Home ARTE E CULTURA XX Municipio – conferenza stampa in difesa dei diritti umani in Cina

XX Municipio – conferenza stampa in difesa dei diritti umani in Cina

Conferenza stampa del Presidente del XX Municipio, Gianni Giacomini, nella Torretta Valadier di Ponte Milvio mentre a Pechino si da il via alle Olimpiadi (di Emanuela Micucci) 

tibet-ponte-milvio.jpg“Tutte le forme di oppressione e di negazione della libertà dei popoli sono da esecrare”. Commenta così Gianni Giacomini, presidente del XX Municipio, la situazione di oppressione in cui il governo cinese tiene il popolo tibetano. E lo fa questa mattina, quasi in contemporanea con l’inaugurazione delle Olimpiadi di Pechino, durante la conferenza stampa indetta dal XX Municipio sulla Torretta Valadier di Ponte Milvio per esprimere solidarietà con il popolo tibetano. Un’iniziativa dall’alto valore simbolico e politico, in quanto frutto di un ordine di un ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio municipale con il quale si stabiliva anche di esporre sul pennone della torretta di Ponte Milvio la bandiera del Tibet per tutta la durata dei Giochi.

“Votando la risoluzione – afferma Sandro Bari, Presidente del Comitato per il Tevere – tutti i componenti del Consiglio Municipio Roma XX hanno dato mostra di una saggezza esemplare evitando ogni preclusione di tipo ideologico. Ciò ha fatto sì che su tale traccia si muovessero altri Municipi romani, con iniziative simili”.

Il Tibet libero passa dunque da Ponte Milvio. Sulla piazza, da sempre luogo di tolleranza e libertà, in questi giorni sarà tangibile la “pace olimpica”: su un lato la bandiera tibetana, sull’altro la chiesa della Gran Madre di Dio, in mezzo la storia di due diversi culture e popoli. Due religioni, due simboli insieme sulla stessa piazza di Roma a testimoniare che la convivenza pacifica è possibile.

A migliaia di chilometri di distanza, in Cina, da poche ore arde il fuoco olimpico. Ad alimentare la torcia le parole del presidente del Comitato olimpico internazionale (Cio) Jacques Rogge, pronunciate durante l’inaugurazione delle Olimpiadi: “Possano questi Giochi portare solidarietà, speranza e orgoglio”. A buttare acqua sul braciere, al contrario, le affermazioni del presidente cinese Hu Jintao: “La Cina e il popolo cinese hanno mantenuto gli impegni presi quando nel 2001 le sono stati attribuiti i Giochi Olimpici. La Cina resta fedele ai principi di tenere i Giochi verdi, scientifici ed umani”.
Ma Chime Youngdung, presidente del Partito nazionale democratico del Tibet, denuncia “il persistente tentativo del governo cinese di ingannare il mondo, usando le Olimpiadi per far dimenticare le atrocità commesse in Tibet e nell’intero Paese contro i diritti umani”. Dopo le repressioni di marzo, con oltre 200 tibetani morti e migliaia di arrestati, nella regione è in corso una campagna di “rieducazione patriottica”, che costringe i tibetani a manifestare fedeltà al Partito comunista e ad abiurare il Dalai Lama.

Intanto, un’altra torcia ha attraversato il mondo in questi mesi: quella per la libertà del Tibet. Partita da Olimpia in Grecia il 10 marzo è arrivata oggi a Ladakh, dopo aver portato in oltre 70 città un messaggio di verità e giustizia per il popolo tibetano. “Brilla per i diritti umani e la libertà di tutti i popoli, e soprattutto per il Tibet”, ricorda Tsering Choedup, coordinatore della Rete di sostegno internazionale per il Tibet.
Emanuela Micucci

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