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Roma, a proposito di multe errate

multa.jpgMulte pazze, multe errate che portano gli automobilisti a presentare una valanga di ricorsi, multe non dovute. E’ di ieri il comunicato del Codacons che chiede al Comune di Roma l’annullamento di tutte le multe effettuate nel 2008 ed è di oggi questa interessante analisi che ci ha inviato un nostro fedele lettore, l’Avvocato Roberto Colica.  

“Come è noto l’art. 200 del Codice della Strada, sotto la rubrica “Contestazione e verbalizzazione delle violazioni” prevede testualmente che “La violazione, quando e’ possibile, deve essere immediatamente contestata tanto al trasgressore quanto alla persona che sia obbligata in solido al pagamento della somma dovuta.” Il successivo art. 201 elenca in quali casi si possa derogare a tale disposizione. E precisamente:

a)impossibilità di raggiungere un veicolo lanciato ad eccessiva velocità; 
b) attraversamento di un incrocio con il semaforo indicante la luce rossa; 
c) sorpasso vietato; 
d) accertamento della violazione in assenza del trasgressore e del proprietario del veicolo; 
e) accertamento della violazione per mezzo di appositi apparecchi di rilevamento direttamente gestiti dagli organi di Polizia stradale e nella loro disponibilita’ che consentono la determinazione dell’illecito in tempo successivo poiche’ il veicolo oggetto del rilievo e’ a distanza dal posto di accertamento o comunque nell’impossibilita’ di essere fermato in tempo utile o nei modi regolamentari; 
f) accertamento effettuato con i dispositivi di cui all’articolo 4 del decreto-legge 20 giugno 2002, n. 121, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2002, n. 168, e succes-sive modificazioni; 
g) rilevazione degli accessi di veicoli nelle zone a traffico limitato e circolazione sulle corsie riservate attraverso i dispositivi previsti dall’articolo 17, comma 133-bis, della legge 15 maggio 1997, n. 127.

Purtroppo, almeno nella nostra città, tale disposizione non è praticamente mai osservata dagli agenti accertatori del traffico (vigili urbani, polizia stradale, polizia municipale, ausiliari del traffico, ecc.) i quali, con abitudinario mal costume, non contestano quasi mai, per non dire mai, l’infrazione ad un eventuale trasgressore, che non cercano nemmeno di fermare, essendo evidentemente più comodo non farsi vedere, evitare noiose discussioni e mandare la multa a domicilio.

Le giustificazioni a tali omissioni, peraltro obbligatoriamente dovute, sempre ai sensi dell’art 201 del codice della strada, sono a volta le più assurde se non involontariamente ridicole. Al sottoscritto, nella sua attività professionale è capitato addirittura di leggere che non era stato possibile contestare l’infrazione da parte del verbalizzante “perché impegnato in altra verbalizzazione” (ma non era possibile fermare comunque il presunto trasgressore e farlo attendere?) o per “non bloccare il traffico”, quando si trattava di un ciclomotore (ma può un piccolo motoveicolo bloccare il traffico se fermato?) e così via. Tale condotta oltre ad essere manifestamente lesiva delle ragioni del cittadino per violazione del diritto alla difesa, principio costituzionalmente protetto (art. 24 Costituzione), comporta situazioni di palese ingiustizia proprio per il rifiuto del verbalizzante di fermare il trasgressore e contestare l’infrazione.

Tanto per fare un esempio sono numerosi i casi di guidatori che usano il telefono cellulare usando l’apposito apparato auricolare, ma nondimeno si vedono notificare una multa come se non lo avessero usato, solo perché il verbalizzante, a distanza, non ha visto bene cosa stava succedendo, mentre se avesse fermato l’automobilista avrebbe potuto procedere ad una verifica più accurata. Per non parlare di altre infrazioni che per essere contestate devono necessariamente essere constatate, come, ad esempio, il mancato uso delle cinture di sicurezza. E che dire degli handicappati, delle persone anziane o malate che a volte devono fermarsi dove è vietato (peraltro per mancanza di posti riservati) giusto qualche secondo per salire o scendere dalla vettura, e che l’agente accertatore avrebbe addirittura il dovere civico di aiutare, invece di elevare una discutibile contravvenzione evitando di contestarla al momento?

Inoltre il cennato malcostume fa sì che l’automobilista trasgressore, certo sul momento della sua impunità, continui a mantenere un comportamento pericoloso per sé e per gli altri. Ci si chiede a questo punto: è meglio impinguire le casse comunali con una multa in più o cercare di fermare uno stato di potenziale pericolo?

A ciò si aggiunga che la mancanza di informazione nell’immediatezza della presunta violazione, fa sì che, arrivando sempre  il verbale di contravvenzione dopo oltre quattro mesi alla residenza dell’automobilista, questi non avrà spesso la possibilità di ricordare cosa sia effettivamente accaduto nel frangente, a causa del tempo trascorso, venendo così precluso anche il suo diritto ad una eventuale contestazione nei modi di legge.

La verità è che chiunque possegga un’auto “è ormai diventato la gallina dalle uova d’oro delle amministrazioni grandi e piccole di tutto Paese: in 23 città italiane la somma delle multe supera persino il valore delle imposte, e questo senza contare le entrate di Polizia Stradale e Carabinieri e Guardia di Finanza“.

A Roma, poi la situazione è davvero paradossale.
La nostra città è in testa alla speciale classifica delle multe, arricchendo il Comune con ben 207 milioni di euro. Se è vero, come è vero, che gli italiani di media pagano 24,90 euro di multe a testa, nel corso dell’anno, nella capitale si arriva a 81 a testa compresi neonati e ultra novantenni, lasciando alle spalle di gran lunga Milano – seconda in questa speciale classifica – con un introito complessivo di soli 81 milioni.
I dati del SULPM (Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Municipale) su Roma, sono poi ancora più inquietanti. Risulta infatti che per il periodo Gennaio 2006 – Gennaio 2007 vi sia stato un incremento di oltre il 45% delle multe, malgrado nello stesso periodo il numero dei vigili sia diminuito di 40 unità, pari al 5% in meno.

Ogni commento è superfluo, apparendo davvero strano che gli automobilisti più indisciplinati abitino o circolino tutti a Roma !”

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3 COMMENTI

  1. Ho ricevuto dalla Equitalia Esatri di Varese una cartella per il pagamento di una multa di Euro 75,27 dal Comune di Roma.
    Premesso che io a Roma in auto non sono mai stato (51 anni di patente!).
    Dalle notizie riportate risulta il giorno (21/01/05) , la mia Targa (senza tipo di auto) ,
    la casuale (Art.7 C1 C14) e il luogo (p.zza Borghese ,91).
    Mi sono informato su cosa devo fare per evitare di pagare e mi è venuto freddo!
    Penso proprio che pagherò senza fiatare , per il mio bene e sopratutto per la mia salute. Farò finta di averli regalati ai terremotati.
    In fondo in questo paese non siamo un pò tutti terremotati?
    Cordiali saluti.

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