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Foro Italico – addio agli Internazionali di tennis ?

Il blocco del progetto per il nuovo stadio Centrale del tennis al Foro italico e la proposta di spostare gli Internazionali a Tor di Quinto dividono gli ambienti politici e sportivi.

nuovo-centrale-del-tennis_thumbnail.jpgA rilanciare la questione è stato Angelo Binagli, il presidente della Federazione Italiana Tennis, mentre era in Cina per le Olimpiadi: “Roma potrebbe perdere gli Internazionali perché il Comune ha bloccato il progetto del nuovo Centrale. La giunta Alemanno ha intenzione di rimodulare uno stadio meno impattante. Ma non c’è più molto tempo, bisogna rompere gli indugi”.
Ed a rompere gli indugi ci ha pensato oggi il Sindaco Alemanno dalla Galilea, dove si trova in pellegrinaggio con la sua famiglia, che, in un’intervista rilasciata a Il Messaggero ha detto “il Foro Italico non si tocca, è un luogo di rispetto. Con i finanziamenti che abbiamo siamo in grado di intervenire per riqualificare l’area, compresa la Caserma della scherma di Moretti. Ma non permetteremo che vengano toccati gli altri impianti. Hanno un valore storico e vanno tutelati. Dal 2010 gli Internazionali di tennis dovranno svolgersi a Tor di Quinto, in un’area del Comune già individuata”.

La dichiarazione del Sindaco conferma la corrente di pensiero che permea la maggioranza al Comune. Già a fine Luglio, infatti, i consiglieri PdL Rampelli e Marsilio avevano chiesto di “respingere questa ulteriore proposta di cementificazione dell’area del Foro Italico e di individuare per gli internazionali di tennis la realizzazione di un nuovo spazio, anche polifunzionale, da realizzare con un piano di investimenti indifferibile”.

Le reazioni, sia dal mondo dello sport che della politica, non si sono fatte attendere.
Alla domanda “Lei ha visto il nuovo progetto del Centrale, che ne pensa ?” posta da La Repubblica a Nicola Pietrangeli, uno dei più grandi campioni di tennis a livello mondiale, così il vincitore nel 1976 della Coppa Davis risponde “Secondo me non è impattante. Non sono certo un esperto, ma è bello e funzionale. Poi andava assolutamente risistemato, altrimenti ci facevano chiudere per motivi di sicurezza. Doveva essere solo una struttura di passaggio che poi invece è stata utilizzata per anni». Ma è stato duramente criticato da architetti di fama mondiale come Paolo Portoghesi e Massimiliano Fuksas, obietta il giornalista. «Ma forse è perché non l’ hanno fatto loro ? Altrimenti sarebbe andato meglio. Non credo che deturpi il panorama o lo skyline del Foro Italico. Ho sentito dire che si vuole realizzare una struttura a Tor di Quinto, ma gli Internazionali non devono spostarsi da dove vengono giocati ogni anno».

Per la politica è invece intervenuto Luciano Ciocchetti, segretario regionale dell’UDC, che ha subito bocciato la proposta Alemanno: “dal 2010 gli internazionali di tennis a Tor di Quinto? Un’idea strampalata e incomprensibile. Alemanno ha troppa smania di cambiare e vuole stupire a tutti i costi. Il Foro Italico deve rimanere il centro dello sport romano e va giustamente riqualificato, ma non spostando una delle manifestazioni sportive più importanti della Capitale. Il connubio internazionali di tennis- Foro Italico non deve essere interrotto perché l’evento sportivo, tra i più importanti della Capitale, vive di luce riflessa anche grazie alla storicità della sua location. Quindi – conclude Ciocchetti – non spostiamo gli internazionali di tennis a Tor di Quinto, ma teniamoli in un Foro Italico più moderno e attrezzato.”

Contro la costruzione del nuovo Centrale vediamo invece impegnata Italia Nostra, sempre in prima linea nel combattere il degrado ambientale e culturale di Roma: “l’enorme cantiere del nuovo centrale del Tennis  è l’estremo insulto alla monumentalità del Complesso e al vincolo ambientale e naturalistico che Renato Ricci, l’ideatore del Foro, fece apporre a proteggere il verde sacro di Monte Mario” Così ha dichiarato Sandro Bari, membro di Italia Nostra e Presidente del Comitato per il Tevere, il 7 Agosto a VignaClaraBlog. “Un enorme palazzo bianco alto quasi come lo Stadio affiancherebbe la Casa delle Armi, gioiello del Razionalismo, seppellendola sotto la sua mole: un mostro ecologico che stravolgerebbe tutti i concetti che hanno portato all’edificazione del Foro”.

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4 COMMENTI

  1. Qualche consigliere del XX Municipio (ad esempio quello dedicato all’urbanistica o allo sport) o qualche lettore del blog conosce ubicazione e progetto degli impianti a Tor di Quinto che dovrebbero ospitare eventualmente gli internazionali? E’ possibile avere ulteriori informazioni in merito? Grazie

  2. Cari amici,
    quello che sta succdendo al Foro Italico è assurdo! I lavori di costruzione del nuovo impianto sportivo erano gia cominciati in accordo con Regione, Comune, Coni e Presidente straordinario Commissione mondiali nuoto2009 (la nuova stuttura infatti avrebbe permesso, riempita d’acqua, di far disputare le partite di palla a nuoto del mondiale del prossimi anno) ma all’improvviso e senza nessuna buona motivazione ne economica ne organnizativa ma solo perchè sarebbe stata “un ulteriore cementificazione di un area monumentale” la giunta comunale ha bloccato i lavori compromettendo così l’assegnazione a Roma degli Internazionale di tennis e la conferma dei mondiali di nuoto alla nostra città. L’idea del Pdl romano di spostare il solo campo centrale del villaggio del Foro italico nella zona di Tor di quinto (in merito tra l’altro non si è ancora capito dove si troverebbero gli spazi per poter fare una struttura del genere con tutti i corrispettivi servizi..!!e sopratutto se esiste già oppure no un progetto) è stata fortemente rifiutata dal Coni che si vedrebbe così smontare il villaggio del Foro italico con alcune gare svolte nel Foro e altre a Tor di quinto situazione sicuramente poco conveniente dal punto di vista organizzativo.
    Nella speranza che Roma non perda due eventi così importanti nel panorama sportivo internazionale, aspettiamo che il sindaco si convinca della bontà dei lavori nel Foro Italico permettendo così di ultimare i lavori quanto prima.
    Alessandro Cozza
    Cons. PD
    VicePresidente Comm. Sport

  3. La risposta di un consigliere (con incarico) che trasporta in campo politico una questione di urbanistica, di etica ambientale, di architettura, di logica, di estetica, lascia stupefatti.
    L’ideologia acceca fino a questo punto?
    Il consigliere è all’oscuro di quanto da anni e anni, in modo assolutamente avulso da qualunque inquadramento partitico, si sta facendo per salvare un complesso monumentale unico al mondo, asservito alla logica dello sfruttamento ai fini di lucro da parte della CONI servizi, che per questo ha usufruito di favoritismi speciali da TUTTI i partiti e TUTTI i governi delle ultime legislature.
    Qui la politica non c’entra, basta vedere CHI SONO i firmatari dell’appello contro lo scempio del Foro Italico in nome di perverse logiche di guadagno: architetti, urbanisti, ambientalisti, intellettuali, storici, studiosi di OGNI tendenza, con prevalenza della Sinistra.
    La questione non meriterebbe altri commenti se si trattasse di un cittadino qualunque, magari influenzato da qualcosa letto, e male interpretato, su qualche giornale poco informato.
    Ma qui si tratta di un vicepresidente dalla commissione sport, che non può lanciarsi in esternazioni senza conoscere i fatti.
    Specularci sopra politicamente non va a vantaggio di alcun partito, ma solo di chi ci si arricchisce privatizzando ad uso di pochi privilegiati le strutture che dovrebbero essere di tutti, oppure sfruttandole indecorosamente come mercato e panineria.
    Sono pronto a spiegare dettagliatamente la situazione al consigliere, anche, anzi, preferibilmente, in un incontro pubblico: ne parliamo in questo Municipio almeno dal 2002 (convegno “il Foro Italico, storia, protagonisti, destino ” al Teatro De Filippo, seguito da altri ricorrenti convegni e conferenze). Su Vigna Clara Blog tengo da tempo aggiornamenti con notizie e foto, che basterebbe consultare (vedi articoli pregressi).
    La faccenda Foro Italico grida vendetta di fronte al mondo civile, non si presta a speculazioni di partito.

  4. Caro Sandro,
    ti posso assicurare che il mio intento non era assolutamente quello di fare una marchetta politica, anzi tutt’altro.
    La mia voleva essere solamente una riflessione guidata dal buon senso; il tempo passa per tutti, le tecnologie si evolvono, gli impianti si logorano, le infrastrutture pubbliche devono rinnovarsi.
    Perchè impuntarsi sul proseguimento di lavori che porterebbero solo delle migliorie al circuito Foro Italico?Perchè snaturare la storicità del villaggio, perdendo proprio quella che è la caratteristica di villaggio, ossia giocare il torneo di tennis in un unico comprensorio?Ma al di la di questo la difficoltà logistica e organizzativa, che si creerebbero con un centrale staccato dal resto dei campi, rappresentano un ostacolo reale. Inoltre ho difficoltà a pensare ad un impianto dell’importanza del centrale del tennis a Roma in una zona come quella di Tor di quinto dove lo spazio certo non abbonda se consideriamo tutto quello che comporta una struttura del genere.
    Aggiungo inoltre che se mi sono permesso di esprimere un giudizio in merito alla questione è perché sono andato al di la del leggere un semplice giornale o ascoltare delle semplici voci; Mi piacerebbe incontrarti, ma in questo momento mi trovo nella Repubblica Democratica del Congo dalla quale tornerò solo a fine mese.
    Per concludere, spero solo, caro Sandro, che Comune e Coni (che tra l’altro non sarebbe, ovviamente, l’unico beneficiario di lavori del genere, ma a trarne giovamento sarebbe la città nel suo complesso) trovino un accordo e che la nostra città non corra il pericolo di perdere due eventi di livello mondiale.
    Alessandro Cozza
    Cons. PD
    VicePresidente comm. Sport

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