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Roma, San Giacomo – le volontà del Cardinale Salviati

Tradotte in lingua corrente le volontà testamentarie del Cardinale Salviati. Anteprima di  VignaClaraBlog

cardinal-salviati.jpgFrancesca Di Castro e Sandro Bari (Gruppo dei Romanisti e Italia Nostra): “Alle 12,30 di oggi, in conferenza stampa a Santa Maria del Popolo, gli eredi Salviati hanno dato pubblica lettura del documento testamentario che apporterebbe elementi risolutivi contro la chiusura dell’Ospedale, in base alle volontà del Cardinale che ne fu il riedificatore e il finanziatore dedicandovi la resa perpetua di molte sue proprietà. Forniamo a VignaClaraBlog il testo prodotto dal legale della famiglia Salviati”

Legato del card.Salviati all’ospedale di S.Giacomo in Augusta
Documento relativo alla donazione
a cura di Sebastiano Bisson

Nell’Archivio di Stato di Roma, nel fondo relativo all’ospedale di S. Giacomo, si conserva un documento datato 13 febbraio 1601… (omissis) In tale documento si legge che: «il cardinale Antonio Maria Salviati, in virtù della pia propensione del suo animo ad avere da sempre a cuore di procurare e accrescere in ogni modo la migliore condizione possibile per detti arciospedale e collegio, in ogni tempo ha prestato massima attenzione e si è preoccupato di salvaguardare e ampliare detti luoghi, promuovendo continuamente l’incremento degli stessi attraverso i suoi atti munifici (…) avendo egli a proprie spese iniziato la costruzione dell’ospedale maggiore – sito tra la via di S. Rocco e la via Flaminia, appellata comunemente il Corso – (…) fatto in ogni sua parte per l’utilizzo da parte degli infermi e delle inferme, nonché come casa e abitazione per gli ufficiali, sacerdoti e ministri della Chiesa della Confraternita e arciospedale di S. Giacomo presenti nel Vecchio Ospedale e in detto Maggiore Ospedale Nuovo, che egli aveva edificato dalle fondamenta».

Nel suddetto instrumento notarile il cardinale conferma di aver donato «totalmente, senza riserve e irrevocabilmente» alla chiesa della Confraternita dell’Arciospedale di San Giacomo e al Collegio Salviati degli Orfani dell’Urbe, diversi beni (per ciascuno di essi viene indicata la data e il notaio che ha rogato l’atto). A seguire il cardinale «ordina e stabilisce che tutti i beni e i diritti donati da lui stesso, enumerati in questo instrumento, nonché tutti gli altri singoli beni che in seguito verranno da lui destinati dalla chiesa alla confraternita e all’arciospedale di S. Giacomo o dal collegio Salviati (…), in alcun modo possano essere venduti, ceduti, dati, donati, pignorati, ipotecati, obbligati, né totalmente né in parte, anche minima, a qualsiasi titolo o diritto, ad alcuna persona, luogo, collegio, università o capitolo; né possano a chiunque altro essere trasferiti o permutati per lungo tempo, dati in enfiteusi, a livello o affittati, anche con il pretesto di qualsiasi utilità o necessità; né possano essere alienati, nascondendo il termine dell’alienazione sotto un qualsiasi pretesto o a causa di urgentissimi bisogni. Rimanendo ferme tutte le apposite proibizioni espresse dal cardinale (…), egli dichiara inoltre e stabilisce che la medesima proibizione all’ipoteca e alle vendita, come precedentemente espresso, sia ovunque e per tutti considerata in essere».

E’ volontà dunque del cardinale Salviati che per tutti detti beni donati e per quelli che verranno acquisiti grazie agli interessi maturati grazie ai beni stessi, come detto sopra, valga sempre in perpetuo l’osservanza inviolabile di tutte le disposizioni espresse in questo instrumento.

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