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Roma – Gibertini : Cimitero per i bambini non nati, si adotti il modello lombardo

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CAVGiorgio Gibertini, Presidente del Centro di Aiuto Alla Vita di Roma, interviene in merito alle polemiche sui media riguardanti l’iniziativa del cimitero per i bambini non nati approvata recentemente nel XX Municipio. “Riguardo la strumentalizzazione politica della nostra iniziativa vorrei chiarire che la possibilita’ di seppellire i bambini mai nati non e’ una iniziativa contro l’aborto ne’ intende colpevolizzare nessuno”.

“Attualmente i resti degli embrioni e dei feti abortiti vengono trattati in modo del tutto disumano: utilizzati per la ricerca e la sperimentazione; come materiale biologico per scopi vari (per es. farmaceutica e cosmesi); oppure vengono distrutti o eliminati insieme ai rifiuti speciali ospedalieri. Questa situazione non puo’ essere tollerata dalla coscienza dei cristiani ne’ da chi abbia un minimo di sensibilita’ umana e di umana pieta’”. 

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Il Centro di Aiuto alla Vita di Roma – chiarisce Gibertini – propone per Roma quello che gia’ accade in Lombardia: in caso di aborto, sia spontaneo che volontario, gli ospedali avranno l’obbligo di spiegare ai genitori che possono chiedere la sepoltura e celebrare il funerale.Si tratterebbe di una norma storica sacrosanta in nome del diritto naturale. Molte donne ci hanno detto che avrebbero voluto questa soluzione – conclude – e molti psicologi la considerano importante per le madri che possono andare a parlare coi loro figli in una ‘corrispondenza d’amorosi sensi’ “.  (Red.)

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1 commento

  1. ma già l’obbligo esiste e non è rispettato solo in Lombardia: pochi mesi fa ero a Roma, accanto ad una giovane donna che non era riuscta a portare avanti una gravidanza desiderata da lei e dal marito e alla domanda fatta dal personale dell’opedale si è ritenuto di rispondere che non s’intendeva procedere alla sepoltura, in quel momento e anche per il futuro la soluzione migliore in quel caso: insomma a cosa serve questo ordine del giorno?. Siate chiari e non girate intorno alle cose, e magari occupatevi pure di che fine fanno i corpi dei morti non riconosciuti, che forse aumenteranno se entrano in vigore le nuove norme contro i clandestini, non mi sembra che sia così orribile se servono, prima della sepoltura, per lezioni di anatomia o simili, anche se esigenze in buona parte superati con le nuove tecnlogie.

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