
Le continue e prolungate interruzioni dell’energia elettrica stanno esasperando i residenti di via Cortina d’Ampezzo e delle strade limitrofe.
Blackout frequenti, in alcuni casi durati dodici ore e anche più, che non rappresentano ormai soltanto un grave disagio, ma rischiano di trasformarsi in un problema di sicurezza pubblica.
A farsi portavoce delle proteste è il Consorzio Stradale Via Cortina d’Ampezzo e diramazioni che, in rappresentanza dei residenti e dei proprietari degli immobili della zona, ha inviato una formale diffida ad Areti, la società del gruppo Acea che gestisce la rete di distribuzione elettrica a Roma.
Persone bloccate negli ascensori
Nella lettera il Consorzio parla di «disservizi gravissimi», ricordando le conseguenze già registrate durante le interruzioni.
Tra queste figurano persone rimaste bloccate negli ascensori, con il conseguente intervento dei Vigili del Fuoco, il deterioramento degli alimenti conservati nelle abitazioni e nelle attività commerciali e lo spegnimento degli impianti semaforici.
Un problema, quest’ultimo, che avrebbe creato situazioni di serio pericolo per la circolazione stradale e per l’incolumità di automobilisti e pedoni.
I blackout avrebbero inoltre provocato l’interruzione di impianti e servizi essenziali, con conseguenze particolarmente pesanti per anziani, persone fragili e cittadini che hanno bisogno di apparecchiature alimentate elettricamente.
Una situazione definita dal Consorzio «ormai intollerabile e incompatibile con gli standard di continuità e affidabilità del servizio pubblico di distribuzione dell’energia elettrica».
Chieste spiegazioni e tempi certi
Con la diffida, il Consorzio invita Areti a comunicare con urgenza le cause delle ripetute interruzioni e a rendere noti gli interventi già effettuati.
Ma soprattutto chiede quale sia il piano definitivo previsto per la messa in sicurezza e il potenziamento della rete elettrica della zona e quali siano i tempi certi entro i quali i lavori verranno completati.
La società viene quindi formalmente invitata a eliminare «senza ulteriore ritardo» le cause dei continui disservizi e ad adottare tutte le misure necessarie per garantire la regolare erogazione dell’energia.
Il Consorzio: pronti a rivolgerci alle autorità
In mancanza di una risposta tempestiva ed efficace, il Consorzio annuncia di essere pronto a rivolgersi alle autorità amministrative e giudiziarie competenti per tutelare i diritti dei cittadini.
Nella lettera viene inoltre prospettata la possibilità di chiedere il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti dai residenti e dagli altri aventi diritto.
Quella inviata ad Areti costituisce dunque una vera e propria messa in mora. Un’iniziativa netta da parte di un Consorzio da sempre molto attivo nella tutela del territorio e dei propri consorziati, dopo settimane di disagi che hanno evidentemente superato il limite della sopportazione.
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