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Roma, la Provincia annuncia il Piano Innovazione per sconfiggere il digital divide

sette milioni di euro stanziati per i prossimi cinque anni ma c’è chi lo ritiene un approccio troppo disinvolto

provincia-di-roma-zero-digital-divide.JPGNicola Zingaretti, Presidente della Provincia di Roma, ha presentato una decina di giorni fa il “PianoInnovazione”, un progetto per la diffusione della Banda Larga delle reti Wi-fi e per contrastare il Digital divide, che verrà realizzato nei prossimi 5 anni per una spesa complessiva di circa 7 milioni di euro e che prevede la realizzazione di aree pubbliche con accesso Wi-fi ad internet da parte dei cittadini dei Comuni della provincia di Roma, la diffusione della Banda Larga in tutte le abitazioni della provincia di Roma attraverso lo sviluppo del piano “ZeroDD” e l’apertura di 50 centri di creatività e innovazione sul territorio Provinciale. “Questi tre progetti – ha detto Zingaretti – sono stati fortemente voluti dalla nostra amministrazione per combattere concretamente il digitale divide e favorire l’accesso ad internet”.

Rete Wi Fi: per contrastare il Digital divide e favorire l’accesso ad internet, la provincia di Roma doterà nei prossimi mesi le principali aree pubbliche e i più importanti luoghi di ritrovo del territorio provinciale di un’infrastruttura centrale di gestione che prevede la presenza di quaranta Hot Spot che costituiranno il primo nucleo autorevole di una rete federata a cui potranno connettersi anche reti di privati o di altre istituzioni. Questa rete non sarà semplicemente un punto di collegamento a internet, ma fornirà accesso attraverso le stesse antenne e la stessa rete fisica a reti di servizio per le amministrazioni e alla rete di ateneo delle Università di Roma. Infatti, attraverso un accordo che la Provincia intende sottoscrivere con le quattro università pubbliche di Roma (La Sapienza, Tor Vergata, Roma Tre e IUSM) questi hot spot permetteranno agli studenti di collegarsi alla rete wi-fi della propria università anche senza venire a Roma. Per quanto riguarda la connettività e l’installazione degli stessi la Provincia si servirà di aziende del settore che verranno individuate con gare ad evidenza pubblica. Sono in corso di definizione anche rapporti di collaborazione con gli atenei romani , in particolare con la Facoltà di Ingegneria de La Sapienza, che avrà il ruolo di advisor scientifico, per le questioni legate all’irradiamento elettromagnetico. La Provincia si pone l’obiettivo di installare 40 punti entro il 2008 ed altri 400 Hot Spot entro due anni.

Zero Digital Divide: la Provincia assumerà un ruolo decisivo per lo studio e per il monitoraggio del Digital divide promuovendo un tavolo informale a cui prenderanno parte operatori grandi, medi e piccoli di diverse tecnologie, associazioni di utenti, consumatori, rappresentanti e referenti delle istituzioni. Il tavolo provvederà, nel corso del mandato, a mettere a punto e a tenere aggiornata una mappatura reale della copertura di banda larga nel territorio della provincia.

50 CC, cioè 50 centri di creatività e innovazione : tali centri rappresenteranno una parte Piano sul Digital divide. L’idea prende spunto da altre esperienze come quelle dei “pontos de cultura”, sviluppati in Brasile da Gilberto Gil, e dagli “Espaces publics numériques” parigini, e prevede la realizzazione su tutto il territorio della provincia di Roma di una rete di 50 centri di alfabetizzazione e promozione della cultura e della formazione attraverso le moderne tecnologie. Ogni centro avrà a disposizione un budget per tre anni da utilizzare per la dotazione tecnologica e per finanziare le attività culturali.
Il piano promosso dalla Giunta provinciale mira a creare veri e propri luoghi di aggregazione tecnologici, ognuno con diverse vocazioni e attività culturali e sociali, nei quali l’alfabetizzazione informatica costituisca il passaggio necessario alle attività specifiche. L’idea di base è quella di riutilizzare alcuni spazi e riqualificarli per permetterne l’uso a tutti i cittadini.
La Provincia, dopo avere effettuato un censimento dei luoghi potenzialmente utilizzabili, ha già individuato alcune possibili location come i centri provinciali di formazione professionale, centri per l’impiego, centri servizi immigrazione, laboratori di educazione ambientale, case cantoniere, centri di accesso e diffusione dell’innovazione tecnologica e alcune biblioteche comunali nel territorio provinciale. Ogni ‘centro di creatività e innovazione’ sarà “animato” da un’istituzione, un’associazione o una parrocchia a cui sarà affidata la gestione delle attività secondo diverse modalità di compensazione non necessariamente economiche.

Tutto bene. Quali ferventi credenti nella tecnologia, nel web e nella banda larga non possiamo che plaudire a questa iniziativa ma contestualmente, da cronisti, non possiamo ignorare l’accorato appello, da noi ripreso in questo articolo, lanciato dal Coordinamento dei Comitati contro l’Elettrosmog a fine Maggio 2008 che riportiamo qui di seguito per stimolare il contradditorio.
non per agitare lo spettro del terrorismo psicologico, ma qualcuno si è chiesto perché a Parigi il Sindaco ha dovuto repentinamente sospendere la diffusione del Wi-fi nelle biblioteche, dopo che utenti e dipendenti hanno accusato a vario titolo malori e disturbi, poi attribuiti agli elevati campi elettromagnetici emessi dalla rete di ripetitori installati all’interno dei locali ?
Qualcuno si è chiesto perché da tempo in Inghilterra intere comunità di genitori ed insegnanti protestano con veemenza contro la diffusione nelle aule scolastiche di migliaia di hot spot, imposti per semplificarci lo studio ed il lavoro, ma che rischiano di complicarci lo stato di salute ? E’ giunta l’ora di assumere scelte coerenti ma coraggiose anche per Roma, dove i programmi di implementazione del wireless sono in fase avanzata, ma dove fino ad oggi sono mancate una corretta informazione e, soprattutto, la condivisione delle decisioni nei livelli istituzionale e civico.
Il Coordinamento dei Comitati
contro l’Elettrosmog ritiene irresponsabile un approccio disinvolto da parte delle autorità, siano esse provinciale, comunale o locali, alla realizzazione di progetti di informatizzazione del territorio senza il preventivo coinvolgimento della società civile, senza il confronto sugli effetti che determinati indirizzi della evoluzione tecnologica rischiano di generare sulla salute collettiva ed auspica che prima di assumere scelte strategiche per il futuro della nostra società gli amministratori abbiano il buon senso di favorire la partecipazione delle realtà radicate nel territorio e di acquisire il più elevato grado di informazione tecnico-scientifica, utile ad estendere il consenso sociale su temi che toccano da vicino la qualità della nostra vita“.

1 commento

  1. Riguardo a Piano Innovazione, la cosa in teoria sarebbe molto bella ma se non verrà concertata con la rete sarà solo un altro spreco di soldi ed un’altra occasione mancata come RomaWireless, per cui è opportuno farsi sentire con la Provincia e con Zingaretti che ha aperto anche su Facebook.. Che la Provincia tenga conto delle realtà esistenti e non affidi come al solito l’appalto ad uno che prima faceva scarpe..Riguardo ai paranoici dell’elettrosmog dovrebbero sapere che la storia di Parigi si è poi rivelata una bufala e che i dipendenti della biblioteca cercavano solo un modo per mettersi in malattia.. Gli vorrebbe Brunetta anche li..

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