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XX Municipio – Rom: nessuno completa l’obbligo scolastico

Il XX Municipio approva una risoluzione per garantire un’efficace scolarizzazione alla presenza dell’assessore comunale all’istruzione Laura Marsilio (di Emanuela Micucci)

scolarizzazionethumbnail.jpgSolo 7 ragazzi rom frequentano la scuola media nel XX municipio. E dal campo sulla Tiberina si siedono sui banchi solo una quindicina di bambini e in modo discontinuo. Nessuno ragazzo passa alle superiori. I dati, in parte anticipati da VignaClaraBlog nell’articolo del 5 luglio, sono stati presentati il 4 Agosto dall’assessore comunale all’Istruzione Laura Marsilio e dal Presidente della Commissione Politiche Sociali del Municipio, Stefano Erbaggi. Occasione la riunione del consiglio del XX Municipio in cui si è ha approvata all’unanimità la risoluzione proposta da Erbaggi per chiedere maggiori controlli e funzionalità sulle politiche di scolarizzazione dei bambini nomadi. Numeri importanti perché “a oggi i dati reali sulla scolarizzazione dei nomadi a Roma mancano”, ha sottolineato l’Assessore Marsilio.

Ma i dati reali non li ha neanche il ministero 
Non li possiede ufficialmente l’XI Dipartimento-Politiche educative e scolastiche del Comune. Non li conosce il gruppo del Nae (nucleo antiemarginazione) della polizia municipale, come dimostra una nota di Rosa Mileto, comandante dei vigili urbani del XX gruppo: “per il Centro di Accoglienza Roman River (l’unico regolare del municipio, n.d.r.), nonostante i numerosi solleciti, il Dipartimento XI non ha fornito l’elenco dei bambini iscritti nelle scuole del XX Municipio”. Non li conosce neanche il ministero della pubblica istruzione che, nel recente notiziario statistico sulla presenza degli alunni stranieri in Italia nell’anno scolastico 2007-08, riporta solo dati nazionali e regionali sui ragazzi nomadi iscritti a scuola. Emerge che i rom nelle aule italiane sono 12.342 con un aumento del 4,3% rispetto all’anno precedente. Si concentrano alle elementari (55%), ma già alle medie iniziano gli abbandoni che culminano alle superiori. Con l’innalzamento dell’obbligo scolastico a 16 anni, però, il biennio delle superiori è diventato un dovere per tutti. Il Lazio è la regione con più studenti nomadi (2.333), presenti per lo più a Roma. 

Effettiva frequenza: primi risultati deludenti 
La vera questione, dunque, è la loro effettiva frequenza scolastica su cui regna un’assoluta incertezza. Come dimostra il caso del XX Municipio. Per conoscere i dati relativi a Roma Marsilio ha iniziato e finanziato con 50 mila euro un monitoraggio esterno. I primi risultati sono deludenti. Nell’anno scolastico appena concluso è entrato in aula il 29,1% dei ragazzi nomadi iscritti del XX Municipio. In media sui 170 giorni previsti dal regolare anno scolastico hanno frequentato a testa solo il 49,7% dei giorni. Una percentuale che si riferisce ai 68 nomadi del campo abusivo di via del Baiardo a Tor di Quinto e che “è in calo – spiega Erbaggi – rispetto ai dati di novembre della scuola Morelli, che fino ad adesso era la media più alta e sopperiva a quelle molto basse delle altre scuole”. “Si tratta – continua Erbaggi – di dati non ufficiali ma faxati per conoscenza al dipartimento dalla cooperativa Arci Solidarietà cui il Comune aveva affidato il “Progetto scolarizzazione Rom” nel triennio 2005-2008. Dati che riportano il nome di ogni bambino senza accompagnarlo da quello dei genitori, impedendo di fatto ogni intervento in caso di mancata ottemperanza dell’obbligo della frequenza scolastica dei figli”. Nessun controllo del Nae, nessuna segnalazione ai servizi sociali, nessun interessamento del tribunale dei minori e nessuna eventuale richiesta di togliere la patria podestà ai genitori.  

La risoluzione del XX Municipio 
Una situazione che richiede un intervento decisivo da parte delle istruzioni a partire proprio da quelle locali. Per questo motivo il XX Municipio nella risoluzione chiede di ristabilire l’adeguato collegamento lavorativo tra Dipartimento XI del Comune e XX gruppo della Polizia municipale-Nae per un rapido intervento nei casi di mancato rispetto dell’obbligo scolastico; fornire periodicamente al presidente del XX Municipio i dati sull’andamento della scolarizzazione. Anche perché – si legge testualmente- “dall’esame dei dati si evince che le famiglie dei giovani rom non consentono la frequenza scolastica una volta che essi siano in età per essere avviati all’accattonaggio e a delinquere”. L’intento è sviluppare un reale ed efficace processo di scolarizzazione, evitando sprechi.  

Negli ultimi 3 anni spesi dal Campidoglio oltre 10 milioni di euro  
Durante la riunione consigliare, infatti, sono emersi i costi sostenuti dalla precedente giunta capitolina per il progetto: oltre 10 milioni di euro in 3 anni, 3,5 all’anno. Cifre su cui si è acceso il confronto tra maggioranza e opposizione. Il Pd ha chiesto di continuare ad affidare il servizio alla stessa cooperativa perché possiede un’esperienza pluriennale sul campo (leggi VignaClaraBlog del 21 Luglio) . Il Pdl ha ribattuto che la gestione dell’Arci, risultati alla mano, si è rivelata fallimentare e inadeguata al sevizio da compiere. E’ il caso del servizio trasporto scolastico per i bambini dell’ex camping River sulla Tiberina per cui finora sono stati spesi fondi senza che risultasse utile e sui c’è stata anche un’interrogazione in consiglio regionale di Luigi Celori (in calce) . “Occorrono maggiori controlli che – ha ricordato Marsilio – non hanno fini discriminanti, ma che intendono garantire un’effettiva scolarizzazione. La volontà è quella di lavorare per l’ottimizzazione dei servizi anziché continuare a fornire attività fini a se stesse”.  

Il nuovo piano del Comune 
Inoltre Marsilio ha anticipato, oltre al coinvolgimento a settembre dei dirigenti scolastici, l’intenzione di puntare ai ragazzi nomadi anche per i corsi di formazione lavorativa nell’artigianato che ha intenzione di rilanciare.
Bocciato, invece, l’emendamento de La Destra di Andrea Antonini che in un suo comunicato ha dichiarato “Alla presenza dell’assessore delle politiche scolastiche del comune di Roma la maggioranza della PDL del XX municipio respinge un emendamento de La Destra nel quale si proponeva di considerare come prioritaria all’interno degli istituti scolastici la posizione dei bambini Romani rispetto a quella dei piccoli Rom. Evidentemente gestire il potere rende dimentichi di quanto sbandierato in campagna elettorale; evidentemente la classe politica del XX municipio sente la necessità di liberarsi di un non meglio specificato peccato d’origine.”

TESTO DELL’INTERROGAZIONE a risposta scritta DI LUIGI CELORI (PdL) al Presidente del Consiglio Regionale :  Oggetto: costi per Navetta Campo Nomadi di Via Tiberina – Roma  

PREMESSO: 
Che a Roma, sulla Via Tiberina, esiste un campo nomadi autorizzato dal Comune di Roma, presso il campeggio “Roman River”;
Che il campeggio di cui sopra è privato e che il Comune di Roma corrisponde al titolare una cifra di non ben nota entità; 
CONSIDERATO: 
Che risulterebbe che per il trasporto delle persone ivi dimoranti, è stata istituita una “navetta” che, percorrendo la Via Tiberina, assicura il trasporto dal campeggio “Roman River” a Piazza Saxa Rubra e viceversa;
Che risulterebbe inoltre che tale “navetta” sia esclusivamente riservata ai nomadi dimoranti presso il campeggio “Roman River”;
Che il servizio di cui sopra, garantito ai nomadi, è prestato senza alcun onere per i trasportati;
Che i numerosi campi nomadi dislocati su tutto il territorio Regionale ed in particolare Roma e dintorni, incidono eccessivamente sul bilancio regionale in termini di spese sanitarie ed infrastrutturali;
 TUTTO CIO’ PREMESSO e CONSIDERATO IL SOTTOSCRITTO CONSIGLIERE REGIONALE DEL LAZIO INTERROGA 
Il Presidente della Giunta Regionale Piero Marrazzo per sapere se quanto premesso e considerato corrisponda al vero; quali siano i costi sostenuti dall’amministrazione comunale per il soggiorno dei nomadi presso il campeggio privato “Roman River”  sito in via Tiberina; quali siano i costi sostenuti dall’amministrazione comunale per garantire il trasporto riservato ai nomadi; se tale soluzione ha un termine finale.

Emanuela Micucci

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2 COMMENTI

  1. Come ho avuto modo di dire all’assessora Marsilio, in tempi non sospetti e molto prima delle recenti elezioni amministrative, da 15 anni la scolarizzazione a Roma dei bambini Rom è stato un fallimento sia politico, sia di metodo e di strategia progettuale.
    E’ necessario un radicale cambiamento di metodo e di strategia della politica e della progettualità che solo CHI GOVERNA il comune di Roma può effettuare.

    Tutta la gestione Rom a Roma è affrontata politicamente molto male e dimostra una assenza di conoscenza fondamentale che non aiuta chi deve decidere a mettere in atto gli interventi giusti utilizzando bene le risorse della collettività.

    Non si tratta di utilizzare il buonismo oppure il pugno di ferro, ma si tratta di conoscere bene la realtà ed individuare i bisogni ( cosa non facile per tutti quando si tratta di Rom) e di utilizzare le risorse per interventi giusti con risultati concreti visibili.

    Per realizzare il radicale cambiamento occorre costituire nel comune di Roma un tavolo tecnico con la presenza di documentate professionalità rom ed elaborare un dettagliato programma di interventi.

    Esiste questa volontà politica?

    Saluti
    nazzareno Guarnieri

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