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Via Val Gardena, una strada figlia di nessuno

In seguito alle forti piogge del mese scorso le condizioni del manto stradale, già pessime, di Via Val Gardena sono ulteriormente peggiorate ed alcuni lettori ci hanno sollecitati a tornare nuovamente sul tema, ad un anno di distanza dal nostro primo articolo del 21.01.2008. Come è evidente dalle foto la situazione è veramente peggiorata da un anno all’altro, passare di qui, per le ruote dei nostri scooter, è come fare un giro sulle montagne russe.

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 E non è certo un bello spettacolo vedere poi pali della luce pericolanti messi in sicurezza semplicemente legandoli con una corda ad una ringhera arrugginita. E per finire, al calar del sole in via di Val Gardena è buio pesto: i residenti denunciano la totale mancanza di illuminazione stradale in quanto i lampioni restano spenti.

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Ma, se l’essere in cattive condizioni accomuna Via Val Gardena ad un considerevole numero di altre strade del XX Municipio e di tutta Roma, a rendere un po’ più particolare il suo caso è la non assoluta chiarezza su a chi spetti intervenire per ripristinare le corrette condizioni al fine di garantire la sicurezza di quanti si trovino a circolare su questa strada.

Grande utilizzatrice di via Val Gardena è la Marina Militare una cui caserma è proprio alla fine della via. Mezzi pesanti vanno avanti ed indietro con frequenza da questo grande comprensorio militare e non sono pochi a dire che sia proprio la Marina la responsabile della (non)manutenzione di Via Val Gardena e anche dello spegnimento dell’illuminazione. Abbiamo quindi ritenuto corretto informarci alla fonte, nella persona del Comandante del Distaccamento della Marina Militare di Roma, Francesco Oliveri, che con estrema disponibilità e cortesia, autorizzandoci a citare il suo nome, così ci ha risposto: “in merito a quanto accennato nella telefonata di ieri ……il Compendio demaniale denominato Acqua Traversa è stato ceduto alla Marina Militare dall’Amministrazione Esercito nell’anno 1980 con sottoscrizione di apposito verbale. Dal suddetto verbale – visionabile presso la Direzione Del Genio Militare Per La Marina di Roma – risulta chiaramente che il comprensorio Militare è delimitato dalle particelle 21, 88 e 144, con conseguente esclusione delle strade adiacenti ivi compresa la Via di Val Gardena. In sintesi la strada in questione non è di proprietà della Marina Militare ed è aperta al transito pubblico, come può facilmente verificare chiunque. Pertanto i lavori di manutenzione e l’illuminazione dovrebbero essere assicurati dal Comune di Roma“.

Ma già in calce al nostro primo articolo l’allora consigliere municipale Ludovico Todini ci aveva informati in merito al fatto che Via Val Gardena non figura tra le strade la cui manutenzione è in carico al XX Municipio in quanto trattasi di strada privata, anche se aperta al pubblico transito (ovvero strada vicinale).
Insomma una strada figlia di nessuno, che non sarà mai oggetto di manutenzione?
Eppure è a conoscenza dei più che un Comune è obbligato a garantire la corretta esercibilità, e quindi le condizioni minime di sicurezza, di tutte le strade su cui la circolazione è libera all’interno del proprio territorio. E che  dovrebbe quindi, nel caso di una strada vicinale, ingiungere al proprietario della stessa di provvedere alla riparazione del manto stradale e poi, a fronte di eventuale non adempimento a tale obbligo, provvedere egli stesso rifacendosi in seguito sul proprietario (la cosiddetta esecuzione in danno). A tal proposito, un nostro lettore di professione avvocato ci conferma che “….nel definire le competenze e le responsabilità del Comune, l’orientamento giurisprudenziale più recente prescinde dalla titolarità della strada o dall’inserimento negli elenchi delle strade vicinali ad uso pubblico (che comunque avrebbe valore dichiarativo e non costitutivo) purchè ricorrano alcune condizioni di fatto, tutte riconducibili all’utilizzo per pubblico transito, che peraltro se ultraventennale determina l’usucapione del diritto di uso pubblico da parte del Comune. Se le strade vicinali sono soggette ad uso pubblico  il Comune è obbligato, in caso di inerzia del privato, a provvedere alla manutenzione, alla sicurezza, alla segnaletica, al rilascio delle concessione per occupazione, alle ordinanze per regolare la circolazione (anche quest’ultimo può essere un valido indizio per accertare le responsabilità del Municipio) e risponde nei confronti di terzi per i danni eventualmente provocati. I riferimenti normativi sono il Codice della Strada art.14, comma 4 e, quanto al concorso nella spesa per la “manutenzione, sistemazione e ricostruzione”, l’art. 3 del Decreto Luogotenenziale del 1 settembre 1918, n. 1446.” Ed a titolo di esempio, ci ha fornito due sentenze che comprovano il suo parere. Per leggerle è sufficiente cliccare qui.

Da Gennaio 2008, quando ci siamo occupati per la prima volta di via Val Gardena, ad oggi è trascorso un anno esatto senza che un intervento sia stato fatto nè dal Comune nè dal XX Municipio. Le buche si sono allargate, il manto stradale è quasi inesistente, i pali della luce sbilenchi si reggono con lo spago. In termini di sicurezza e di viabilità è una strada fortemente a rischio, soprattutto per i mezzi a due ruote. E’ quindi una situazione non più sostenibile, anche perchè via Val Gardena non è usata solo dai residenti. Essa serve infatti per raggiungere, da Vigna Clara, tramite via Cassia Antica, la zona del Villaggio dei Cronisti, la famosa via Mastrigli, piazza Azzarita e via Cassia Nuova. Un discreto traffico la percorre ogni giorno, ma ad ogni auto che passa le buche si allargano. Ci si chiede a quale profondità dovranno mai arrivare per meritarsi di essere richiuse.  
↓seppe Guernica Reitano

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20 COMMENTI

  1. La percorro quotidianamente con lo scooter,ogni volta è una sfida non cadere nelle voragini nel buio pesto!
    Ottimo articolo speriamo che il xx municipio si muova per sistemare defitivamente la situazione e non mandi come al soliti i vigili di via caprilli a rattoppare il manto stradale,che alla prima pioggia viene via.
    E pensare che la situazione delle buche ed il manto stradale della città in campagna elettorale era un cavallo di battaglia del nuovo Sindaco di Roma Alemanno,mi domando se abbia un po’ di rispetto almeno per il xx municipio sua roccaforte!!

  2. Il problema buche a Roma è tristemente noto a livello internazionale.

    Come è stata gestita la manutenzione ordianria e straordianria dalle precedenti giunte comanali di Roma è sotto il naso di tutti i romani e ora anche degli italiani in seguito all’inchiesta sulla Romeo che tra i propri affari aveva anche la manutenzione di strade e calitotie (quelle intasate di cui tutti ci siamo accorti durante l’emergenza alluvione del Tevere) della città.

    Sulla nuova amministrazione capitolina già la revoca immediata del maxi appalto alla Romeo è un segno netto di cambiamento di rotta. Adesso è il Comune a decidere tipo e ordine di interventi da effettuare e a controllare come vengono effettuati.

    Così ad esempio in una mese ha ripulito tutte le 16 mila caditoie.

    Intanto ieri l’assessore ai lavor pubblici Ghera ha erogato fondi per oltre 2 milioni di euro (150 mila a ciascun municipio) proprio per la prima emergenza buche docuta al amltempo e ha invitato i municipi a spendere quei fondi così da non lasciare le strade dissestate. Sarà l’assessorato a dire pubblicamente chi non attiverà le nuove procedure. Inoltre sono previsit appalti più rapidi.

    Gli interventi più urgenti inizieranno già domani. A decidere le priorità, tra le quali manca il XX municpio, è stat una verifica tra l’assessore Ghera, i comandanti della Polizia Municipale e i direttori tecinici dei municipi.

    Per la sicuerezza stradale sono stati stanziati in assestamento di bilancio 10 milioni di euro, da cui sono stati presi i 2 milioni erogati.

    Tutti segnali chiari, rapidi e positivii di un netto cambiamento di rotta.
    Per giudicare diamo tempo. Per adesso sembra si possa ben sperare per il prossimo futuro per un’efficae lotta al cronico dissesto della viabilità muncipale di Roma, la più ampia con i suoi 4 mial chilometri.

    Emanuela

  3. Credo che sia giusto affrontare i problemi in maniera ampia ma conoscendo da vicino la realtà non potevo esimimermi dal dare sostegno al cittadino Daniele, visto che anche io abito nella XX circoscrizione.
    Ritengo vergognoso l’atteggiamento dell’amministrazione comunale che sottovaluta costantemente le numerose segnalazioni effettuate dagli abitanti della XX circoscrizione, in relazione alla estrema pericolosità causata dalle voragini di via val Gardena
    Segnalo che la strada in oggetto, da me percorsa abitualmente, è un’arteria fondamentale per gli abitanti del quartiere che costretti ad evitare le interminabili code necessarie per arrivare sulla Cassia, si vedono costretti ad utilizzare via val gardena facendo acrobazie onde evitare le profondissime buche causate dalla prima pioggia.
    Tutto ciò viene acuito da una visbilità pessima, dettata dalla scarsa illuminazione, che fa di quetsa strada un luogo estremamente insicuro.
    Caro Presidente Giacomini e caro sindaco Alemanno credo sia necessaria da parte vostra un’assunzione di responsabilità, almeno pari all’impegno profuso in prossimità delle scadenze elettorali, nelle quali chiedete uno sforzo ai cittadini della XX circoscrizione che con ardore sempre rispondono perchè credono in voi e nel vostro operato.

    Federico

  4. Gentile signora o signorina Emanuela,
    concordo con quanto lei ha scritto sulle difficoltà di gestione della situazione strade a Roma ed anche sulle mancanze della precedente amministrazione in questo campo: il mio riferimento al neo sindaco alemmanno era oltre che polemico di fronte alla realtà uno sprono a fare meglio ed a mantenere una volta tanto da parte dei politici le “promesse” fatte in campagna elettorale.
    Non vorrei che il mio commento fosse strumentalizzato politicamente, cerchiamo di non perdere di vista la reale problematica del Civis Romanus.
    Saluti

  5. Caro signor Daniele,
    …aggiungerei “o signorino” ma, chissà perchè ,per gli uomini non si usa…

    Nessun intento da parte mia di strumentalizzare nè il suo commento nè il mio.

    Ho voluto solo prendere spunto dalla segnalazione fatta da questo blog per ricordare che il problema delle buche a Roma e in XX è di vecchia data (putrroppo per noi cittadini).

    Per ricordare i provvedimenti che la nuova amministrazione capitolina ha presono e che sta prendendo proprio in queste ore. Ho semplicemente riporta dati e fatti che parlano da soli. Proprio come la situzione delle buche in via Val Gardena o via Bodio o molte altre strade del nostro municipio.

    Infine, per aggiungere (questa volta, sì, soggettivamente, ma si tratta pur sempre di uno spazio per la libera espressione delle proprie idee questo) che i presupposti per risolvere l’annoso problema della manutenzione stradale ora ci sono e anche i primi atti concreti.
    Dovremmo aspettare ancora per vederli risolti, è vero. Ma non possiamo – pena una facile quanto inutile demogogia – né pretendere che tutto si risolva immediatamente quasi si possedesse una bacchetta magica, nè che nell’elenco delle priorità il XX o la strada sotto la nostra abitazione siano al primo posto (lo vorrebbero tutti i cittadini di Roma).

    In campagna elettorale ci sono state fatte delle promesse? Bene. A me sembra che si sia sulla buona strada per iniziare a mantenerle. Diamo tempo al tempo e poi giudichiamo.

    Saluti

    Emanuela

  6. il problema delle buche a Roma e in XX è di vecchia data, appunto, proprio così cara Emanuela. Ma se Alemanno ha l’attenuante di essere sulla poltrana da sindaco da meno di un anno, che attenuanti possiamo trovare che per chi governa il municipio 20 da anni e anni ? Sono sempre gli stessi partiti e gli stessi uomini, e pure le buche sono sempre le stesse. Dobbiamo dare tempo al tempo dici ? cioè almeno un altro decennio ? Nel frattempo nelle buche di via Val Gardena ci si potrà girare il film viaggio al centro della terra !

  7. Tanto per dire :
    circa 6 mesi fa avevo sollevato il problema in concomitanza della caduta dal motorino di mio figlio ( nottata al S.Pietro ), causa buca profonda circa 30cm e della rottura di un cerchione della mia auto causa un’altra buca.
    Tra l’altro non visibili la sera “grazie” all’illuminazione assolutamente non sufficente.
    Neanche lo slalom è possibile , solo mosca cieca.
    Mi fu risposto da un consigliere ( mi sembra di ricordare Erbaggi ) che quella via era consortile e quindi privata e quindi non di pertinenza comunale.
    Il chè sulla carta solleva da incombenze il Comune ma non lo assolve di certo a livello di “morale e costruttiva assistenza alla cittadinanza”.
    Ora siccome quella strada è anche ampiamente percorsa dai mezzi pesanti della Marina Militare , non credo che il Comune, la Provincia , la Regione o lo Stato se ne possano fottere più di tanto.
    Che intervengano prima che ci scappi il morto od il ferito grave.
    Che sia privata, consortile od altro.

    Tra l’altro ( scrissi e venni censurato e mi auguro che non si ripeta ) ho l’impressione che le buche vengano riparate per essere “ripristinate” a tempo.
    Ossia, limitarsi a gettare due palate di graniglia bituminosa e calpestarla ( passando , ho visto di persona codesti interventi ) , è garanzia di riapertura sicura dopo qualche giorno di passaggi-auto o addirittura mezzagiornata di pioggia.
    Saluti

  8. Caro Emilio,
    via di Val Gardena è un vero caso, come ricordato sopra anche da VignaClaraBlog.
    Una strada di nessuno.

    Non l’ha in manutenzione né il XX Municipio né il Comune. Per il problema illuminazione la competenza non è dell’Acea.

    E’ una strada di pubblico transito,appunto.

    Ma chi sia il proprietario non è dato saperlo.

    Un giallo.
    Finora irrisolto sia a livello municpale sia a livello comunale.
    Tra i possiibli indiziati ci sono stati il consorzio e la Marina. Niente. Si continua a brancolare nel buio.

    Un consigliere del XX Municipio ha attivato l’Ufficio tecnico proprio per conoscere di chi sia la reale competenza della strada e la prossima settimana chiederà l’esito dell’indagine.

    Insomma, se non si risolve il fitto mistero difficilmente si potrà andare oltre i soliti rattoppi del manto stradale, che i vigili comunque hanno eseguito in passato e continueranno a effettuare per garantire proprio il minimo di sicurezza ai cittadini.

    Prima di girarci il film “Viaggio al centro della terra” forse è meglio rivolgersi alla televisione. “Chi l’ha visto” potrebbe andar bene per rintraccaire il proprietario della strada?

    Una volta scovatolo, i cittadini di via Val Gardena sapranno con chi prendersela. Adesso sembrebbe un po’ complesso definire le competenze se nessuno conosce il proprietario della strada.

    Non lo hanno ancora scoperto in 20 anni il Comune di Roma e neanche il XX Municipio.

    E i residenti?
    Che possano essere proprio loro la chive di volta per risolvere il caso Val Gardena?

    Emanuela

  9. L’Ufficio Stampa dell’Assessore ai Lavori Pubblici Stefano Erbaggi comunica che via di Val Gardena, in base ad accertamenti fatti dall’U.O.T. del Municipio XX presso la Conservatoria del patrimonio immobiliare del Comune di Roma, non è in proprietà al Comune di Roma, cioè è di proprietà privata.
    Il Municipio XX su strade private, purché aperte al pubblico transito, può effettuare interventi di eliminazione pericolo per la pubblica incolumità su chiamata della Polizia Municipale. Detti interventi consistono in transennamenti, chiusura al transito, ecc., ma le riparazioni spettano all’effettivo proprietario della strada al quale poi il Municipio XX deve addebitare le spese sostenute per l’eliminazione del pericolo.
    In questo caso devono ritenersi responsabili della manutenzione della strada i proprietari della stessa o, in carenza di documentazione attestante il diritto di proprietà, i frontisti della stessa.
    Lo stato di fatiscenza attuale comporta la necessità di effettuare interventi di manutenzione straordinaria sulla strada in oggetto. Pertanto è stato ufficialmente diffidato il condominio frontista ad intervenire, entro quindici giorni dal ricevimento dell’invito dell’UOT del Municipio XX, ed effettuare gli interventi di manutenzione straordinaria. In difetto, si procederà con intervento da parte del Municipio XX nei confronti dei frontisti della strada.
    Cordiali saluti.

  10. E dunque Via Val Gardena è strada privata…….. ma questo lo sapevamo già da circa 20 anni….o forse più…….
    Quello che invece non sappiamo è perchè il Comune di Roma si ostina ad ignorare sia la situazione di fatto che la situazione giuridica delineata dalla giurisprudenza per la gestione delle c.d. strade vicinali, situazione che non corrisponde a quanto riferitoci dall’Ufficio Stampa dell’assessore.

    La Cassazione(Cass. Civ. sez. II 26 febbraio 2004 n. 1956), preliminarmente, ha ritenuto che le strade vicinali si distinguono in due categorie: le strade vicinali private, utilizzabili solo dai proprietari frontisti (e non mi pare questo il nostro caso) e le strade soggette al pubblico transito, che assumono la denominazione di vicinali in senso proprio. Mentre le prime sono regolate dalle norme del diritto privato, le seconde sono assoggettate al regime giuridico proprio delle strade pubbliche.
    L’uso pubblico di una strada determina il potere-dovere dell’ente territoriale Comune di gestirla in modo da evitare ogni pericolo che possa derivare per il pubblico degli utenti e, quindi, a garantirne idonea manutenzione ed illuminazione.

    Via Val Gardena è strada privata ad uso pubblico il cui transito è divenuto obbligatorio per raggiungere via dell’Acqua Traversa (strada comunale) quando questa è stata trasformata dall’Amministrazione, molti anni fa, da strada a doppio senso di marcia a strada a senso unico. Via Val Gardena, inoltre, collega la via Cassia a via Panattoni e piazza Azzarita.
    L’uso pubblico della Via Val Gardena è stato imposto dal Comune e comporta l’obbligo di manutenzione ORDINARIA (oltre che straordinaria) in capo all’Amministrazione stessa.

    Caro assessore è giuridicamente mal assistito……………
    barbara

  11. Caro …..
    Ufficio Stampa dell’Assessore ai Lavori Pubblici Stefano Erbaggi ,
    innanzi tutto grazie per la novella sulla proprietà privata della strada in oggetto,anche se quello lo sapevamo da tempo e non era certo questo l’oggetto della discussione bensì lo stato di fatiscenza della strada!
    Ora mi chiedo e Vi chiedo:
    AVETE DIFFIDATO I FRONTISTI ANCHE PER LA MANCATA ILLUMINAZIONE?

  12. Roma, 27 gen. (Apcom) – Se la cattiva manutenzione delle strade provoca incidenti, i danni deve pagarli il Comune. Soprattutto quando l’amministrazione ha diviso in zone il territorio urbano e ha appaltato a diverse imprese i servizi di manutenzione. Con una sentenza che rappresenta una vittoria per motociclisti e ‘scooteristi’, la Cassazione ha ribaltato le decisioni dei giudici di merito che avevano “assolto” il comune di Roma dall’obbligo di risarcire un motociclista che si era fratturato un braccio scivolando su una macchia d’olio.
    Il monito della Suprema Corte alle amministrazioni soprattutto delle grandi città, dove il problema dello “stato di conservazione” delle strade è più grave, tutela non soltanto i conducenti dei mezzi a due ruote, ma anche agli automobilisti nel caso in cui le condizioni delle strade urbane provochino danni alla vettura o veri e propri incidenti. Nelle motivazioni della sentenza 1691 infatti, i giudici della terza sezione civile precisano che nei confronti delle amministrazioni comunali c’è una “presunzione di responsabilità per il danno causato dalle cose che si hanno in custodia” anche se si tratta di beni, come le strade “oggetto di un uso generale e diretto da parte dei cittadini”.
    Il caso di cui si è occupata piazza Cavour riguarda una motociclista che nel 1997 era scivolata su una macchia d’olio in via Damiano Chiesa, una strada nella zona della Balduina a Roma. In seguito alla caduta la donna aveva riportato “lesioni guaribili in 40 giorni”. Sia il tribunale sia la Corte d’appello della Capitale avevano respinto il suo ricorso contro il comune per il risarcimento. Nel corso del giudizio di secondo grado, in particolare, l’amministrazione all’epoca guidata da Walter Veltroni si era “chiamata fuori” affermando che la rete viaria urbana era divisa in zone, ciascuna delle quali affidata per la manutenzione a diverse imprese.
    A questo proposito invece, la Corte ha precisato che “la suddivisione in zone comporta per il comune un maggiore grado di sorveglianza e controllo, con conseguente responsabilità per i danni cagionati”. I giudici hanno infine aggiunto che l’impresa appaltatrice dei servizi di manutenzione “non può rispondere direttamente perché il contratto costituisce soltanto lo strumento tecnico per la realizzazione in concreto del compito istituzionale proprio dell’ente territoriale”. La Cassazione ha quindi annullato con rinvio la sentenza d’appello indicando ai giudici che dovranno nuovamente valutare la richiesta di risarcimento, i criteri da seguire.

  13. se la manuntenzione spetta al condominio frontista vorra dire che la strada verra chiusa al pubblico e diventera di esclusivo utilizzo da parte dei condomini dei due condominii frontisti, ripristinando cosi la situazione originale in cui via val gardena era strada senza uscita e tutti transitavano per via dell’acqua traversa.!!!

  14. ho inviato una richiesta di risarcimento causa buca in via di val gardena al xx minucipio. mi hanno risposto che non è a loro affidata e di rivolgermi ai proprietari frontisti. Chi sono i proprietari frontisti?

  15. @ufficio stampa Ass.Erbaggi
    il 16 gennaio avete scritto su questo blog “è stato ufficialmente diffidato il condominio frontista ad intervenire, entro quindici giorni dal ricevimento dell’invito dell’UOT del Municipio XX, ed effettuare gli interventi di manutenzione straordinaria. In difetto, si procederà con intervento da parte del Municipio XX nei confronti dei frontisti della strada.”

    i 15 gg dovrebbero essere passati. Che ha deciso di fare il condominio frontista, che ha deciso di fare il Municipio ? Ed entro quando ?
    Grazie . Emilio

  16. lunedi rifanno il manto stradale, e vivendo nel condominio frontista posso garantire che non è a nostro carico. Ho letto del risarcimento danni al comune, la loro risposta e assolutamente falsa e puo essere continuata la causa per negligenzia e incuria nell’assunzione delle proprie funzioni(del comune) nel garantire la sicurezza dei cittadini.

  17. Non credo che lunedì verrà rifatto il manto stradale a via val gardena.
    I bandoni che impediscono la sosta partono dall’ingresso della caserma per poi continuare a via acqua traversa.
    Via val gardena è “immune” dai bandoni per cui immagino che non venga asfaltata.

    Ci vorrà la “vittima” per vedere la strada riparata ?

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