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Daniela Poggi minacciata a Vigna Clara

poggi2.jpgRiprendiamo da Repubblica un episodio di cui è stata protagonista ieri l’attrice Daniela Poggi. Verso le 10,30 di ieri nei pressi del bar Euclide di Vigna Stelluti mentre l’attrice distribuiva volantini per la lista Rutelli, un uomo di circa 40 anni con occhiali da sole e cappellino si è avvicinato minaccioso ed ha chiesto ad uno dei ragazzi la maglietta con su scritto “Vota Rutelli” ed ha iniziato a urlare frasi come “dammi quella t-shirt che la brucio. feccia comunista” “voi di sinistra non potete stare qui. La gente deve votare a destra, fuori da questo quartiere comunisti schifosi“.

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24 COMMENTI

  1. la cosa assurda e incommentabile è che questa notizia passi come se si trattasse dell’ennesimo episodio di grave violenza perpretato ai danni dei cittadini.
    Per quanto le offese e le minacce rappresentino comportamento deprecabile, auspicherei che esse non servissero per “spostare il tiro”.

    Ben altri sono i problemi della sicurezza in questo municipio e le cronache nere non mancano di evidenziarli.

    Ribadendo che, qualora i fatti fossero esattamente quelli riportati nella notizia, si trattaerebbe di comportamento deplorevole, invito tutti a riflettere sulla possibillità che militanti o attivisti del centro-destra hanno di effettuare propaganda all’interno di quartieri come San Lorenzo o il Quadraro. Se chi legge non è in grado di rispondere al quesito, lo faccio io: non esiste nessuna possibilità per noi di esprimere politica in tanti quartieri di Roma. Nonostante l’episodio, nel XX municipio siamo ben lontani da quanto accade, a parti invertite, in tante parti di roma.

    Senza che la mia stima nei confronti dei gestori del blog ne risulti compromessa, riterrei anche opportuno che prima di “postare” una notizia del genere ci si accertasse, quantomeno, dell’esistenza di una denuncia alle forze di polizia; ciò al solo fine di non rischiare di incappare in strumentalizzazione propagandistiche.

  2. @Andrea Antonini
    La notizia è riportata a pagina III della cronaca di Roma del quotidiano la Repubblica e come tale la abbiamo riportata. La abbiamo ripresa in quanto notizia relativa alla zona di cui questo blog si occupa.

  3. Il fatto che militanti o attivisti del centro-destra non abbiano modo di effettuare propaganda all’interno di quartieri come San Lorenzo o il Quadraro non sposta di una virgola la gravità dell’accaduto.

    Ogni cittadino deve essere in grado di esprimere LIBERAMENTE e CIVILMENTE le proprie idee siano esse di destra che di sinistra.

  4. Carissima Redazione ,
    mi sembra una notizia assolutamente priva di rilevanza politica o di cronaca.
    E tra l’altro a voler essere cattivi mi sembra in linea con le assurdità che circolano in queste ultime ore quali le ipotetiche confuse testimonianze dell’aggressione ai danni della studentessa del leshoto.
    Quasi a dire che Alemanno abbia organizzato un’aggressione per poterne cavalcare l’effeto mediatico.
    Se per caso fosse vero che un 40enne con occhiali da sole e cappellino ha apostrofato una tale daniela poggi non mi sembra una gran cosa.
    E come tutte le non grandi cose , darne un’annuncio come se invece non fossero tali mi sembrano pretestuose e parziali.
    Mi auguro per il proseguio un vostro migliore discernimento.

  5. Mi aggrego a granpasso, concordando su tutto.
    In ogni caso per quanto deprecabile l’accaduto, i “personaggi” ci stanno ovunque e di qualsiasi fazione politica.
    Ed avendo fatto banchetti, raccolte firme, ecc posso garantirvi che si incontrano persone di ogni tipo veramente!

  6. Il fatto di apostrofare in pubblico e di offendere una persona è un atto intimidatorio e di violenza e come tale non è accettabile. Ed è giusto darne risalto.

    Per quanto riguarda Alemmanno mi sembra che sia stato lui a strumentalizzare il fatto.

  7. ribadisco: se il fatto è realmente accaduto nei termini di cui ha dato prontamente notizia repubblica, mi aspetterei di trovare denunce alla polizia, altrimenti si tratta di mera strumentalizzazione politica di un giornale non nuovo a questi comportamenti.

    In ogni caso concordo con le considerazioni di chi ha giustamente rilevato come, stando in mezzo alla strada, si possa andare incontro ad episodi di tal genere.

    Se avessi dovuto segnalare ai giornali ogni singolo accadimenti strano, se non addirittura intollerabile, cui siamo andati incontro nel corso di più di un mese di campagna elettorale, interamente vissuta per strada, avrei riempito le cronache. O forse è il nome di Daniela Poggi (che personalmente non conosco) che fa la differenza…….o il fatto che stesse facendo propaganda per Rutelli che la fa…….

  8. Stefano G. , o facciamo le persone serie o ci sorbettiamo tutte le minchiate che ci vogliono propinare.
    Ogni giorno accade che qualcuno possa essere apostrofato , il fatto che lo sia stata daniela poggi , soubrettina attualmente in cerca di pubblicità non mi smuove di un millimetro.
    Di picchiatelli ne è piena Roma , vogliamo dare una valenza politica – come era nelle intenzioni del comunicato – a questo fattarello come se fosse stata una “vile, violenta ed ignobile aggressione fascista ad un esponente della sinistra democratica” ?
    Potrei personalmente citare decine di questi “fattarelli” a versione opposta , ma in quanto “fattarelli” li risparmio al pubblico interesse.
    Mi sembra molto più ignobile e vergognoso il tentativo di addossare responsabilità non meglio identificate ad Alemanno riguardo l’aggressione alla stazione di la storta.

    Capisco che qualcuno pensava di vincere a mani bassi al primo turno ma la decenza in qualche caso è d’obbligo.

  9. Che formidabile dimostrazione muscolare da veri uomini l’insieme di questi vostri commenti ! sembra proprio di stare ad ascoltare i vostri discorsi al bar dello sport ….
    una donna è stata apostrofata per strada mentre faceva volantinaggio ? E a noi maschi che c’importa ? Perchè non se ne stanno a casa le donne a badare al focolare, a sfornare figli, a rammendare ? cosi’ imparano a volersi emancipare.
    E questi blog poi che danno notizie così insulse !! tutti covi di rivoluzionari da chiudere ! eh si perchè o si adeguano a pubblicare solo le veline che il nuovo miniculpop emanerà oppure li faremo chiudere tutti con le buone o con le cattive !
    E’ questo lo scenario che volete prospettarci cari signori Antonini e Granpasso ?

  10. Innanzitutto credo che la scelta della notizia vada ri-spettata: non era necessario che la faccenda fosse finita a “pizze” o ancora peggio, per venire pubblicata, Sono scelte , se uno non condivise possono essere anche non commentate. Dopodichè che gli insulti siano toccati ad una “soubrettina” ,come la definisce poco carinamente Granpasso, o a Pinco Pallina non ha importanza, perchè i metodi di certi schieramenti rimangono sempre gli stessi anche a distanza di decenni.

  11. secondo me siete un pochino prevenuti….
    ho letto tutti i commenti e semplicemente granpasso e antonini dicevano che essere trattati male quando si fà attività politica può succedere.
    La cosa grave sarebbe stata essere aggredita fisicamente, cosa che non è avvenuta.
    Su Repubblica è uscito l’articolo solo perchè era una “soubrettina”, se capitava a voi tranquille che non usciva niente….

    p.s. io ho molte ragazze attive in ambito politico che mi aiutano nel lavoro quotidiano e vi garantisco che spesso sono state apostrofate in maniera ignobile. Non per questo faccio i comunicati stampa! Mi sembra che qualcuno, al colmo della disperazione, si sta attaccando a tutto riesumando addirittura l’odio politico. Abbiamo bisogno di un po’ di serietà…

    Stefano Erbaggi
    Cons. PDL Municipio Roma XX
    347-0345297 stefanoerbaggi@hotmail.it

  12. “dammi quella t-shirt”

    In un momento di pura follia (o ira?), quest’uomo riesce ad essere così evoluto nel pronunciare t-shirt al posto di maglietta….
    Tengo qualche dubbio.

    Mattia

  13. Continuando a reputare “futile” la notizia mi complimento con la Redazione che ha comunque centrato il suo scopo un “filo” propagandista e leggermente “sbilanciata”.
    Ma ci sta pure.
    Quello che non ci sta , Camilla e Clara R. ( ennesima volta in disaccordo ahimè) è che non si riesca a vedere la partigianeria della cosa.
    E che da un – ripeto – “futile” fatto sia dia la stura a ritriti concetti di “uomini da bar”, “dimostrazioni muscolari”, “covi eversivi da chiudere” ed altre amenità del genere.
    Vi basta poco mi sembra , per rincorrere fantasie di paventati “miniculpop” ed addirittura “metodi di certi schieramenti rimangono sempre gli stessi anche a distanza di decenni” !
    Maddai !
    Pensi veramente che trovi la cosa di poco conto perchè la “vittima” dell’orrida aggressione sia una donna ?
    Non credo che tu , mi/ci voglia considerare così deficente/i !
    Camilla, senza in alcun modo voler giustificare il picchiatello con occhiali da sole e cappellino, ti vorrei invitare a distribuire volantini della tua parte “avversaria” ( facendoti forza, lo so ) nei pressi di un centro sociale , o magari solo alla garbatella o primavalle !
    Nella quotidiana attività politica , ci si può trovare di fronte a situazioni che poco hanno a che fare con la normale dialettica tra persone civili.
    Ma fare di questo “fattarello” un caso di entità quasi nazionale mi sembra spropositato.
    E comunque che questo ed altri blog continuino e prosperino per dar voce a tutti quelli che hanno voglia di confrontarsi dialetticamente in modo corretto.
    E con questo chiudo ( spero ) questo argomento.
    Buona giornata.

  14. Fortunatamente non stiamo tutti i giorni a raccontare di stupri.

    Se questo vuol dire “spostare il problema” o “farsi strumentalizzare” forse significa che non tutti scrivono con serenità e distacco.

    Emiliano – Vejo.it

  15. Gentile Granpasso, sarà futile ma è pur sempre una notizia di un fatto, banale quanto vuole, accaduto nel nostro quartiere. Perchè non avremmo dovuto accennarne, perchè banale, perche futile, perchè non grave e serioso ?
    Vivaddio, come ben dice l’amico Emiliano, è meglio scrivere di questi fatti piuttosto che di violenza.
    Ci spiace aver letto che lo scopo del nostro lavoro sarebbe propagandistico e sbilanciato, se questa è la sua attuale percezione ne siamo rammaricati per quanto fortemente meravigliati.
    Ci lasci invece confermare che il nostro unico scopo è quello di dare voce alle idee, alle proposte ed alle proteste dei cittadini creando uno spazio aggregativo ove confrontarsi intorno ai fatti di quartiere.
    Obiettivo centrato, ci pare, se in merito ad una notiziola come questa diversi cittadini, sia in piena notte che di primo mattino,hanno avuto l’opportunità di dire la loro.

    Buona giornata.
    VignaClaraBlog

  16. Tutta la mia solidarietà a Daniela Poggi. La madre degli imbecilli, putroppo, è sempre in cinta.

    Solo due considerazioni:
    1) il fatto, purtroppo verissimo, che tali episodi si verifichini quotidianamente, per entrambi gli schieramenti, non sposta di una virgola il problema;

    2) invocare una censura da parte della redazione (che, invece, ha fatto benissimo a dare la notizia) vuol dire invocare quel regime che, presumibilmnete da parte di chi lo ha chiesto, si vuole evitare.

    Amicus Plato, sed magis amica veritas!

  17. eh già, come avevo già in altro frangente accennato, un piccolo fatto di cronaca fomenta livori mai sopiti e le ideologie prendono il sopravvento sulle idee.
    Signore che si sentono sempre prevaricate da quei bruti dei maschi (per definizione autoritari, violenti e quindi fascisti); maschi aggressivi che mostrano i muscoli perché hanno solo quelli; libertari che chiedono libertà per tutto tranne che per le idee degli altri; difensori della democrazia pericolante per le aggressioni dei tracotanti vincitori delle elezioni (ancora democratiche però, almeno per il momento)…
    Naturalmente fa buon gioco pescare nel torbido, e ce n’è in abbondanza. Siamo sotto elezioni, e qualunque fatterello si presta alla speculazione politico-elettoralistica.
    Una sola riflessione dovrebbe far sorridere anche i più terrorizzati garanti della minacciata democrazia (ma purtroppo non c’è in giro molto senso dell’umorismo), e ve la espongo.
    Tanti anni fa un giornale serio (non erano nominalmente indipendenti seppure finanziati coi soldi di noi tutti pur rappresentando solo una parte) avrebbe dato risalto ad una notizia del genere:
    “Un gruppo di fascisti aggredisce con bastoni e coltelli due sparuti e innocenti attacchini che incollavano manifesti inneggianti alla democrazia”.
    Col passare del tempo i giornali si sono fatti ancora più seri, specialmente i nostri che sono di proprietà degli stessi costruttori che si accordano coi politici per cementificare Roma (ooops, scusate, forse non dovevo dirlo, darà fastidio a qualcuno?). Quindi la notizia viene data anche se:
    “Quattro violenti aggrediscono a pugni quattro giovani intenti ad una pacifica dimostrazione contro le vetrine dei negozi. Indubbia la matrice fascista dell’aggressione”.
    Oggi, che i giornali sono serissimi (ne ha ben trattato Grillo ieri sera), la notizia si dà anche se l’aggressore è solo contro un bel numero (un’attrice e diversi giovanotti), anche se è un intervento solo verbale, anche se una persona con un po’ di criterio dovrebbe sorridere all’idea di questo bruto che da solo intimidisce questi poveretti e li terrorizza chiedendo loro le T-shirt. L’importante è che venga posta in risalto la violenza, e pertanto la matrice fascista dell’episodio.
    Io credo che un appello alla serietà, o meglio all’ironia, sarebbe più logico di una reprimenda a coloro che si avventurano in improbabili speculazioni elettorali sul fatto.
    L’averlo pubblicato solo perché l’ha fatto Repubblica, giornale da noi stessi pagato, non mi sembra un buon motivo: il discernimento fa parte delle caratteristiche precipue del moderatore. Se il moderatore ritiene giusto pubblicarlo, deve anche sapere che scatenerà polemiche: è questo che si vuole? Una pacifica discussione tra amici diventa un rinfacciamento astioso basato su divergenze ataviche. E anche il più moderato dei moderatori mostrarà la “sua ideologia”, non sarà più super partes. E non potrà adombrarsi se glielo fanno notare.
    L’opinione politica del moderatore, mi si perdoni la puntualizzazione, è evidenziata dal momento dell’intervento. Non si può negare che la pubblicazione dell’articolo sia provocatoria, anche se non voglio pensare fosse questa l’intenzione. Allora la polemica che monta non può essere moderata da un semplice “adesso basta!”. Le opinioni, anche se veementi, di chi si sente provocato non possono essere tarpate: non ci devono essere buoni che possono dire tutto e cattivi che non possono protestare.
    Tutto ciò, sempre nei limiti dell’educazione, naturalmente, e sempre ringraziando chi ci mette a disposizione quasta bella lavagna per i nostri pensieri al pubblico.
    Sempre rispettando le idee altrui. E questo lo dico perché c’è modo e modo per farlo: c’è chi sa bene provocare pur mantenendosi nei limiti dell’educazione, ma riesce lo stesso a farti saltare i nervi (chi ha orecchie per intendere, intenda).
    E poi ci va di mezzo chi risponde, e viene zittito invocando il rispetto degli altri. In quel momento il moderatore si tradisce, come il professore a scuola che “ha le preferenze”…
    Comunque, nessuno ha notato una cosa: i giovanotti che erano presenti alle offese perpetrate verso una signora, come mai non hanno dato uno sganassone all’energumeno, come avrei fatto io anche da solo? Coraggiosi, nonostante fosse uno solo, eh!
    (oh, scusate, mi sono tradito: il solito maschiaccio violento!…)

  18. Di norma ci asteniamo dal ribattere ai giudizi espressi nei riguardi del nostro lavoro, non siamo infallibili perbacco, tutt’altro, anzi ci sentiamo ancora dei neofiti del e nel fare informazione.
    Siamo però animati da tanta passione e buona volontà e quindi siamo sempre pronti a far tesoro di ogni critica.

    Ma in questa occasione ci preme intervenire una seconda volta.

    E se lo facciamo è solo per puntualizzare al caro amico Sandro Bari che non abbiamo pubblicato la notizia perchè l’ha fatto La Repubblica (non siamo a questo punto di sudditanza mediatico-psicologica).

    Abbiamo invece pubblicato la notizia solo perchè è un fatto.
    Un fatto accaduto nel nostro territorio, nel cuore della zona che ha ispirato questo Blog, e che ha coinvolto alcuni residenti.

    Una notiziola certo, mica uno scoop da premio Pulitzer, ma perchè mai avremmo dovuto astenerci ?
    Per evitare di irritare nervi scoperti dell’una o dell’altra parte ?
    Se per ogni notizia dovessimo usare questo filtro tanto varrebbe chiudere oggi stesso VignaClaraBlog.

    No caro Sandro, secondo noi i fatti son fatti e se rientrano nel perimetro oggetto del nostro Blog intendiamo renderli noti.
    A prescindere poi che ci sarà – perchè è nella natura delle cose – chi li leggerà con la lente d’ingrandimento, chi con lo zoom, chi col grandangolo, chi col teleobiettivo o chi non li leggerà affatto.

    Un cordiale saluto
    VignaClaraBlog

  19. Mi sembra che si stia perdendo la dimensione delle cose: Leggendo la notizia non mi sembra che il titolo o il tono dell’articolo fossero della serie “orrore a vigna clara” oppure venissero usati toni da campagna elettorale. Il fatto veniva raccontato così come era stato raccontato quello dell’incidente di pochi giorni fa a via della Farnesina o il tentato suicidio della signora di pochi mesi fa. Io non avrei commentato se non si fosse scatenata una buriana sulla signora Poggi , all’occorenza definita soubrettina in cerca di popolarità (ma in realtà già raggiunta visto che fa teatro e televisione da decenni!) e manifestare il mio disaccordo con Granpasso. Siamo ancora in democrazia mi sembra quindi posso andare contro e non unirmi al coro. Ma evidentemente notizie come questa calamitano più attenzione di un fatto eclatante come l’occupazione della stazione di Farneto: Antonini ha invitato politici e non ad un dibattito, a dare suggerimenti. Forse questo sarebbe un argomento più serio sul quale scatenarsi! Personalmente non conosco la questione e preferisco avere più informazioni al riguardo prima di esprimermi.

  20. Cari,
    ho letto con attenzione tutti post e mi sento in dovere di intervenire in quanto ero presente all’accaduto.
    Dalle 9:30 di giovedì mattina ho effettuato un volantinaggio a Vigna Stelluti per Rutelli e Rizzo in compagnia della signora Poggi e di altre persone.
    L’avvenimento è capitato in maniera assolutamente rispondente all’articolo di Repubblica: aggiungo che il signore in questione ha apostrofato la signora in maniera non ripetibile e che, intimandoci di andarcene, ha detto che la zona dove stavamo volantinando era del Trifoglio quindi non un territorio nostro.
    Trovo paradossale che si svoglia sminuire un’accaduto del genere come trovo alquanto singolare che si crei un dibattito su cose di questo tipo.
    Uno fa volantinaggio, viene apostrofato e minacciato, è costretto ad avere paura: questa è una cosa da condannare punto e basta. Serve a qualcosa parlare per ore del fatto che la signora Poggi sia famosa o no? A mio avviso l’unica cosa da fare è condannare in maniera inequivocabile il fatto che facendo volantinaggio uno venga aggredito.
    Sono anni che vado in giro per Fleming e Vigna Clara a volantinare per il Centrosinistra e mai mi era capitato un episodio del genere. La libertà di parola è sacra quanto la possibilità di dare volnatini dove mi pare. La violenza va condannata senza perdere tempo a discutere sulle inutili sfumature.Se in certi qurtieri avviene lo stesso a parti invertite va condannato in egual maniera, senza se e senza ma.
    Un abbraccio

    FRANCESCO SCOPPOLA

  21. Indecente l’invito alla censura del fatto accaduto… che traspare da certi commenti:
    in un contesto massmediatico in cui si viene bombardati giornalmente da quisquiglie, amenità di ogni genere… c’è chi riesce a puntare i piedi davanti alla divulgazione di notizie di casi d’intolleranza, d’intimidazione alla libertà d’espressione… additandola come futilità.
    La condivisione dei concetti di “garanzia di libertà espressiva” e di “tolleranza” dovrebbero essere elementi di sensibilità cardine, interiorizzati nel bagaglio culturale di gran parte dei cittadini di una società che si auto definisce democratica e liberale…

    Saluti, Massimo.

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