Home AMBIENTE XX Municipio – Ponte Milvio: stop alla vendita di bibite in vetro

XX Municipio – Ponte Milvio: stop alla vendita di bibite in vetro

stop-bottiglie.jpgIl Presidente del XX Municipio chiede al Prefetto un’ordinanza antivetro. Una giusta, immediata e decisa presa di posizione del Presidente del XX Municipio, Gianni Giacomini, alle tante segnalazioni dei cittadini e dei media, non ultima quella pubblicata poche ore fa da VignaClaraBlog. Sul sito web del XX Municipio Il Presidente Giacomini informa infatti di aver chiesto all’Assessore alle Attività Produttive del Comune di Roma, Davide Bordoni, di far emanare un’Ordinanza Prefettizia che disponga il divieto di vendita di bibite in vetro durante tutto il periodo estivo, quello della movida di Ponte Milvio, nei giorni di venerdì, sabato e domenica nelle zone di Ponte Milvio, Via Flaminia Vecchia, Farnesina ed aree  limitrofe. La decisione, che raccoglie tutto il nostro plauso, si rende necessaria in quanto le bottiglie di vetro vengono scriteriatamente abbandonate al suolo, creando una situazione di pericolo sia per i pedoni che per gli automobilisti, oppure infilate nelle caditoie della piazza o, peggio ancora, gettate dal Ponte sulla banchina  del Tevere.
[GALLERY=135]

 

Visita la nostra pagina di Facebook

8 COMMENTI

  1. Ben venga questo approccio decisionista, i miei complimenti al Presidente. Non ne saranno felici i numerosi locali, ma la tutela del bene comune deve prevalere sull’inciviltà. Mi permetto di dare un suggerimento: il divieto di vendita delle bottiglie in vetro eliminerà i pericoli all’incolumità ma non la sporcizia, perchè chi è abituato a buttare la bottiglia a terra continuerà a buttarci il bicchiere di carta o la bottiglietta di plastica. Non voglio certo scusarli ma a contribuire all’inciviltà del gesto concorre anche la totale assenza sul Ponte e sulla piazza di cestini e di contenitori portarifiuti. Non si potrebbe provvedere in tal senso ?
    Comunque ancora complimenti.

  2. I cestini sulla piazza ci sono: sono di legno su supporto metallico, vicini alle panchine, e con il sacchetto di plastica all’interno, nuovo nuovo (lo cambiano ogni mattina gli operatori dell’AMA).
    Purtroppo li usano soltanto i turisti.
    In più ci sono i contenitori in ghisa (uno è visibile nella foto allegata all’articolo “la febbre del sabato sera”) che la domenica mattina vengono trovati rovesciati quando non gettati di sotto sulla banchina.
    Le prove di forza e di civiltà dei nostri eroi arrivano a questo.
    Mi associo agli apprezzamenti per la decisione del Presidente.
    Spero che sia solo l’inizio…
    Sandro Bari

  3. Sinceri complimenti anche da parte mia, spero solo che il Prefetto faccia questa ordinanza al più presto, ce n’è bisogno. Io abito a pochi metri dalla piazza e vedo con i miei occhi lo spettacolo del dopo movida, ogni sabato e domenica mattina. Mi spiace contraddire il sig.Bari, ma i contenitori sono pochi e piccoli. Secondo me ogni locale dovrebbe metterne almeno un paio davanti il suo ingresso ed inoltre servirebbero anche sul ponte. Non è detto che saranno usati perchè un incivile è un incivile, che abbia in mano una bottiglia di vetro o di plastica, ma tentar non nuoce.
    Martina

  4. Anagrafe cestinaria effettuata stamani: solo all’ingresso di Ponte Milvio c’erano 6 (sei) cestini in legno col relativo sacchetto nuovo e pulito, 3 (tre) contenitori metallici a colonna, e per finire in bellezza 2 (due) CASSONETTI di fronte al chiosco bar.
    Questa attrezzatura per i rifiuti mi sembra non solo eccellente, ma addirittura eccessiva.
    Voglio dire che è difficile gettare qualcosa per terra, si corre il rischio di centrare un raccoglitore!
    Non parlo del resto della piazza, lì non ho indagato.
    Faccio notare, però, che in luoghi appena più attenti alla pulizia, i cestini per strada neppure ci sono, perché non è previsto che si butti la “mondezza” fuori di casa propria.
    In regioni del Nord, a cominciare dalle Marche per finire ad Helsinki, dove non trovi un fiammifero sulla strada, la pulizia è una concezione di vita, un’abitudine ancestrale.
    Qualcuno dirà: chissenefrega de quelli del Nord, noi semo romani (minuscolo) e famo come ce pare. Perfetto.
    Io so che mio padre, se avesse letto di questi fatti, mi avrebbe preso da una parte e mi avrebbe detto: “Dì un po’, tu non sarai mica uno di quegli sporcaccioni che buttano la roba per terra, vero?”. Solo il ricordo di questa frase mi avrebbe paralizzato la mano se pur avessi avuto la tentazione di buttare una cicca sul marciapiedi. Ma parlo sempre di un tempo nel quale a scuola si studiava una materia dal nome “Educazione Civica” (alle Medie il testo era del Krieg): si studiava per compensare l’eventuale carenza di educazione casalinga da parte di genitori ignoranti o sporcaccioni.

  5. Sono d’accordo, per il divieto di vendita di bibite in vetro a Ponte Milvio.

    Aggiungere anche una multa a chi viene trovato a gettare qualsiasi cosa per terra.

    Sono degli incivili e butterrano per terra anche il bicchiere di carta.

  6. Migliora la sicurezza e non è poco.
    La pulizia, invece, è un miracolo che venga mantenuta dai propri cittadini per le strade.

    Un esempio visto coi miei occhi e non in questa zona, bensì a Trastevere.

    Non so chi di voi conosca il locale ‘Freni e Frizioni’.
    E’ un piccolo spiazzale che si raggiunge a pochi metri (manco 50m.) da P.zza Trilussa, percorrendo Lungotevere.

    Se qualcuno ha la memoria visiva di ferro, avrà notato che c’è una fila di cassoni di rifiuti. Saranno almeno 6/7.
    Una bella sera decido di andare in questo posto con una mia amica: non c’erano tavoli a sedere, quindi tutti sostavano tra i muretti o in piedi davanti a questo locale che dispone, come detto prima, di una piazzuola piccola.
    Di fronte ci sono i cassonetti.
    Tra una chiacchiera e l’altra guardavo chi andava a buttare i rifiuti nei cassonetti: su più di cento persone, solo sette sono andate a buttare bottiglie o qualunque tipo di oggetto avessero in mano.
    Tutti gli altri lasciavano bicchieri, bottiglie e altro, sui muretti.
    Anche un gruppo di Spagnoli (in risposta a chi sostiene che lo straniero è civile) ha lasciato i bicchieri sui muretti.
    Per fortuna, come avviene al Chiosco di P.Milvio, c’erano quelli del locale a mantenere pulita la piazzuola.

    Questo è l’esempio più lampante della mancata educazione della gente (straniero o non).
    In sintesi, il bravo cittadino c’è sempre, ma la gran parte purtroppo è incivile.

  7. Come al solito si guarda al particolare e non alla sostanza, al nocciolo del problema…quando si permette di aprire indiscriminatamente 30 e più locali che attirano gente( e che gente…!) con musica ossessivamente alta fino alle TRE ed oltre di notte, infischiandosene di quei cittadini residenti ai quali qualche tempo fa venivano premessi ” ordine, sicurezza e vivere civile”, che purtroppo continuano a non avere tranquillità neanche in casa propria; quando proprio davanti ai carabinieri, fermi con due auto a lampeggianti accesi alle ore 3,15 di sabato 12/7) si parcheggiano auto ovunque e comunque senza che accada nulla, quando i “commercianti” presenti che vendono birra a fiumi riducono la piazza ad un evento da fiera paesana con musica a palla di ogni tipo, incuranti sia degli abitanti che del luogo dove si trovano (é pur sempre Roma ) con sedie e tavoli ovunque (c’é pure l’immancabile pulman ristoro parcheggiato sul marciapiede di lungotevere), come si può pretendere il rispetto degli avventori? Come si può pretendere che tanta gente in così poco spazio non crei dei problemi anche gravi?
    Quando gli “amministratori” della cosa pubblica organizzano qualsiasi cosa dovrebbero tener conto di tutte le problematiche di un territorio….ma sembra che abbiano a cuore solo la cosiddetta movida….chissà perché…….
    Un particolare mi ha colpito, l’area sulla piazza (proprio sotto il celebre orologio)che recentemente era stata circondata da dissuasori (a spese di chi?) ora è divenuta uno spazio attrezzato con piante e tavoli, proprio davanti ad un vine-bar che all’interno sarà grande alcuni metri quadri( 12/15) e che fino ad oggi ha usato lo spazio pubblico per ospitare centinaia di “bevitori” e che molto spesso , nottetempo bloccano, con la loro presenza , la circolazione sulla piazza ed in via Flaminia vecchia.
    Prossimamente ci sarà una bella tenda e così il suo spazio utile passerà dai 15 ai 150 metri quadri, con il benestare ed autorizzazione di chi dovrebbe vigilare.
    Tutto ciò a favorire ancora di più quanto sopra detto……credo proprio che il virus del malcostume stia proprio superando se stesso.

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome