
Il jazz come musica, ma anche come racconto, contaminazione e chiave di lettura della cultura contemporanea. È questo il filo conduttore dell’anteprima del Fiumicino Jazz Festival, in programma domenica 30 agosto al Museo del Sax di Fiumicino, che inaugura il percorso di avvicinamento alla nuova edizione della manifestazione, con la direzione artistica di Attilio Berni.
Una giornata pensata per mettere insieme musica dal vivo, divulgazione, cinema, letteratura e spettacolo, attraverso un programma che parte dalla storia del saxofono e arriva fino alle contaminazioni tra jazz e canzone d’autore.
La giornata si apre con “Conversaxioni”
Il programma prenderà il via alle 10 con “Conversaxioni”, le visite guidate musicali alla collezione permanente del Museo del Sax.
Un percorso diverso dalla tradizionale visita museale, durante il quale strumenti, racconti, curiosità, ascolti ed esecuzioni dal vivo accompagneranno il pubblico attraverso oltre un secolo di storia della musica. I saxofoni esposti diventeranno così il punto di partenza per conoscere personaggi, epoche e trasformazioni di uno degli strumenti più rappresentativi della musica jazz.
La giornata proseguirà poi con l’Anteprima del Fiumicino Jazz Festival, protagonista Piji – Pierluigi Siciliani, cantautore, scrittore e performer, che dialogherà con Claudio De Tommasi, autore e conduttore di Radio 1 Rai.
L’incontro sarà dedicato anche al tema della nuova edizione del festival, “1926 ECHOES”, e alle relazioni tra jazz, canzone italiana e cultura popolare.
Quando il jazz incontra la canzone
Al centro della conversazione ci sarà una domanda: che cosa accade quando il jazz incontra la forma canzone?
Piji e De Tommasi ripercorreranno la storia di un rapporto che ha attraversato generazioni e linguaggi, seguendo le tracce della contaminazione tra il jazz e la musica italiana.
Un tema al quale Piji ha dedicato anche il libro La canzone jazzata. L’Italia che canta sotto le stelle del jazz, nel quale il musicista e autore ricostruisce questo particolare filone attraverso il punto di vista del ricercatore e quello del protagonista della scena musicale.
La riflessione si sposterà quindi sul suo percorso artistico e sul nuovo album Sta registrando audio…, pubblicato da Azzurra Music e indicato nel programma come vincitore della Targa Tenco 2026 come Migliore Opera Prima.
Il disco raccoglie quindici tracce nelle quali convivono canzone d’autore, pop-jazz elettronico, swing, jazz manouche, tango e suggestioni cinematografiche. Un progetto che utilizza l’ironia e la musica per interrogarsi sulla contemporaneità, sul rapporto con la tecnologia e sulla necessità di preservare relazioni e dimensione umana.
Nel disco sono presenti anche tre ospiti: Simona Molinari, Stefano Di Battista e Sergio Cammariere.
Ma l’appuntamento non sarà una semplice conversazione. Piji passerà infatti dalle parole alla voce e alla chitarra, trasformando il dialogo in una vera performance dal vivo.
Dal teatro al cinema: Woody Allen e il jazz
A rendere ancora più articolata la serata saranno alcune incursioni artistiche.
Toni Fornari proporrà un omaggio musicale e comico ai cantautori italiani, giocando con repertori, stili e personaggi della tradizione della canzone.
Un altro momento sarà dedicato al rapporto tra Woody Allen e il jazz, elemento centrale dell’immaginario artistico e cinematografico del regista newyorkese. L’attrice Claudia Campagnola darà voce a una lettera attribuita a Woody Allen in occasione della scomparsa di Diane Keaton, in un passaggio che unirà teatro, cinema e memoria.
Non poteva naturalmente mancare il padrone di casa. Attilio Berni, direttore del Museo del Sax e direttore artistico del Fiumicino Jazz Festival, sarà protagonista di alcune incursioni musicali improvvisate insieme a Piji, nello spirito di una serata costruita sull’incontro e sull’imprevisto.
All’interno del museo saranno inoltre proiettati alcuni videoclip legati all’album Sta registrando audio…, tra cui Swing Politik, Misanthrophy Village, Come Woody Allen, Non ho capito cosa mi capita quando mi capita che… e Sara e le altre.
Un’anteprima che racconta lo spirito del Festival
Tra strumenti storici, musica, cinema, letteratura e performance, l’appuntamento del 30 agosto vuole essere quindi molto più di una semplice anteprima.
È una porta d’ingresso a “1926 ECHOES”, attraverso la quale raccontare il jazz come linguaggio capace di attraversare il Novecento e arrivare fino al presente, contaminandosi con la canzone italiana, il teatro, il cinema e i nuovi linguaggi della musica.
L’ingresso agli eventi è libero fino a esaurimento posti.
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