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Ponte Milvio, aggredita in pieno giorno

aggredita.jpgPaura, indifferenza, mancanza di senso civico, cos’è che ha impedito a chi ha assistito all’episodio, senza muovere un dito, di intervenire ? Giovedì scorso una giovane signora di 32 anni è stata aggredita e molestata in pieno giorno, sotto gli occhi di decine di persone, mentre era ferma nella sua auto al semaforo di Piazza Ponte Milvio. Nonostante che il vicino mercato fosse pieno di gente e che i locali della zona fossero a quell’ora molto frequentati, un bruto ha aperto lo sportello posteriore della sua auto, vi si è infilato ed ha cominciato ad infastidirla, a toccarla con violenza. Per lunghissimi minuti la signora B.è rimasta in balia del delinquente finchè, liberatasi dalla cintura, è riuscita ad uscire dall’auto. Ha gridato, ha pianto, ha chiesto aiuto, ha chiamato il 113 ma intanto nessuno dei presenti è intervenuto.

Nel frattempo un altro uomo si è avvicinato all’auto e, parlando in romeno, ha strattonato il bruto, rimasto intrappolato nell’auto a causa della sicura per i bambini, e l’ha trascinato fuori mentre quest’ultimo continua ad inveire ed a picchiare i pugni sui vetri e sul tetto dell’auto nella quale la signora si era poi rifugiata per mettersi al riparo.

La signora B. ancora oggi continua ad avere paura, si chiede come possa succedere tutto ciò in pieno giorno, in una piazza affollata, sotto gli sguardi indifferenti dei cittadini e dopo aver sporto denuncia alla Polizia ha confidato la sua tristezza a Veronica Cursi che ci ha raccontato il fatto con dovizia di particolari in questo articolo pubblicato oggi da Il Messaggero.

A seguito di questo episodio il XX Municipio, che già più volte aveva richiesto la messa in atto di azioni mirate a garantire la sicurezza dei cittadini sul suo territorio, è tornato a sollecitare il Prefetto ed il Questore di Roma affinché vengano prese opportune iniziative finalizzate a contrastare, efficacemente, la violenza e i reati nella zona.

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7 COMMENTI

  1. Probabilmente le forze dell’ordine non sono intervenute perchè troppo impegnate a multare le auto. Altrimenti come si pagano le feste veltroniane del nostro amato ex aindaco?

    D’altra parte la priorità era evidente!

  2. Purtroppo ci si può abituare alla violenza ed al degrado.
    Quello al quale non ci si può e non ci si deve abituare è l’indifferenza pavida e timorosa della gente.
    Probabilmente questo “timoroso” atteggiamento rende ancora più aggressivi i malintenzionati così come sono spavaldi di fronte alla forza pubblica perchè tanto qualche “coglione garantista” prima o poi esce fuori per difenderlo.
    Che tristezza , e che rabbia .. mai che mi capitasse di transitare durante questi fatti.

  3. Da quando ci sono i lavori per la realizzazione del parcheggio, non che la cosa sia correlata, non si vedono più vigili a Ponte Milvio.

  4. Indifferenza…certo, immigrati criminali..certo.
    Stato assente? Certo. Rabbia popolare? Certo. Ma il punto di rottura arriverà.
    Arriverà quando la gente stanca di essere presa in giro si sostituirà nel difendere se stessa, da tutto questo. Dai criminali e dai politici. Entrambi sullo stesso piano. Solo che i politici stanno dietro una scrivania con il riscaldamento al massimo.

    La signora non deve avere fiducia, nell’istituzione che dovrebbe proteggerla. Perchè non esiste.

    Un saluto a tutti

  5. Ciao a tutti, io abito proprio a ponte milvio. Vorrei fare un appello un po’ a tutti: nessuno e’ un’isola, siamo tutti cittadini, persone, esseri umani. Non restate lontani dalle persone anche se estranee! Intervenite in mille modi: dando informazioni, salutando, sorridendo anche a chi non si conosce ma si incontra tutti i santi giorni, intervenendo in qualsiasi situazione di difficolta’ o ingiustizia anche se non ci riguarda personalmente. un po’ di coraggio e di senso civico! Io sono il tipo che da’ informazioni alla gente prima ancora che me le chiedano. Reclamo piu’ apertura nei confronti del prossimo. Speriamo bene! federica

  6. Volevo sottolineare che proprio questa notte sono stati arrestati in flagrante quattro rom rumeni che stavano collegando alla centralina dell’enel un cavo abusivo per fornire elettricità al risorto campo nomadi che si trova ( anzi si ritrova ) a pochi metri dove è stata uccisa la sig.ra reggiani.
    Qualcuno sicuramente si domanderà prima di tutto perchè questi poveri disgraziati erano senza energia.
    Ma lasciandogli la domanda e pure la risposta da soli , io mi chiedo come sia possibile eliminare i pericoli delle reiterate aggressioni se non si riescono a spostare quattro baracche da un posto che dovrebbe essere considerato come una sorta di simbolo per la difesa dell’intera cittadinanza.

    Le vogliamo eliminare o aspettiamo che qualcuno gli dia fuoco come è successo poco tempo fà in una periferia romana da parte di normalissimi ed incazzatissimi cittadini ?

  7. Visto che sono in tema , sottolineo pure, che oggi assieme all’aggressore – già in carcere – della sig.ra reggiani sono state inquisite anche altre tre persone, di cui uno fuggito in romania.
    Di queste tre persone , una è quella simpatica vecchietta che aveva dato l’allarme e portata poi come esempio di rom “buono”.
    Peccato che sia risultata lei la suggeritrice dello “scarico” nel fossato del corpo e che abbia dato l’allarme non prima di essersi divisa con gli altri le poche cose rubate.
    La “combriccola” è stata identificata grazie ai tracciati del telefonono rubato.

    Ossia , la polizia funziona se lasciata operare.

    Prima ci libereremo di questi pseudo-umani e meglio sarà.

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