
Quattro alberi e quattro targhe per quattro ragazzi: Gaia, Camilla, Leonardo e Mattia. Quattro giovanissime vittime del traffico disordinato, del caos e dell’indisciplina sulle strade della capitale.
Nel pomeriggio di giovedì 29 gennaio Roma Nord si è stretta attorno alle famiglie dei giovani inghiottiti dall’asfalto. Una manifestazione dal forte impatto simbolico per il quartiere, che si è stretto attorno alle famiglie dei ragazzi.
C’è un nuovo giardino della memoria nel cuore di Vigna Clara; piazza Filippo Carli, ieri pomeriggio è stata palcoscenico di un rito civile necessario: la piantumazione di quattro alberi, accompagnati da altrettante targhe per ricordare Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli, travolte da un SUV qualche giorno prima del Natale del 2019; Leonardo Lamma, vittima del manto stradale sconnesso nella primavera del 2022; e Mattia Liguori, colpito in sella alla sua bici nell’ottobre del 2025.
Quattro ragazzi all’alba della vita stroncati sulla stessa strada, corso Francia.
«Gli alberi sono poesie che la terra scrive in cielo»: la frase del poeta Kahlil Gibran è stata scelta per la targa di Gaia. «Vivi e vivrai sempre nei nostri cuori», la dedica per Camilla. «Sei… ovunque noi siamo!», il messaggio di Paola e Stefano per Leonardo. «Guarda sempre in alto, solo così non perderai mai di vista il sole» è l’invito rivolto a Mattia.
Non solo una commemorazione, ma una richiesta forte di interventi diretti a migliorare la sicurezza stradale. Alla cerimonia era presente anche l’assessore capitolino alla Mobilità Eugenio Patanè, che ha promesso provvedimenti per ridurre la velocità su corso di Francia: semafori alternati, dossi e autovelox per liberare l’arteria di Roma Nord dall’ombra degli incidenti.
La scelta di piantare alberi ha in sé un messaggio potente: la vita che, nonostante tutto, si fa largo e cerca spazi. Le radici che affondano nel suolo di piazza Carli rappresentano la volontà delle famiglie di non consentire che queste storie sbiadiscano nel tempo.
«Questi alberi – è il messaggio che le famiglie hanno voluto affidare – cresceranno insieme al quartiere, ricordando a ogni passante che la sicurezza stradale è un dovere collettivo e che ogni vita spezzata è una ferita aperta nel cuore della capitale».
Un’assenza fisica diventa una presenza: piantare un albero significa che Gaia, Camilla, Leonardo e Mattia continuano a “respirare” con il quartiere e la città non deve dimenticare; soprattutto deve trarre una lezione per il futuro, in nome delle nuove generazioni.
Piazza Carli diventa un presidio di memoria e di consapevolezza, monito per chiunque, viandante a Roma Nord, rifletta sulle perdite subite per leggerezza, indifferenza, pressappochismo.
La strada non è uno spazio neutro, ma un bene comune, dove la libertà individuale finisce dove inizia il rischio per l’altro. Sicurezza infrastrutturale che spetta a chi amministra e responsabilità individuale che spetta a ciascuno di noi.
Quattro alberi e quattro targhe per dare cittadinanza al dolore delle famiglie, sottraendolo alla dimensione esclusivamente privata per portarlo in piazza, alla luce del sole e sotto gli occhi di tutti.
I morti sulla strada non sono numeri per compilare bilanci e statistiche, ma pilastri mancanti della società. Convivere con questa periferia dell’esistenza, il dolore di chi resta, e fornirle uno spazio pubblico di dignità è tra i doveri di una comunità cittadina. Quattro alberi che si candidano a essere sentinelle di una richiesta di sicurezza e di giustizia.
Rossana Livolsi
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