Home ATTUALITÀ Roma – chiusa l’inchiesta sulle rimozioni d’oro: chiesti 4 rinvii a giudizio

Roma – chiusa l’inchiesta sulle rimozioni d’oro: chiesti 4 rinvii a giudizio

rimozione1.jpgAbuso d’ufficio. Si chiude con quattro richieste di rinvio a giudizio e una di archiviazione l’inchiesta sul Consorzio laziale traffico. I pm Carlo Lasperanza e Maria Cristina Palaia vogliono il processo per le cosiddette “rimozioni d’oro” e adesso alla sbarra, con i vertici della società, rischia di finire anche Giovanni Catanzaro, ex capo della polizia municipale di Roma.

Richiesta di archiviazione, invece, per Aldo Zanetti, il predecessore di Catanzaro al quale, in una prima fase, la procura aveva contestato il reato di concussione.

L’inchiesta era partita nel 2006, dopo il tentativo di rapina alla gioielleria Bulgari di via Condotti. Per sfondare la vetrina del negozio, era stato usato un carroattrezzi. E la procura, cercando di fare chiarezza sulla vicenda, aveva finito per scoprire una serie di circostanze “sospette”. A cominciare dal presunto accordo tra alcuni pubblici ufficiali e il consorzio. Rimuovere soprattutto auto di lusso e minicar, con proprietari solleciti e pronti a pagare la multa e il deposito. Una strategia per moltiplicare i guadagni del Clt e agevolare il Consorzio che aveva problemi nella collocazione delle auto. Un presunto accordo che adesso costa a Luca Pucci e Stefano De Angelis, soci del Clt, una richiesta di rinvio a giudizio per abuso d’ufficio.

Ma gli accertamenti dei pm hanno riguardato anche l’assegnazione dell’appalto da sei milioni e 800 mila euro e le procedure seguite per l’affidamento della super commessa. Anno 2004, epoca in cui i caschi bianchi rispondevano agli ordini di Aldo Zanetti. E così sott’accusa era finito l’allora comandante. L’ipotesi era che Zanetti, garantendo la commessa, avesse imposto al Consorzio un sistema di software e ottenuto in cambio un vantaggio. Ma l’accusa è caduta. Per Zanetti è stata chiesta l’archiviazione. Non convince i pm, invece, la posizione di Catanzaro. Per il successore di Zanetti, i magistrati chiedono il processo per abuso d’ufficio. Nel 2007, al momento del rinnovo del contratto milionario tra Polizia municipale e Clt, l’ex numero uno dei vigili urbani avrebbe violato le normative sugli appalti nelle pubbliche amministrazioni. A luglio scorso, al momento del deposito degli atti, i legali di alcuni indagati hanno presentato memorie per contestare le accuse.

Ma solo quella di Zanetti, difeso dall’avvocato Marcello Melandri, ha convinto i pm. Catanzaro invece ha chiesto di essere interrogato. «Il contratto era in scadenza – dice l’avvocato di Catanzaro, Mario Stagliano – e in una città come Roma la rimozione ordinaria dei veicoli è l’ultimo problema. Ma ci sono situazioni di emergenza come gli spostamenti del Papa o dei Capi di Stato che necessitano di operazioni di sicurezza. Inoltre il rinnovo del contratto fu esaminato alla presenza dell’Avvocatura comunale che disse di farlo subito altrimenti il Clt avrebbe citato il Comune per danni. Poi passò al vaglio del segretario generale del Comune. Quando siamo stati sentiti abbiamo fornito noi la delibera firmata dal segretario generale del Comune e i verbali della commissione e dell’organo amministrativo, perché il Comune aveva dato al pm la copia della delibera senza il timbro del segretario generale».
(articolo di di Valentina Errante, fonte Il Messaggero.it)

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