Home CRONACA Al Pascal di Labaro una settimana di cogestione e responsabilità

Al Pascal di Labaro una settimana di cogestione e responsabilità

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foto di repertorio
Galvanica Bruni

“In questa scuola non si fuma, non si spaccia, non si fa bullismo. Ci si rispetta, si partecipa alle lezioni, si tengono puliti gli spazi comuni, si ha cura delle aule e dei laboratori. Perché questa scuola è la nostra seconda casa”.

Non è uno slogan appeso in corridoio, ma una dichiarazione d’intenti messa nero su bianco dagli studenti dell’IIS “Biagio Pascal” di Labaro, uno dei principali poli formativi del quadrante Nord di Roma, con oltre millecento studenti distribuiti su due plessi, quaranta classi, numerosi laboratori e indirizzi che spaziano dallo scientifico alle scienze sociali, dal tecnico informatico al chimico.

Quelle parole fanno parte del Patto formativo tra studenti e istituzione scolastica, recepito nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF 2025-2028), approvato dal Collegio docenti e dal Consiglio d’Istituto.

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Ed è proprio da qui che nasce la Settimana di cogestione, proposta dai rappresentanti d’Istituto Niccolò Vernarelli, Alessandro Frollani, Giuseppe Stasiano e Flaminia Papa, condivisa con i rappresentanti delle quaranta classi e approvata dal “parlamentino” scolastico in cui siedono docenti, personale ATA, genitori, studenti e dirigente.

Un modello virtuoso di “fare scuola”, costruito sul dialogo e sulla corresponsabilità educativa, sotto la supervisione del dirigente scolastico prof. Antonio Volpe, che a VignaClaraBlog.it spiega così lo spirito dell’iniziativa:«Come scuola dobbiamo scommettere su questi ragazzi, sul loro desiderio di sano protagonismo. Sono il nostro futuro e, senza sterili contrapposizioni, ma con una vera alleanza educativa tra studenti, famiglie, docenti e personale ATA, dobbiamo aiutarli a crescere e a diventare i cittadini di domani».

Dal 2 al 6 febbraio, accanto alle attività didattiche di recupero e potenziamento, il Pascal aprirà le porte a sport, cultura, incontri e momenti di condivisione, con il coordinamento dello staff di presidenza del plesso di Labaro.

Gli appuntamenti

Il 3 febbraio
dall’aula magna della sede centrale di via Brembio, andrà in onda una diretta RAI nell’ambito della rubrica medica “Progetto Salute”, condotta dalla giornalista Viviana Verbaro.

Gli studenti dialogheranno con la professoressa Giulia Veronesi, membro del Comitato antifumo della Fondazione Veronesi e docente di chirurgia toracica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele, con il professor Paolo Palange, ordinario di Malattie Respiratorie alla Sapienza Università di Roma e responsabile UOC Pneumologia del Policlinico Umberto I, e con lo psicologo e psicoterapeuta Lorenzo Trivellini, ricercatore ITCI – Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale di Roma.

Il 4 febbraio
sarà una giornata che difficilmente si dimentica: al Pascal arriverà Giordano Bruschi, per tutti “Giotto”, 101 anni, il più anziano partigiano vivente. Un testimone diretto della Resistenza che incontrerà gli studenti delle quinte per raccontare, con lucidità e passione, un pezzo fondamentale della nostra storia.

In dono ai ragazzi il suo calendario perpetuo, dove al posto dei santi compaiono, giorno dopo giorno, i nomi dei martiri della Resistenza: memoria viva, non retorica.

Il 5 febbraio
chiusura nel segno dello sport, con una vera e propria festa dedicata ai valori del gioco di squadra, dell’impegno e del rispetto. Incontro con dirigenti, psicologi dello sport e atleti della S.S. Lazio, nell’ambito del progetto “Studenti Atleti di Alto Livello” promosso dall’istituto.

La parola agli studenti

Ma il cuore della cogestione resta nelle parole degli studenti:«La nostra proposta nasce dal desiderio di costruire un’esperienza formativa seria e ben organizzata, capace di rafforzare il senso di appartenenza all’istituto e migliorare il clima tra alunni, docenti e personale scolastico. La cogestione non sospende la scuola: la amplia».

Laboratori tematici, tornei sportivi, attività culturali, musica in aula magna, incontri con ospiti esterni qualificati e un servizio d’ordine interno, formato da studenti selezionati per responsabilità e affidabilità, a garanzia di sicurezza, rispetto delle regole e cura degli spazi.

Un progetto che punta a far crescere i ragazzi non solo sul piano didattico, ma anche su quello umano e civile.

E allora sì, tutti noi scommettiamo su Niccolò, Alessandro, Giuseppe, Flaminia e sui tanti studenti del Pascal: perché il presente – e il futuro – di questa scuola passa da qui. E, un po’, anche quello della nostra comunità.

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