
Dal nostro lettore Michele riceviamo e pubblichiamo.
“Gentile Direttore, Le allego qualche foto del solito cinghiale che approfitta degli eventi all’Olimpico (nell’occasione il concerto di Achille Lauro) per scorrazzare nel Parco Volpi e mangiare avanzi e quant’altro riesca a recuperare approfittando di quanto lasciato dalle decine di migliaia di spettatori.
Naturalmente nell’indifferenza della municipale presente al momento e senza che nessun addetto venga incaricato di riportare un minimo di decoro nel parco (v. cestino ancora svuotato a terra oggi pomeriggio).
Naturalmente il nostro gentile visitatore ha già garantito la sua presenza al prossimo evento “Turismo delle Radici” (cibo preferito) previsto domenica sera nel piazzale della Farnesina alla presenza del Ministro degli Esteri e di quello del Turismo”.
Il cinghiale ha imparato il calendario
Al di là dell’ironia del nostro lettore, le immagini raccontano una scena che molti frequentatori della zona conoscono bene.
Prima i rifiuti lasciati a terra e un cestino ribaltato. Poi, puntuale come un ospite abituale, arriva il cinghiale che sembra sapere esattamente dove trovare qualcosa da mangiare.
Le fotografie sono state scattate durante il concerto di Achille Lauro allo Stadio Olimpico. Un caso, naturalmente. Ma viene quasi da pensare che il nostro visitatore abbia imparato a consultare il calendario degli eventi meglio di tanti romani.
Una precisazione doverosa
Una precisazione, però, è doverosa.
Se davvero nella zona erano presenti pattuglie della Polizia Locale, il loro compito era verosimilmente quello di gestire traffico, sicurezza e afflusso di migliaia di spettatori, non certo quello di inseguire cinghiali o raccogliere sacchetti con rifiuti. Durante manifestazioni di queste dimensioni le priorità non possono che essere altre.
Le fotografie pongono però una questione diversa: quella del decoro delle aree verdi che circondano l’Olimpico e la Farnesina nei giorni dei grandi eventi. Perché se i rifiuti restano accessibili per ore, o addirittura fino al giorno successivo, diventano inevitabilmente un richiamo per la fauna selvatica.
Ospite fisso
E così il protagonista delle foto sembra ormai un frequentatore abituale di Parco Volpi. Arriva per il concerto, evita le code, non paga il biglietto e trova persino qualcosa da mangiare. Un privilegio che molti spettatori, probabilmente, gli invidierebbero.
Scherzi a parte, il problema esiste e non riguarda tanto il cinghiale, che fa semplicemente il cinghiale, quanto il fatto che qualcuno continui a lasciargli la tavola apparecchiata.
Per questo la battuta finale del lettore fa sorridere, ma neppure troppo. Se il buffet rimane aperto, c’è da scommettere che il nostro ospite si presenterà puntualmente anche al prossimo appuntamento.
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Anche altrove è così. Perché? Perché la maggior parte dei romani (e i non romani, compresi i turisti), non sono capaci di gettare i rifiuti nei cassonetti. Tutto in terra in aiuole, sui marciapiedi e addirittura ai piedi dei cassonetti senza neanche avere la voglia di utilizzare il pedale per aprirli oppure gli appositi oblò. Per non parlare della differenziata: possibile che non si riesca a distinguere plastica, vetro, cartone, umido dal resto? Non è difficile. Il senso civico questo sconosciuto.
Ci sono passato ieri mattina, non alle 6 ma alle 11, il parco era come sempre malridotto, erba alta e secca, immondizia dappertutto e il cestino coi rifiuti divelto e distrutto. Con l’immondizia ben sparpagliata. Il coperchio del cestino era a 20mt dal cestino, anzi io vedendo prima il coperchio ho capito che il cestino non esisteva più, era stato distrutto dai cinghiali. Di notte ce ne sono parecchi, lasciano la vicina riserva intorno al cimitero militare e scendono a valle perché ormai il verde dell’area boschiva e i pini ammalorati non offrono più né riparo né verde, sono alti, secchi e morti. I cinghiali l Parco Volpi comunque sono una realtà consolidata da ormai credo tre anni, quando li segnalai (erano un bel branchetto ai confini col circolo anziani) per la prima volta. Ma non ho mai creduto nella capacità gestionale di queste criticità. Ed è un peccato.