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Roma, città che produce

romadallalto2.jpgIl tasso di disoccupazione è sceso, è salita la propensione al consumo ma le infrastrutture ed i servizi, soprattutto quelli pubblici, non sono ancora all’altezza di una vera capitale europea.

Ecco la fotografia di Roma, scattata con il settimo “Rapporto sull’economia romana 2006-2007” presentato ieri in Campidoglio.E’ una fotografia con luci ed ombre: le luci fanno vedere le imprese che aumentano, l’occupazione che cresce, i nuovi residenti sempre più numerosi mentre le ombre sono quelle della precarietà del lavoro (un punto e mezzo in più rispetto alla media nazionale) dovuta alla forte presenza del terziario, e quella dei servizi la cui offerta non è adeguata né alla domanda né alle necessità.   

“Non siamo più la capitale della pennichella e dei ministeri” ha detto Veltroni elencando una lunga serie di cifre a conforto delle sue affermazioni. Ed a proposito di cifre vediamone insieme alcune: nel 2006 il valore aggiunto ha toccato quota 3,7% (contro il 3,1% nazionale); la ricchezza è cresciuta del 44,6 % in dieci anni; nell’ultimo decennio il terziario è passato da quasi 125.000 a 163.000 aziende (crescita pari al 30% contro il 17% a livello nazionale). Anche l´occupazione ha fatto un balzo in avanti con oltre 23.000 addetti in più rispetto al 2005 portando l’attuale tasso di occupazione quasi al 49% (rispetto al 45% di media nazionale) e facendo diminuire il tasso di disoccupazione dal 7,3% al 7,2%. Il vero grande boom è stato però nel turismo che ha visto, rispetto al 2006, un secco +10% di crescita: nel 2006 ben 23 milioni di turisti hanno passeggiato (e speso) per le vie di Roma.

Gli amanti dei dettagli e delle statistiche possono cliccare qui per leggere l’intero rapporto.

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