
I pini di Roma immortalati dall’antichità nei dipinti e cantati dalle famosissime note di Ottorino Respighi sembrano avere i giorni contati. Oltre un milione di alberi nella capitale e dintorni (come stimato dal Servizio Giardini capitolino) vedono a rischio la loro vita a causa di un parassita, la Toumeyella Parvicornis o Cocciniglia Tartaruga.
Descritto dai Servizi Fitosanitari come molto aggressivo e con riproduzione esponenziale, dopo essere approdato nel 2014 dall’America in Campania, lasciando dietro di sé la devastazione, dal 2018 è arrivato nel Lazio trovando le istituzioni disarmate e inermi tant’è che a fine 2020 trenta Associazioni e Comitati romani, regionali e nazionali hanno inviato un appello al Ministero dell’Agricoltura, alla Regione Lazio e al Campidoglio chiedendo interventi immediati per salvare i pini della capitale.
Nel frattempo, a Roma Nord, c’è chi provvede col fai-da-te e chi tramite organizzazioni strutturate.
Al primo caso risponde Saxa Rubra, dove i trattamenti endoterapici fatti a gennaio per salvare 500 pini dagli attacchi devastanti della Toumeyella Parvicornis sono frutto di una iniziativa civica promossa dall’architetto Paolo Salonia che ha aperto e sostenuto con testardaggine la raccolta dei fondi necessari tra i residenti della zona.
Il secondo, è invece il caso di via Cortina d’Ampezzo e dintorni dove i 132 pini presenti sono sotto cura, in questi giorni, a seguito dell’intervento mirato del relativo Consorzio Stradale.
Il trattamento ha preso il via lunedì 1 febbraio iniettando nel fusto di ogni pino, a circa un metro dal suolo, un prodotto appositamente studiato per controllare il maledetto parassita. I lavori, che termineranno intorno al 12 di questo mese, riguardano tutti i pini presenti sul territorio di competenza del Consorzio, a partire dai 76 di via Cortina d’Ampezzo, i 26 di Via Courmayeur, i 16 di via Vallombrosa e via via tutti gli altri.
Nessun rischio di esposizione per i residenti e per gli amici a quattro zampe, A quanto si apprende dal sito del Consorzio, “La tecnica endoterapica viene eseguita conformemente alle normative previste dalle leggi comunitarie, nazionali, regionali in materia di distribuzione ed uso di prodotti fitosanitari in ambito urbano, con particolare riferimento alla scelta del tipo di prodotto fitosanitario”.
“La tecnica endoterapica applicata – si spiega sul sito – eviterà qualsiasi tipo di dispersione di prodotto fitosanitario nell’ambiente, poiché l’applicazione avviene per mezzo di un sistema a circuito chiuso. Non sussistono pertanto rischi relativi all’esposizione ai prodotti della cittadinanza durante le fasi di trattamento”.
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