.
G. Tomassetti, La Campagna antica, medievale e moderna, III, Bologna, A. Forni 1976.
R. Lanciani La Villa suburbana di Faonte, Miscellanea topografica, in Bullettino della Commissione Archeologica del Comune di Roma s. 1, v. 4 (1891), pp. 227-229.
CIL: Corpus Inscriptionum Latinarum, Theodor Mommsen,  Berolini editit, 1863 ss.
Si ringraziano il Museo Storico dell’Aeronautica di Vigna di Valle che ha permesso di effettuare le fotografie al pallone aerostatico Garnerin e il Sig. Andrea Venier assistente tecnico-scientifico della Soprintendenza Archeologica di Roma per il  contributo reso nelle ricerche di archivio.

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1 commento

  1. Ho letto con molto piacere ed interesse queste ricerche fatte sulla Tomba di Nerone alias tomba di Vibio Matriano.
    Sono nato a Tomba di Nerone nel 1946 ed ho frequentato per i 5 anni la scuola elementare delle Orsoline che si trova limitrofe al sarcofago. Questo monumento mi è quindi molto familiare poiché l’ho avuto sotto i miei occhi quasi tutti i giorni fino ai miei 23 anni!
    A questa éta sono poi partito definitivamente dall’Italia e ho sempre vissuto all’estero.
    Adessso con i miei anni mi rivolgo al mio passato e quindi ai luoghi dove ho vissuto la mia gioventù.
    Questo articolo mi ha permesso di conoscere meglio la storia del mio quartiere e ringrazio Licia Capannolo per aver publicato i suoi lavori di ricerca storica.
    Vincenzo Padellini

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