Home ATTUALITÀ Elezioni amministrative 2008: ad ognuno il proprio slogan

Elezioni amministrative 2008: ad ognuno il proprio slogan

Sono onnipresenti, li trovi dappertutto. Una distesa di centinaia di manifesti con facce, nomi, promesse ma soprattutto slogan.

toto-vota-antonio.jpgA meno di due settimane dalle elezioni amministrative – perché è di queste che vogliamo parlare – le nostre strade sono tappezzate di manifesti che preannunciano, ognuno, la vittoria al XX Municipio od al Comune di Roma del candidato ritratto. I manifesti sono sempre considerati dagli elettori come un’esibizione di potenza economica, chi ha più budget più ne affigge e quindi, quando è iniziata questa campagna elettorale, li si è guardati con curiosità, vediamo cos’hanno da dirci questa volta. Poi, a seguito della pessima abitudine di affiggerli ovunque, alla curiosità è subentrato il fastidio e l’irritazione nel vederli incollati sulle facciate dei palazzi, sui muri delle scuole, sui tabelloni stradali, sulle paline delle fermate degli autobus, sulle transenne dei cantieri, sui lampioni, sui cassonetti e persino nelle cabine telefoniche.

Le regole ci sarebbero, ma l’abusivismo delle affissioni è una piaga che rimane e si aggrava puntualmente ad ogni tornata elettorale. Ma tant’è.

Ma in calce ai manifesti ci sono quasi sempre gli slogan e notando che sono questi ultimi, più che la foto, ad attirare l’attenzione ci siamo soffermati sul loro contenuto che ci farà compagnia fino al 13 Aprile.

E confrontandoli, dalla maggioranza degli stessi traiamo la percezione che dal semplice slogan è impossibile capire l’appartenenza politica del soggetto promosso (sarà voluto ?). Se non fosse il simbolo del partito a svelarcelo, la genericità e la banalità di questi messaggi sono tali da farli apparire buoni per qualsiasi stagione elettorale e per qualsiasi candidato. Talmente scarni di contenuto, ci ricordano i pensierini che compilavamo in prima elementare su imposizione della maestra: il mio papà (leggi partito) è bravo, la mia mamma (leggi coalizione) è bella, mio cugino (il partito opposto) è cattivo e via di seguito. Ma non basta, perchè poi ci sono quelli dalle frasi indefinite e non finite, quelli che ti lasciano col fiato sospeso perchè finiscono con i puntini sospensivi (puntini che la maestra di cui sopra avrebbe sottolineato due volte con la matita rossa): il tuo voto… il mio impegno… la tua fiducia…

Votando anche per il Comune, nella maggioranza degli slogan Roma è ovviamente, ma con scarsa fantasia, il leit-motiv a fattor comune: ricorrente ma di piglio garibaldino perchè le parole d’ordine sono liberiamo Roma, riprendiamoci Roma, la Roma che vogliamo, il mio impegno per Roma, dalla parte di Roma, volontà romana (ma volontà di che ?).

Pochi in verità gli slogan al femminile lanciati dalle candidate; registriamo un ermetico “più donne più diritti” (compreso quello di affiggere il manifesto ovunque ?) un sibillino “una città per tutte” ed un “io, la tua voce per farti sentire” (non sapendo se la candidata coinvolta canti bene o sia stonata).

Atipico, singolare ma daltonico appare invece lo slogan “né cosa rossa, né cosa bianca né cosa nera”, da vero guerriero è quello che dice “lotta alle disparità, stop agli sprechi” (anche quelli dei manifesti ?) mentre molto conciliante, quasi ecumenico, è quello che recita “dialogare per crescere uniti” il cui ideatore ci consenta di ricordargli sommessamente che dialogare vuol dire anche sapere e voler ascoltare.

E per finire due esempi di umorismo involontario:

Un candidato alla presidenza del XX Muncipio, già assessore negli ultimi due anni, sotto il suo viso ha scritto “basta con le chiacchiere, è ora di passare ai fatti”. Se lo dice lui, come dargli torto ?

Un candidato al Comune di Roma, già presidente del nostro Municipio negli ultimi sette anni, ha coniato per se questo slogan “il volto nuovo della democrazia”. Ed ha ragione a definirsi un volto nuovo, perché per sette anni chi l’ha mai visto fra la gente e nelle nostre strade ?

E voi, se foste stati interpellati per ideare il messaggio pubblicitario del vostro candidato preferito al XX Municipio od al Comune, quale slogan avreste coniato ?

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7 COMMENTI

  1. Sarò sincero: non è facile coniare uno slogan d’effetto (perchè così deve essere) e nel contempo anche corto da far rientrare nello spazio dei manifesti e di veloce lettura.

    Certo dire “noi siamo buoni” o “loro sono cattivi” è proprio banale.
    Oppure incentrarsi su un particolare argomento poi rischia di lasciare dubbi su quanto quel consigliere voglia fare in altri campi (es: sociale, viabilità, sicurezza, cultura, sport, ecc)
    O ancora dire quanto fatto nella precedente legislatura: come si fa con lo spazio e gli argomenti?

    Sembra facile, ma non è così. Io stesso nell’aiutare un candidato al Municipio nella scelta, mi sono trovato in difficoltà: sempre in bilico tra il banale e/o il troppo particolare.

    Invece lancio un altro argomento: avete visto le foto in giro?
    Alcune super ritoccate al computer, che doveste incontrare i candidati non li riconoscereste.
    Altre addirittura riciclate nel tempo, tanto che il consigliere ora è totalmente diverso (ed anche invecchiato!)

    Ma tra le varie spese di cene, aperitivi, manifesti, volantini e santini, spendere un po’ per UNA nuova foto no?
    E soprattutto: una foto un po’ più bella, sorridente ed affabile di quella solita?
    Mah…….L’ideal’hanno colta in pochi…

  2. Non siamo superficiali per favore…… !!
    Sai quanto costa fare ed affiggere un manifesto? Sai differenziare il manifesto dei ricchi da quello dei poveri?
    Un certo candidato alla presidenza di questo municipio, ha fatto fare talmente tanti manifesti che appena la notte, IO, me li attacco, sia in posti leciti che illeciti, viene sovrapposto dai suoi. Lui è ricco, passa da un partito all’altro in cinque minuti….
    Ora vogliamo fare la morale sulle affissioni….. Ma viene sempre dai potenti…
    Io preferisco la strategia di lotta dei manifesti sui cassonetti perchè so che sono dei militanti che attaccano e non gruppi o cooperative di superpagati con budget stratosferici.
    Più democrazia e meno ipocrisia, almeno fino al 15 aprile.
    G.Mori

  3. A me non interessa sapere quanto le costa fare affiggere un manifesto, mi interessa solo che non sia affisso dove non deve esserlo. Il problema del costo è suo e non puo’ essere il mio, e se affiggerli sulla facciata del mio palazzo, o sui cassonetti, o sui posti illeciti da lei prediletti le costa meno perchè deve accollarne a me ed alla comunità il suo minor onere ? Andrà lei personalmente a staccarli dopo il 15 Aprile o lo dovrà fare l’AMA coi soldi dei contribuenti ?
    Più democrazia e meno ipocrisia mi viene a dire ? Democrazia è avere strade, palazzi privati e pubblici, monumenti imbrattati dalle vostre adulanti promesse ? Ipocrisia è pretendere rispetto per i cittadini e per la proprietà pubblica e privata ?
    Ed a proposito di candidati alla presidenza, cosa mi dice del suo di candidato che ha tappezzato tutto il territorio di manifesti nei posti più illeciti possibile, anche lui ha un problema di budget scarso ?
    Sia corretto da subito con i cittadini, visto che si candida a rappresentarli, e rispetti il concetto di legalità che campeggia sui suoi manifesti. Grazie.
    Maurizio

  4. a proposito di slogan…ho ricevuto oggi una lettera dell’egregio sig. Fasoli, ex presidente del XX Municipio, che mi invita a votare per lui al Comune di Roma dicendomi che quelli della Rosa Bianca sono persone ” che conoscono bene Roma e i suoi problemi non risolti”. Non ho dubbi a crederci, con tutti i problemi non risolti e neanche affrontati da lui nel nostro Municipio, è certamente un esperto. E come se non bastasse parlando di se stesso dice ” io ho guidato il Municipio XX come Presidente negli ultimi 7 anni con un semplice obiettivo: migliorare la qualità della vita”. Ma non dice la vita di chi, forse la sua ?

  5. La decisione sofferta di Fasoli di dimettersi dall’UDC, di aderire al movimento della Rosa Bianca e di lasciare la presidenza della giunta di centro-destra al XX Municipio, ha gettato i cittadini di Roma Nord nel più profondo sconforto.

    Chi sarà adesso all’altezza di guidare il Municipio XX e la BMW 4×4 della Protezione Civile con altrettanta perizia ?

    Massimiliano, ci mancherai…

  6. il povero Maximilian è uscito di scena a testa bassa dal municipio e dal tentativo di riciclarsi al comune: ha preso solo 490 voti !! pochissimi per aver fatto il presidente per 7 anni, tantissimi per non aver fatto niente in questi sette anni. com’è quel proverbio ? i nodi prima o poi vengono sempre al pettine.

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