E’ un appuntamento che si rinnova oramai da tantissimi anni; ogni 1° maggio in occasione della Festa dei Lavoratori gli ex dipendenti dell’ATAC si ritrovano al loro Circolo sul Lungotevere Thaon di Revel per trascorrere insieme una giornata in allegria.
Ex-tramvieri (tramvieri o tranvieri?), conducenti, bigliettai, meccanici e impiegati si incontrano ogni anno insieme alle loro famiglie al Dopolavoro ATAC e dopo aver ascoltato la Messa pranzano sul grande prato che affaccia sulla riva sinistra del Tevere.
Tanti gli eventi in calendario; oltre alla messa e al pranzo conviviale anche una mostra di pittura, una mostra statica di modellismo, la premiazione del concorso di poesia dialettale e l’esibizione in acqua dei canoisti.
A Roma tutti conoscono l’ATAC, l’azienda di trasporto pubblico; meno conosciuta è l’attività del Dopolavoro che ha 25 sezioni sportive ed artistiche, si va dal tennis al ciclismo, dalla pittura e fotografia al teatro.
Il Dopolavoro, oltre ad una rivista mensile, “La Circolare”, possiede alcune strutture ricreative riservate ai soci e un impianto di pesca (i cosiddetti “bilancioni”) a Fiumicino.
Punto di forza del Circolo è ovviamente la Sezione Canoa il cui Presidente, Marcello Bacchi, è un istruttore federale.
Il Dopolavoro ATAC vanta una delle posizioni più belle di tutto il corso del Tevere all’interno della Capitale; le strutture del suo circolo sono a pochi passi da Ponte Milvio e prospicienti all’unico tratto di acque mosse.
Questo consente la pratica del kayak e permette di affrontare difficoltà di 1° o 2° grado in relazione alla portata del fiume.
Per chi desidera fare invece una tranquilla pagaiata si può, una volta portata la canoa a braccia oltre Ponte Milvio, risalire il fiume in direzione dell’Aniene.
Se la posizione del Circolo è splendida non altrettanto le condizioni delle sponde che in questo tratto si presentano come le più degradatemi assoluto; recentemente è stata sloggiata una comunità di senzatetto che viveva all’intero di un grande canneto.
Un provvedimento sicuramente temporaneo perché quando le canne saranno ricresciute questa gente sicuramente tornerà a farsi viva.
Oltre alle baracche, a rendere problematica la situazione sono anche le condizioni delle banchine; completamente ricoperte di sabbia, erbacce e rifiuti sono impraticabili per buona parte dell’anno.
Eppure questo è uno dei tratti del Lungotevere che meglio si presterebbe ad essere utilizzato come pista ciclabile o per lunghe passeggiate trovandosi tra l’altro a pochi passi da Ponte Milvio, l’Auditorium, il MAXXI e alcuni tra i più bei parchi di Roma: Monte Mario, ViIla Glori, Villa Balestra e Monte Antenne.
Più volte Comitati Cittadini e Associazioni hanno chiesto a Comune e Municipio di intervenire per rendere più fruibile la pista ciclabile e per creare degli approdi per i canoisti; si tratterebbe di interventi in linea con quello che è il progetto di Parco Fluviale di cui anche la Giunta Marino, prima delle elezioni, si è fatta portavoce.
Quanti “1° Maggio” dovranno essere festeggiati prima di vedere risanate le sponde del Tevere?
Francesco Gargaglia
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