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Foro Italico: l’Ostello della Gioventù non deve chiudere le sue porte

continua l’assalto alla bellezza di Roma. Adesso la vittima designata è al Foro Italico: l’Ostello della Gioventù è destinato ad essere trasformato in un  supermercato.

ostello.jpgComunica l’AIG (Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù) che domani, venerdì 14 marzo, alle ore 15.00, nella struttura al Foro Italico, Viale delle Olimpiadi 61, si terrà un confronto tra le Istituzioni e gli attori delle politiche sociali e turistiche perché l’Ostello della Gioventù di Roma (unico della capitale aderente alla rete italiana dell’AIG ed a quella internazionale della IYHF-International Youth Hostels Federation), da oltre quarant’anni ubicato presso l’ex Foresteria Sud del Parco del Foro Italico, di proprietà del Demanio dello Stato ed ora in usufrutto trentennale alla “Coni Servizi S.p.A”, rischia di chiudere. Per scongiurare questo pericolo l’A.I.G. e le parti interessate si incontreranno per chiarire i termini della vicenda e soprattutto trovare un accordo ed una soluzione concertate per il rilancio della funzione dell’Ostello e la definizione delle connesse problematiche logistico-operative, in una visione integrata con la politica in materia di turismo sociale e giovanile del Comune di Roma e delle altre Istituzioni territoriali coinvolte.

All’incontro, oltre il management di A.I.G., il Coni, l’Agenzia del Demanio, le Associazioni aderenti a Fitus, la Facoltà di Architettura Dipartimento Itaca, il Forum del Terzo Settore, Italia Nostra, Federalberghi, hanno aderito i rappresentanti delle principali Istituzioni politiche territoriali, comunali, regionali e nazionali, oltre i Ministeri dello Sviluppo, Beni e Attività culturali, Finanze, Sport e Politiche giovanili.

Unico nella capitale appartenente al grande network degli Ostelli italiani (120) e mondiali (oltre 5.000), l’Ostello registra mediamente 90 mila presenze l’anno, di cui l’85% composto di stranieri (50% provenienti da Paesi europei e il restante 35% da oltreoceano: Australia, Giappone, America, Canada in particolare). E’ da sempre luogo di ospitalità e di incontro pacifico e paritario di giovani e meno giovani appartenenti a tutte le culture e razze. A gestire la struttura, personale altamente qualificato, specializzato e poliglotta (30 dipendenti) che ha di recente esposto nel corso di un’assemblea e di un incontro con la stampa le preoccupazioni per il futuro dell’Associazione e per il posto di lavoro.

ostello2.jpgVa precisato che, in confronto ad altre Capitali europee, la città di Roma continua ad essere fortemente ed inspiegabilmente sottodimensionata rispetto alla domanda di turismo sociale e giovanile, e rischia adesso di essere addirittura tagliata fuori… Ed è anche per questo motivo che appare necessario ed urgente un intervento degli attori impegnati nelle politiche giovanili e sociali a Roma e nel Lazio, per rilanciare l’indispensabile ed insostituibile ruolo dell’Ostello Internazionale del Foro Italico. Roma è di fatto ben lontana, in quanto a ricettività, dagli Ostelli per la Gioventù delle altre capitali europee: a titolo di esempio, Londra ha ben 7 Ostelli con 1330 posti letto; Parigi 5 Ostelli con 1250 posti letto; Vienna 6 Ostelli con 1200 posti letto. E mentre si assiste pressocché ovunque all’avanzata prepotente del turismo “low cost”, e quando tutte le realtà si attrezzano di conseguenza per rispondere ad un’esigenza sociale, culturale ed economica, da noi si pensa di invece di chiudere la struttura del Foro Italico.

Gli Ostelli per la Gioventù restano in ogni dove uno degli strumenti più efficaci per promuovere il turismo e svolgono di certo una funzione sociale rilevantissima consentendo ai giovani e meno giovani, alle giovani famiglie di tutto il mondo di muoversi, di incontrarsi, di conoscerci, di viaggiare per il mondo senza dover spendere una fortuna ed a tal proposito lo chief executive della Federazione Internazionale degli Ostelli della Gioventù, con sede a Londra, ha dichiarato che l’eventuale perdita dell’Ostello del Foro Italico significherebbe una grave perdita non solo per la città di Roma e per l’Associazione Italiana Alberghi della Gioventù, ma per l’intera catena mondiale degli Ostelli, in termini di perdita di servizi e possibilità, rompendo di fatto la grande e storica catena di accoglienza del turismo sociale nelle capitali europee.

aig.gifNdR: chi è l’A.I.G. : l’Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù costituita nel 1945, è un Ente Morale, Assistenziale e di Promozione Sociale a carattere nazionale e senza finalità di lucro ed unico membro rappresentante per l’Italia della Federazione Internazionale degli Ostelli per la Gioventù (IYHF – International Youth Hostel Federation). L’Associazione ha per scopo istituzionale la promozione del turismo giovanile, attraverso la realizzazione e la gestione degli Ostelli per la Gioventù, e l’attuazione di ogni altra iniziativa idonea a favorire il miglioramento morale, culturale e fisico della gioventù, mediante la pratica del turismo, considerato mezzo insostituibile per la promozione sociale dei giovani e per favorirne la reciproca conoscenza e quindi l’affermazione dei sentimenti universali di pace e di fraterna solidarietà affinché i diversi popoli del mondo siano un’unica famiglia.

Per ulteriori informazioni in generale o sul convegno di domani chiamare l’Ufficio Stampa A.I.G. Roma  – tel 06. 4871152 –  cell 3357420860  oppure 3345325501

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3 COMMENTI

  1. L’Ostello viene presentato come una oasi idilliaca di incontro per giovani di tutto il mondo: sarà vero, ma attualmente è una struttura inadeguata che non dà certo lustro alla capitale. Senza nulla togliere alla professionalità degli addetti che ci lavorano, ci sono capitato una volta per visitare un ospite straniero e sono rimasto colpito dal degrado complessivo.
    Mi si potrebbe accusare di essere eccessivamente schizzinoso, ma se date un’occhiata alle recensioni su Tiripadvisor.com vi renderete conto che anche gli ospiti stranieri esprimono opinioni del tutto analoghe alla mia. Insomma, vale certamente la pena di mantenerlo in vita, ma va assolutamente riqualificato, per farne un ostello secondo gli standard nord-europei: altrimenti è un “boomerang” per l’immagine turistica di Roma. Se non ci sono fondi, o se non c’è la volontà di migliorarlo… meglio il supermercato.

  2. Un boomerang per l’immagine turistica di Roma?… Quale? La vetrina del Centro? Il fatto è che siamo talmente abituati al degrado e alla sporcizia da non farci più troppo caso. I turisti invece se ne accorgono, eccome. E notano ben altro…
    Tanto premesso, sarebbe stato conveniente, per gli scettici, fare un salto alla conferenza, oggi pomeriggio, all’Ostello.
    Avrebbero avuto notizie interessanti sulle speculazioni economiche che hanno fatto scempio del Foro Italico, complesso storico-artistico-monumentale oggetto di studi da tutto il mondo e che tutto il mondo ci invidia, e che solo noi che ci viviamo a fianco non conosciamo e apprezziamo.
    Avrebbero avuto interessanti notizie sul mercimonio di beni architettonici, sulla commercializzazione di monumenti e sulla vendita di strutture pubbliche, al solo scopo di far arricchire società private che fanno comodo a chi gestisce il nostro patrimonio.
    Avrebbero potuto ascoltare querimonie di politici intervenuti a “solidarizzare”, naturalmente perché candidati alle prossime elezioni, e ad assicurare che un’opera meritoria come l’Ostello, storica struttura di accoglienza dell’Urbe, non può essere ceduta o dismessa.
    Avrebbero notato come chi ha permesso il degrado che oggi tutti denunciano, e al quale promettono riparo, invia “delegati” ad assicurare il suo appoggio e il suo impegno quando sarà eletto. Che faccia…
    Avrebbero ascoltato le testimonianze di ospiti – stranieri – dell’Ostello che si complimentavano per l’accoglienza ricevuta e per la disponibilità del personale.

    Non avevo mai visitato l’Ostello, nonostante i miei studi sul Foro: Mercoledì scorso, senza preavviso, ho effettuato un sopralluogo in ogni sua parte, compresi i servizi e la mensa. Naturalmente non è un gioiellino, è una struttura che ha settantacinque anni di storia e quarantacinque di vita attiva. E’ però tenuto nella massima pulizia da un personale infaticabile e non ho trovato alcunché di degradato.
    E questo nonostante la tariffa giornaliera di soggiorno ammonti “addirittura” a… 18 (diciotto) Euri a persona.
    Ho cercato – invano – il “tiripadvisor.com” di cui si legge, per consultare i pareri di questi turisti che si lamentano: evidentemente non sono stato capace. Comunque non mi fido troppo di questi mezzi anonimi di informazione.
    In ogni caso, un sito storico, architettonico, monumentale, deve essere curato, restaurato, mantenuto, è vero, ma deve anche rispettare il fine istituzionale per il quale è nato.
    Il Foro Italico è nato come Accademia per l’educazione fisica, e l’Ostello è nato come la Foresteria Sud.
    E’ opera di certi architettucci come Del Debbio e Moretti, non è un chiosco di giornali. Dovrebbe ribollire il sangue alla sola idea che possa diventare un supermercato, o un centro commerciale con fast food.

  3. Concordo con Sandro Bari, il rating dei vari siti turistici è una ” bufala ” enorme, capace di rovinare gli sforzi di chi lavora nelle strutture. Questi siti, poi, sono un calderone di strutture che nulla hanno a che fare con l’ostello del Foro Italico.
    Personalmente, ho dormito in luoghi peggiori della struttura di cui parliamo, è un fior di struttura con una storia alle spalle, non un anonimo condominio di anonimi architetti, forse ci si dovrebbe documentare un pochino di più.

    P.S. Aristide, io ci lavoro all’ostello, se il Coni ci butta fuori mi dai tu il lavoro?

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