Home ATTUALITÀ Ponte Milvio:dove sono i lampioni ottocenteschi ? oggi lo sappiamo

Ponte Milvio:dove sono i lampioni ottocenteschi ? oggi lo sappiamo

pm.JPGNe avevamo già dato notizia con il nostro articolo del 13 Ottobre: per rimediare alla caduta nelle acque del Tevere della testa di tre lampioni in ghisa di fine ottocento era stata adottata una drastica ed “originale” soluzione: anziché tentare il recupero delle teste sul fondo del fiume, anziché creare delle teste di lampione in ghisa molto simili a quelle esistenti, qualcuno aveva avuto la brillante idea di sostituirle tutte e così i lampioni storici di Ponte Milvio (non solo i 3 in argomento ma anche gli altri 7) sono stati decapitati e le loro teste sostituite con altre nuove, forse simili, ma molto, molto piú moderne. Oggi sappiamo da chi.

” …. abbiamo posizionato delle nuove lampade…. per adesso i lampioni ce li abbiamo noi per la manutenzione ed il restauro ma non è previsto il riposizionamento degli stessi….” così afferma l’ACEA con una risposta pubblicata oggi dall’agenzia ASGMedia alle diverse denunce nel frattempo effettuate dalla stessa ASGMedia, da VignaClaraBlog, da Vejo.it ed altri.

“…. non è previsto il riposizionamento…” ci chiediamo con quale autorità l’ACEA abbia preso tale decisione. Brava, forse, a gestire la fornitura di acqua ed elettricità, sarebbe meglio però che non si arrogasse competenze diverse lasciando ad altri più qualificati le decisioni ad impatto culturale, storico ed artistico sul territorio. Per esempio alla Sovrintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma ed al XX Municipio, del quale invochiamo un deciso intervento affinchè al nostro Ponte Milvio vengano restituiti i suoi originari lampioni prima che finiscano, nella migliore delle ipotesi, in qualche angolo di un anonimo deposito dell’ACEA. Perchè se malaugutamente non potessero essere più rimontati (nonostante le caute e prudenti assicurazioni dell’Assessore alla Cultura del Comune), riteniamo che il loro posto naturale sia ancora Ponte Milvio, perchè no esposti in teche od appesi all’interno delle nude e scarne sale espositive della Toretta Valadier.

Insomma, a Cesare quel che è di Cesare, a Ponte Milvio (e non ad altri) quel che è di Ponte Milvio.

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13 COMMENTI

  1. ma vorrei sapere dove è scritto che quei lampioni sono dell’800?
    per esperienza rilevo che sono rarissimi i casi di lampioni, ancora posizionati, antecedenti agli anni 40 del 900. in particolare quelli di ponte milvio, per stile e stato, mi sembrano molto posteriori. non mi meraviglierei se fossero degli anni 80-90. secondo me corriamo il rischio di confondere cose in stile ottocento per cose dell’ottocento.
    a riprova sarebbe utile trovare delle foto di ponte milvio vecchie. non mi meraviglierei di trovare una immagine di inizio 900 che mostra un ponte milvio… senza lampioni

  2. Per Lorenzo: nel libro “Ponte Milvio porta di Roma” scritto da Enzo Abbati nel 2004 a pagina 147 c’è una foto del ponte durante l’inondazione del 1937 ed i lampioni ci sono, cosi’ come ci sono nella foto a pagina 280, presa subito dopo la costruzione della parrocchia avvenuta nel 1933. quindi qusti lampioni non saranno forse di fine 800 ma sicuramente del primo 900. cambia molto ? secondo me no, sono sempre un pezzo di storia e di arte che non è bello e serio buttare.

  3. Ottima l’idea di esporli od appenderli all’interno delle nude e scarne sale espositive della Toretta Valadier.

    Cosa ne pensate?

  4. @stefano: ho cercato su internet qualche foto tratta dal libro ma non ho trovato quelle da te indicate. io continuo a cercare foto risalenti ma cmq nutro forti dubbi che quei lampioni fossero originali anche degli inizi del 900. in genere l’illuminazione viene sostituita con una certa frequenza (ogni cento anni mi sembra veramente troppo… anche se siamo in italia)

  5. su epolis di oggi c’è un articolo sui lampioni di ponte milvio, cito uno stralcio:

    “In merito all’illuminazione di
    Ponte Milvio – si legge in un comunicato
    dell’azienda – Acea
    precisa che i pali dell’impianto
    di Ponte Milvio non sono stati
    mai rimossi, ma sono stati oggetto
    di un lavoro di ammodernamento
    che ha comportato il
    restauro in loco dei candelabri
    in stile e l’installazione di nuove
    armature, con luci in linea
    con i parametri previsti dalla
    legge regionale in tema di inquinamento
    luminoso

  6. Lorenzo, sono l’autore dell’articolo ed intervengo non per polemizzare con te ma solo per puntualizzare :
    1) non parliamo di lampioni, ma solo della testa degli stessi, che i pali siano di cent’anni fa non lo ha detto nessuno
    2) ho anch’io il libro citato da Stefano, regalatomi dall’autore 3 anni fa, e le foto citate con i lampioni ci sono
    3) la notizia della rimozione non è di ieri: AGSMedia l’aveva pubblicata il 12 ottobre e noi l’avevamo rilanciata il 13 (scrivi lampioni ponte milvio nel campo cerca, sù in alto a destra, e ritroverai ambedue)
    4) da allora a ieri ACEA non l’ha mai smentita
    5) ieri è tornata alla ribalta con il sostegno di politici locali, comunali, nazionali e di V.Sgarbi (sarà pure un po’ antipatico, ma il fatto suo lo sa)
    possibile che siano tutti intervenuti con tanta leggerezza ?
    6) ACEA, nel primo comunicato riportato nel mio articolo, conferma di averli rimossi, di averli nei suoi depositi per restaurarli e che non è previsto che siano riposizionati, salvo poi smentirsi dopo qualche ora con un secondo comunicato in cui afferma il contrario di tutto.
    A chi credere ? decidi tu. Noi nel frattempo abbiamo suggerito che sia la Sovrintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma, unico istituto qualificato e deputato, ad esprimersi sulla querelle.
    Detto ciò, fammi fare una battuta vista la tua strenua difesa: … lavori all’Acea ?!? Cordialmente,
    Claudio Cafasso

  7. non so perchè ma non è comparso nell’ultimo post che ho fatto la parte finale del mio messaggio in cui appunto dicevo come è possibile che acea dica che non li ha sostituiti i lampioni (su questo non ci piove). cmq sia non lavoro per acea. ma siccome a roma si fa polemica per tutto spesso la si fa per cose immotivate. se i lampioni hanno più di 70 anni è giusto che vengano restaurati o, in caso non sia possibile o troppo oneroso, sostituiti con delle copie (in fondo parliamo di lampioni, non opere d’arte in senso stresso). se invece sono più recenti come è normale (magari perchè sostituiti da copie… ma anche no) non ne farei una questione da battaglia campale. anche perchè i nuovi lampioni rimangono comunque in stile (cambia qualche proporzione tra la base e lo stelo, e viene abbandonato il motivo floreale per uno tortile… ma mica sembrano presi dall’ikea! sembrano antichi).
    piùttosto mi preoccuperei della luce bianca che emettono… molto meno suggestiva (qui probabilmente acea si appellerebbe alla normativa regionale sull’inquinamento luminoso… mah… cmq sia il ponte ha perso molto romanticismo con questa illuminazione a giorno)

  8. A proposito di lampioni. ma vi sta bene che su Corso Francia, moderna strada che risale al 1960, accanto all’illuminazione originale nello stile dell’epoca sianostati aggiunti dei lampioni in stile ottocento? Ogni volta che ci passo (purtroppo spessissimo ), non riesco a crederci! Ros

  9. @ rosanna: i lampioni in stile ottocento sono quelli giganteschi che sembrano dei fari oppure quelli sono quelli originali? se non fossero quelli mi sfugge quali sono quelli stile 800

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