
Il Liceo Pascal di Labaro ha chiesto al Ministero dell’Istruzione di aderire alla sperimentazione del Liceo Matematico, un nuovo percorso didattico che rafforza lo studio della matematica senza ridurre la scuola a un esercizio puramente tecnico.
In tutta Italia hanno aderito 81 licei, ma solo 10 istituti potranno attivare concretamente la sperimentazione: il Pascal è tra questi.
Il progetto del Liceo Matematico nasce oltre dieci anni fa all’Università di Salerno e si è progressivamente diffuso su scala nazionale con il coinvolgimento delle università e il coordinamento dell’Unione Matematica Italiana.
L’obiettivo è offrire alle studentesse e agli studenti una formazione equilibrata e interdisciplinare, capace di sviluppare competenze logico-scientifiche ma anche linguistiche, artistiche e sociali. La matematica viene così messa in relazione con le altre discipline, comprese quelle umanistiche, superando l’idea di una materia isolata.
La sperimentazione prevede ore di lezione aggiuntive: due ore settimanali in più nel biennio e un’ora in più nelle classi terza, quarta e quinta. Le ore rientrano nell’insegnamento di Laboratorio Matematico, dedicato all’approfondimento della matematica, delle sue applicazioni e ai collegamenti tra le discipline.
Per il Pascal, il progetto è coordinato dalla professoressa Donatella Ricalzone.
Ne diamo notizia perché questa cosa conta per il territorio. Conta perché una scuola pubblica di riferimento di Roma Nord entra in una sperimentazione nazionale riservata a pochissimi istituti. Non è un’etichetta d’élite, ma un segnale concreto: il Pascal prova ad anticipare il futuro della scuola, puntando su metodo, dialogo con le università e qualità dell’insegnamento.
E quando una scuola del territorio alza l’asticella, l’effetto non riguarda solo chi la frequenta, ma l’intero contesto che le sta intorno.
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