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Quando lo stadio si svuota e Ponte Milvio si riempie

La protesta dei tifosi contro Lotito sposta il tifo fuori dallo stadio. Appuntamento venerdì pomeriggio a Ponte Milvio, con possibili ricadute su traffico e vivibilità del quartiere.

protesta tifosi Lazio a Ponte Milvio con folla e traffico serale
immagine di repertorio
ArsMedica

Sempre più acceso lo scontro tra la presidenza della Lazio e una parte della tifoseria, quella più dissidente e combattiva, che ha invitato i non abbonati a non acquistare i biglietti per Lazio-Genoa di venerdì 30 gennaio allo stadio Olimpico.

Dura la reazione del presidente della squadra, Claudio Lotito, che ha stigmatizzato l’invito bollando l’iniziativa come “un atto grave e inaccettabile”, un vero e proprio “tentativo di pressione organizzata e di condizionamento nei confronti della società”.

La risposta dei tifosi non si è fatta attendere: “noi, venerdì, allo stadio non entriamo”. Da qui è partito un tam tam sui social e sulle testate sportive che ha rapidamente preso una direzione precisa: “Vediamoci tutti a Ponte Milvio”.

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“Vediamoci tutti a Ponte Milvio”

Un invito reso ancora più esplicito dagli esponenti del “Tifo organizzato” che, ai microfoni di Radio Laziale, proprio oggi hanno dichiarato: “Noi allo stadio neanche ci avvicineremo, resteremo fermi lì a Ponte Milvio, Portate tutti quanti le bandiere, portate tutti quanti le sciarpe, portate tutto ciò che volete affinché si possa fare un ottimo tifo. noi saremo lì dalle 5 di pomeriggio fino a che la partita non finirà. Fate vedere quanti siamo e chi siamo”.

Insomma, mentre per Lazio-Genoa, ad oggi, risultano vendute solo poche centinaia di biglietti — con il rischio concreto di un Olimpico semideserto — quello che si prospetta a Ponte Milvio è un venerdì pomeriggio decisamente vivace, destinato a protrarsi fino a sera.

Se l’invito della tifoseria organizzata verrà accolto da una parte consistente dei supporter biancocelesti, Ponte Milvio potrebbe trovarsi ad affrontare un afflusso importante di auto, moto e centinaia di persone già dal metà pomeriggio e fino a tarda sera, con bandiere, cori, fumogeni e birra. Con buona pace dei residenti, ma probabilmente con il sorriso dei gestori dei tanti locali della zona.

L’invito “istituzionale”

In questo scenario si inserisce anche un ulteriore invito alla tifoseria a trascorrere il pomeriggio a Ponte Milvio, arrivato dall’assessore al commercio del Municipio XV Tommaso Martelli, che in un comunicato di questi giorni ha dichiarato che “il Municipio si prepara ad accogliere i sostenitori biancocelesti che da sempre vivono il quartiere e la storica piazza di Ponte Milvio come naturale punto di aggregazione e che hanno deciso liberamente di non entrare allo stadio”.

“A Ponte Milvio – sostiene Martelli lanciando una frecciata a Lotito – ogni cittadino è libero di spendere i propri soldi come meglio crede – che sia per un biglietto, per un panino o per un brindisi tra amici – senza che nessuno si permetta di imporre alcunché o di sindacare su fantasiose responsabilità personali di chi sceglie una birra o una pizza al posto di una curva o una tribuna.”

“Invitiamo i tifosi a vivere la giornata con la solita civiltà e passione, sicuri che il segnale di unità che daranno sarà anche nel rispetto per la nostra bella piazza e per il nostro territorio” conclude Martelli.

Resta però un dato concreto

Ricordando, per dovere di cronaca, quel che gli ultras laziali fecero “con la solita civiltà” alla nostra “bella piazza” ad aprile 2025 quando misero a ferro e fuoco il quartiere in occasione del derby (leggi qui), resta però un dato concreto: la protesta tifosi Lazio a Ponte Milvio, nata sui social e rilanciata dalle radio e dalle testate sportive, potrebbe trasformare il prossimo venerdì pomeriggio in un nuovo banco di prova per la tenuta urbana del quartiere.

Ponte Milvio non è una piazza astratta, ma un nodo urbano fragile, già normalmente messo sotto pressione nelle ore di punta tra traffico, sosta selvaggia e flussi serali. Un afflusso improvviso e concentrato di centinaia e centinaia di persone rischia di tradursi in rallentamenti, parcheggi impossibili e disagi inevitabili per i residenti, per i servizi, per il trasporto pubblico.

La protesta è legittima. Meno lo è trasformare, ancora una volta, un pezzo di città in un campo di prova permanente per tensioni che nascono altrove. Perché se è vero che il tifo è passione, è altrettanto vero che il territorio non può diventare ogni volta il contenitore neutro di qualunque sfogo collettivo.

La speranza è che venerdì prevalga il buon senso, non solo negli slogan ma nei comportamenti concreti. Altrimenti, più che una protesta contro una presidenza, resterà l’ennesimo conto presentato a un quartiere che non ha mai chiesto di fare da stadio alternativo.

Claudio Cafasso

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18 COMMENTI

  1. Caro Direttore, caro Claudio,
    parole sacrosante quelle che hai scritto a commento di un ennesimo patimento che il bistrattato Piazzale Ponte Milvio deve, come sempre, subire, abbandonato a se stesso e agli usi impropri che chiunque può farne: malamovida, spaccio a gogò, tifoseria laziale abbastanza “euforica” ad usare un eufemismo.
    Non torno sulle considerazioni che hai così perfettamente sintetizzato.
    Si tratta, come tutti i lettori assidui di VCB sanno, delle stesse che, reiteratamente, il Comitato Abitare Ponte Milvio ha scritto – e continua a scrivere – dal 2012 (solamente quattordici anni…..).
    Inoltre, chiedendo, suggerendo, proponendo interventi, soluzioni, dibattiti, partecipazione.
    Il Comitato, ovvero vox clamantis in deserto.
    Piuttosto, proprio a proposito delle richieste continuamente e inutilmente inviate a Via Flaminia 872 (per chi ancora non lo sapesse è la sede – mi sembra di ricordare temporanea e in affitto – del Municipio XV), vorrei soffermarmi sulla seconda parte del tuo articolo.
    Quella del paragrafo L’invito “istituzionale”.
    Sono rimasto letteralmente sbigottito!
    Non solo in quattordici anni le Amministrazioni Municipali non sono state in grado di assumere il più modesto dei provvedimenti per salvaguardare la qualità di vita dei residenti della zona, veri e propri prigionieri nelle giornate di partite all’Olimpico, quando – come ripetutamente denunciato – l’area di Ponte Milvio viene confinata fuori dalle leggi dello Stato, sospesa in uno spaventoso limbo dove, se ti va bene, non puoi né uscire dalla tua abitazione né tornarvi nel caso incautamente eri rimasto fuori. Altrimenti, a scelta, plotoni di Polizia in assetto antiguerriglia, lancio di fumogeni da una parte, di bottiglie, petardi e generi vari dall’altra, scontri e feriti, qualche volta ci scappa anche il morto.
    Ma adesso abbiamo persino l’Assessore al Commercio del Municipio XV, Tommaso Martelli, che invita la tifoseria a trascorrere il pomeriggio a Ponte Milvio.
    Aggiungendo che “il Municipio si prepara ad accogliere i sostenitori biancocelesti che da sempre vivono il quartiere e la storica piazza di Ponte Milvio come naturale punto di aggregazione e che hanno deciso liberamente di non entrare allo stadio”.
    Una domandina facile facile: ma allora lo sai/sapete bene che le orde dei “sostenitori biancocelesti” sistematicamente hanno fatto PROPRIA impunemente una piazza storica e tutelata, riducendola ogni volta in uno stato di degrado del quale l’Amministrazione si dovrebbe vergognare?
    Il Presidente Torquati è a conoscenza di tale invito? Si associa anche lui? O, al contrario, provvede con una tiratina di orecchie al suo Assessore.
    Probabilmente quest’ultimo, evidentemente animato dalla stessa fede calcistica (che dovrebbe, però, andare ad esternare altrove, con quante bandiere biancocelesti vuole, ma senza la fascia di Assessore), ha pensato fosse questa l’occasione imperdibile per dimostrare le sue capacità amministrative, assolvendo pienamente al suo compito istituzionale: io li invito in massa, questi notoriamente bevono come dannati, comprano centinaia e centinaia di bottiglie di birra e altro, insomma “consumano”, buoni affari per il commercio di Ponte Milvio.
    Elementare Watson.
    Dunque, un Assessore del Municipio XV offre una Piazza del territorio amministrato (forse non ha ancora capito la differenza tra “amministrare” e “possedere”) a gruppi di tifosi affinchè possano scalmanarsi quanto credono per le loro questioni con un certo Lotito del quale alla maggioranza dei residenti – come si dice a Roma – “nun jene po’ fregà de meno”
    Questi sono gli Amministratori che evidentemente ci meritiamo.
    Che altro dire, oltre che manifestare sconcerto e indignazione?
    Aspettiamo le prossime stellari imprese di cotanto Amministratore.
    Paolo Salonia
    Portavoce Abitare Ponte Milvio

    • Caro signor Salonia, le sue parole non mi sorprendono oltre modo perchè sono anch’esse l’altro lato di quello che va predicando, ovvero un punto di vista di parte del suo comitato. Comitato che mi chiedo cosa abbia fatto per il territorio in questi ultimi 4 anni. Ricordo di esserci incontrati un paio di volte insieme al suo collega Carmine Perrone ma non ho mai ricevuto una proposte o che fosse anche solo una lamentela. Le schiarisco invece la memoria su cosa è stato fatto in questi 4 anni per quello che implicano le mie deleghe: abbiamo fatto ripartire il mercato di Ponte Milvio morto, con le serrande abbassate riaffidando 18 banchi, abbiamo vinto un bando per i lavori di riqualificazione del mercato per 100mila euro a fondo perduto, abbiamo sempre lottato contro l’alcol ai minori segnalando e facendo chiudere molti locali che non rispettavano tale normativa, abbiamo portato una festa in piazza con migliaia di persone da tutta Roma e vada a chiedere ai commercianti se sono stati felici di ospitarla. Abbiamo avviato i lavori di riqualificazione degli argini del Tevere dopo innumerevoli mie note sull’abbandono delle sponde. Abbiamo organizzato tanti eventi sportivi in piazza, dal ping pong, agli scacchi, al ballo e tanto altro ancora. Abbiamo riaperto Torretta Valadier per ospitare mostre pubbliche o di cittadini che richiedevano quello spazio. A proposito, ricordo anche quando è venuto in Municipio circa un anno fa a proporre una mostra fotografica chiedendo il nostro supporto organizzativo ed economico a cui saremmo stati ben lieti di dare: stiamo ancora aspettando il progetto, forse perchè si è reso conto che fare sterili polemiche da un computer è molto più facile che organizzare qualcosa di concreto per il territorio.
      Tanti cari saluti

      Tommaso Martelli

    • Per quanto riguarda la questione stadio insieme al presidente Torquati siamo stati i primi a condannare le forme di violenza scaturite al derby. La manifestazione di venerdì non è stata richiesta dal sottoscritto che si è limitato a mandare un messaggio prima di tutto di rispetto del territorio e ovviamente di accoglienza. Conosciamo le problematiche che si porta dietro l’organizzazione di grandi eventi allo stadio e per questo abbiamo votato al consiglio del Municipio una proposta di risoluzione per la mobilità durante i grandi eventi così come abbiamo chiesto sempre al presidente Torquati l’istituzione di un tavolo congiunto con Sport e Salute e il Campidoglio per la gestione dei grandi eventi al Foro Italico, proposta su cui siamo ancora in attesa di risposta. Le dico un segreto: anche senza l’invito dell’assessore Martelli la manifestazione di venerdì si sarebbe svolta lo stesso. Ma anche in questo caso abbiamo scritto agli organi preposti di voler rafforzare le misure di sicurezza e decoro. Cordialmente

  2. Finalmente qualcuno scopre che questi sono gli amministratori che evidentemente ci meritiamo….anche se forse sarebbe meglio dire che questo è il paese che evidentemente ci meritiamo. Una amministrazione mette in piazza “una piazza” come fosse una proprietà del municipio dimentico che quella piazza appartiene invece alla comunità che ha le scatole piene di sporcizia, disordine, violenza, danneggiamenti, caos, droga, criminalità e lo fa in nome al solito del “consenso”, questa volta quello dei commercianti e di pochi altri.
    Amministrare vuol dire fare gli interessi della comunità attraverso l’applicazione severa e precisa di regole, un principio che sfugge alla politica che amministra questo paese. E’ proprio vero: ognuno ha quello che si merita….

  3. In realtà si potrebbe anche leggere la posizione dell’Assessore del Municipio XV sotto altro punto di vista. Infatti, nella sua veste di assessore al commercio, invita ognuno a consumare liberamente un panino o un brindisi tra amici. In altre parole incentiva il commercio dei locali antistanti il piazzale di Ponte Milvio e, quindi, adempie al suo incarico istituzionale accontentando commercianti e tifosi al tempo stesso .
    Casualmente, mi veniva in mente che il prossimo anno si voterà per il rinnovo del Comune e del Municipio e allora ripensavo ad una massima di quell’ esponente politico della “famigerata I repubblica” che sosteneva come “a pensar male si fa peccato, ma a volte ci si azzecca” .

  4. L’ipotesi di un altro punto di vista per leggere la posizione dell’Assessore era contemplata (con ironico sgomento) nel mio commento.
    Ritengo sia irricevibile, parlando seriamente e fuori dalle ipotesi più o meno ironiche. Anche perchè credo ci sia veramente molto poca da ridere.
    Quanto alle prossime elezioni amministrative….beh…ci penseremo tra un anno, cercando di “pensar bene”, azzeccandoci senza fare peccato (soprattutto evitando di fare male a noi poveri cittadini).
    Il panorama sconfortante non aiuta…..sempre facendo ricorso ad un lessico da Prima Repubblica, c’è una folla di “nani e ballerine”…..
    Paolo Salonia
    Portavoce del Comitato Abitare Ponte Milvio

  5. Gentilissimo Assessore, prima di tutto la ringrazio per avere perso parte del suo tempo prezioso per rispondere ai commenti di un cittadino, cosa assai rara da parte degli abitanti di via Flaminia 872.
    Compiuto questo atto doveroso, entro nel merito delle sue risposte nella quali, non se ne abbia, devo purtroppo riscontrare ancora una certa confusione nelle perimetrazioni dei ruoli.
    Questa della definizione e distinzione dei ruoli essendo una mia fissa.
    Rinfreschiamoci la mente: lei è assessore e, quindi, ha assunto sulle sue spalle – per libera scelta essendosi proposto agli elettori – la responsabilità di amministrare alcuni aspetti del territorio (nello specifico, il commercio) e tale compito le da il diritto/dovere di analizzare le problematiche, delineare le soluzioni, confrontarsi con i famosi stakeholder, assumere decisioni armonizzandole con quelle dei suoi colleghi assessori e il Presidente, “metter a terra” tali decisioni ultime con azioni concrete.
    Quindi, possiamo dire che l’elenco che propone di quanto realizzato nei quattro anni rappresenta niente altro che un rapporto dei compiti d’ufficio assolti. In verità non starebbe a lei formulare la pagella dei voti sui singoli interventi.
    Inoltre qui stiamo parlando d’altro e non entro nel merito delle singole azioni delle quali si vanta (mi permetta il verbo). E forse avrei anche qualcosa da dire in proposito, ad esempio sugli argini del Tevere, sul contrasto all’alcol. Tralasciamo la Torretta Valadier recentemente così abbellita con le porticine azzure da cabina di stabilimento balneare
    Torno sui ruoli per chiarire che, a differenza dal suo, il mio, molto più modesto ed invisibile, è semplicemente quello di un cittadino (nello specifico anche come portavoce di un Comitato di Quartiere, ma non fa molta differenza se si parla singolarmente o “a nome di”, sempre voce di cittadini da ascoltare) che, per senso civico indistruttibile, ritiene di svolgere costantemente il ruolo di “controllore” dell’operato di chi amministra il bene comune. E ha il diritto/dovere di esplicitare e disseminare pubblicamente le sue critiche, utilizzando tutti gli strumenti possibili, a cominciare da quelli mass-mediatici tipo VCB. Così accettando le controdeduzioni più che legittime da chiunque, ben vengano quelle come la sua. Ancora di più, sollecitando incontri/confronti con onestà intellettuale e approccio proattivo, come sempre avvenuto in questi quattordici anni.
    In buona sostanza, per non farla troppo lunga, lei ha il dovere e il potere di agire incidendo sull’assetto del “sistema territorio” governato, io questi dovere e potere non li ho.
    Tanto è vero che se volessi concretamente agire con interventi di qualsiasi natura dovrei venire a confrontarmi con lei, o con uno dei suoi colleghi a secondo del tema trattato, e giustamente chiedere vengano rilasciati i regolari permessi. Come nel caso da lei richiamato della mostra fotografica, il progetto della quale si è purtroppo arenato per diversi problemi indipendenti dalla volontà mia e del Signor Bruno Rosi, fondatore del Comitato Abitare Ponte Milvio.
    Dunque, lei agisce perchè questo è il suo compito e guai non lo facesse, io principalmente controllo e, per agire, al massimo posso proporre e, se autorizzato, realizzare una parte dei progetti condivisi.
    Quindi, non esattamente “fare sterili polemiche da un computer è molto più facile che organizzare qualcosa di concreto per il territorio”, frase che rimando volentieri al mittente.
    Tra l’altro, vorrei osservare che le “sterili polemiche”, negli anni, hanno spinto le diverse Amministrazioni Municipali ad assumere decisioni che altrimenti avrebbero faticato a vedere la luce.
    In sintesi, mi permetto di notare che, sommando la questione dell’invito ai tifosi nella piazza pubblica (ripeto non una sua proprietà) e la sovrapposizione tra il suo ruolo e quello di un semplice cittadino che si evince dal suo commento, probabilmente vi è necessità di un ripasso del “Manuale dell’Assessore”.
    Per quanto riguarda la questione “Stadio Olimpico” (la potremo trattare molto volentieri in altro modo e in altro contesto), pur ringraziandola degli aggiornamenti, le confesso che mi sarebbe stata molto più a cuore la realizzazione di un tavolo congiunto Amministrazione/cittadini sullo spinoso pluridecennale problema come per molti anni abbiamo chiesto senza mai ricevere risposta.
    Ci faccia un pensierino, così poi potremo dire di avere fatto qualcosa di buono insieme.
    In ultimo, è chiaro che i tifosi impunemente sarebbero venuti a Piazzale Ponte Milvio nella certezza di poterlo fare come è sempre stato, senza contrasti di alcun tipo.
    Per cui questo “invito al té delle cinque”, torno a dire, sarebbe stato molto meglio non lo inoltrasse.
    Questione di aplomb istituzionale.
    La ringrazio per la sua cortese attenzione alle mie povere “sterili polemiche” a la saluto molto cordialmente, augurandole buon lavoro e… buon divertimento per venerdì pomeriggio (noi cittadini, temo, ci divertiremo sicuramente di meno).
    Paolo Salonia
    Portavoce Comitato Abitare Ponte Milvio

  6. Sono tornata ad abitare a Ponte Milvio dopo diversi anni di movida scellerata, sembrava che la situazione fosse cambiata e dunque ho accettato la sfida.
    Non voglio ancora arrendermi e dire di essermene pentita ma la sporcizia, il degrado, la maleducazione, la trasformazione di alcuni negozi storici in locali di bassissimo profilo, la follia dei parcheggi, lo spostamento di uffici strategici per la cittadinanza (anagrafe/ASL), la ripopolazione del mercato coperto più lento delle ere geologiche, i supermercatini meno forniti e più cari di Roma, la presenza di auto davanti (e dentro!!!!) i cortili privati, parcheggiate senza farsi alcun problema che qualcuno resti bloccato, la presenza di vigili che guardano, deviano a volte il traffico ma non fanno una multa a pagarli oro, la mancanza di spazi riservati ai residenti, le montagne di spazzatura dentro, intorno a e a volte a 5-6 metri dai cassonetti, i ragazzi che vengono a fare pipì sui muri dei nostri palazzetti (Via Prati della Farnesina, Via Imperiali di Francavilla, sotto la tangenziale, etc. etc.) che si uniscono alle cacche dei cani, le selve e giungle dietro alcuni palazzi, sempre alle spalle di Via Prati della Farnesina, dove d’estate si annidano milioni di zanzare senza alcuna disinfestazione, l’impossibilità di passare in Via Flaminia, girando dalla piazza, senza fare slalom rischiosi tra auto parcheggiate in diagonale e doppie e triple file davanti ai bidoni …….. beh, tutto questo sta mettendo a dura prova l’amore che ho per il borgo in cui sono cresciuta. Mi sembra di vivere in una enclave di inciviltà e maleducazione, non dei residenti, ma delle centinaia e centinaia di persone che ogni giorno si riversano e deturpano questo (una volta) magnifico borghetto dalle radici antiche. Senza che vi sia una benché minima presenza deterrente che davvero sanzioni chi si comporta contro il decoro, infrangendo regolarmente e impunemente la legge, il codice della strada e il comune dimenticato senso di civiltà.
    Credo che dovremmo organizzarla noi una grande rumorosa pacifica protesta contro la mancanza di tutele, noi residenti e domiciliati, gestori e proprietari esercenti stufi di vedere e subire tutto questo. Compresi i poveri invalidi che non sanno dove passare a causa di parcheggi a loro dedicati occupati regolarmente da non aventi diritto e di auto parcheggiate sulle strisce.
    Io la butto lì, spero che in molti raccolgano l’idea e mi aiutino a fare una bella giornata di protesta all’aperto, magari con iniziative di vario genere, anche artistiche, di tutti gli abitanti di Ponte Milvio.

  7. Io vicino a Ponte Milvio ci abito e non ne posso più. A parte i botti (ho un cane ed è terrorizzato ad ogni partita), le strade intorno alla piazza dopo ogni partita diventano dei vespasiani a cielo aperto e puzzano di urina da morire e, se non piove, la cosa va avanti per giorni perché nessuno pulisce da mesi…

  8. prescindendo dal merito della questione oggetto dell’articolo VCB, non nascondo di essere molto sorpreso della risposta, a mezzo stampa, fornita dall’Assessore Municipale al Commercio ad un cittadino che rappresenta anche un Comitato locale. Sorpreso perchè il suo sacrosanto diritto a replicare, sarebbe stato degno di un rappresentante delle istituzioni locali qualora si fosse limitato alla parte in cui rivendica legittimamente l’operato suo e della giunta municipale per Ponte Milvio. Purtroppo il suo suo intervento è di tutt’altro tenore, arrivando a citare precedenti incontri e nomi di terze persone non coinvolte in questo articolo di VCB, richieste al municipio di un “supporto economico” per eventi ( che il Muncipio “…sarebbe stato ben lieto di dare”). Ancor meno elegante ed opportuno è stato, a mio modesto avviso, aver espresso opinioni sull’inoperosità del comitato di Ponte Milvio ( prescindendo dal fatto che possa aver ragione o meno). Mi creda, è una questione di stile e spero che il presidente Torquati, meno sprovveduto di Lei nella comunicazione, le faccia notare l’inopportunità del contenuto del suo intervento… ma forse ha già provveduto.

  9. Essendo stato chiamato in causa per il fallimento di una piccola iniziativa culturale fotografica fatemi dire la mia sia sull’equivoco nato, che sulle ragioni per cui non si riesce a sfruttare, in queste occasioni, le potenzialità sinergiche fra Comitati di Quartiere e Municipio per onorare il senso ultimo del rispettivo impegno e migliorare la qualità della vita dei residenti, come dei ristoratori e dei frequentatori.
    Io sono, peraltro, un amico fraterno di Paolo Salonia e un buon amico, anche politico, di Tommaso Martelli e ritenendo di avere disposizione alla conciliazione delle posizioni. Trovo quindi un doppio dispiacere quando apprendo che due persone come loro si trovino a veder vanificato, o quantomeno incompreso, il proprio impegno di analisi, di valutazioni sociali e di scelte amministrative. O ancor peggio misurati su sterili battute.
    A innescare la preoccupazione per quella che appariva una sorta di invito ai contestatori lotitiani a sfruttare le potenzialità di accoglienza che Ponte Milvio con i suoi locali offre, era stato, il sempre attento e ringraziato Claudio Cafasso, che nel suo editoriale ricordava i precedenti e metteva in guardia.
    Ed è quindi del tutto logico e conseguente che dei cittadini residenti dicano la loro su questa tipologia di degrado urbano che s’aggiunge all’impatto devastante della movida sui residenti in termini di viabilità, quiete notturna, pulizia stradale, emissioni e scarichi, cura delle fasce giovanili ecc… a cui di fatto non mi risulta si provveda con qualsivoglia intervento di contenimento sin dai tempi del Presidente Giacomini ed io ero il Portavoce del Comitato.
    Non è vero, caro Tommaso, che il Comitato Abitare Ponte Milvio non abbia fatto nulla.
    A ciascuno il suo lavoro.
    Un Comitato di cittadini possiede un patrimonio di conoscenze e una capacità analitica di richieste di almeno 15 anni sulla zona. Inoltre alcuni degli iscritti possiedono delle conoscenze scientifiche e professionali che possono ben essere messe a disposizione dei lavori delle Commissioni o per l’articolazione delle norme amministrative. Ad esempio l’architetto Paolo Salonia ha riconosciute presenze in Istituzioni cittadine, e mi domando perché non è stato mai coinvolto in Commissioni e in concreti progetti del Municipio. Perché non si crea un Panel di cittadini bendisposti.
    Mentre, a mio avviso il compito, del Consiglio, della Giunta, degli Assessori, del Presidente compete la parte politica di selezione dei progetti e soprattutto riuscire a dotarsi di una macchina operativa amministrativa efficace ed efficiente (se lo è miglioriamola).
    Non ci può e deve essere conflitto fra Comitati (bendisposti) e Assessori (bendisposti).
    E qui chiudo, ricordando l’episodio della Mostra Fotografica di 4/5 anni fa.
    Si trattava di: 1) scrivere in maniera comprensibile l’idea e il progetto con l’assessore alla Cultura, 2) selezionare una serie di Foto Storiche su Ponte Milvio con didascalie, del tipo di quelle ora esposte al Chioschetto 3) ottenerne degli ingrandimenti tipo A5 su cartoncini che potevano consentire di ovviare a cornici, 4) ottenere un mini budget dal bilancio di qualche assessorato, 5) affidare con gara o direttamente a una tipografia il lavoro, e decidere l’assessorato e la persona fisica che avrebbe curato il buon esito del progettino 6) la Mostra si sarebbe realizzata sul muro perimetrale adiacente alla torretta il sabato e la domenica del periodo primaverile , 7) ottenere o concedere i permessi 8) l’attuale gestore del Chioschetto si rendeva disponibile a ritirare le sera e rimetterle la mattina nonché a conservarle nella notte. Prevedere forme di ringraziamento. 9) al termine della mostra le migliori foto, se non troppo consunte, sarebbero state esposte nello Spazio municipale del Mercato di via Riano .
    Il Comitato Abitare Ponte Milvio se richiesto non poteva che occuparsi dei primi due punti, il resto, e non era molto, andava affidato alla operatività della macchina amministrativa municipale.
    Speriamo che i laziali stasera ci sorprendano favorevolmente
    Bruno Rosi

  10. vivo a ponte milvio da sempre e ne conosco le dinamiche e vorrei segnalare all’assessore che tutti gli amici di diabolik hanno ridotto la piazza non a un campo non di calcio ma di battaglia che poi porti economia alle attività’ commerciali e’ un’ altra bufala -a parte quelle poche attività che finanziano le tifoseria la maggior parte delle attività rimangono vuote perché i clienti buoni come le famiglie e i turisti scappano da ponte milvio all’arrivo dei barbari –
    caro assessore aveva occasione con una piazza storica di fare facili iniziative di valorizzazione nell’interesse comune invece ha seminato vento e fra un po’ quando si vota raccoglierà tempesta –

  11. Se posso dire la mia: vivo al Fleming da undici anni e transito spesso a piedi dal piazzale e dal ponte. Da “oriundo” (come direbbe Totò) trovo molto esatte le affermazioni contenute nei commenti che mi hanno preceduto (a parte, naturalmente, quelle dell’assessore Martelli): confusione, malamovida, sporcizia, incuria, inciviltà nei parcheggi sono solo le prime cose che mi vengono in mente per definire questa e altre zone di Roma. Ma la cosa che più esacerba e che davvero prima o poi dovrà venir fuori è proprio la sospensione di ogni diritto, del codice della strada e, direi, della civiltà e della buona educazione che si attua in occasione di OGNI evento allo Stadio Olimpico. Considerando che lavoro in Prati-Delle Vittorie e che abito al Fleming si può considerare come lo stadio si trovi a metà strada del mio percorso quotidiano, sia esso in auto o a piedi. Ebbene, non ho mai nutrito interesse per il calcio ma da molti anni oramai ho dovuto far pratica con il calendario del campionato, della Coppa X, della Coppa Y, della Coppa delle Coppe X e Y, ecc. ecc. Tutti “eventi” (in molti periodi dell’anno ce ne sono anche tre nella stessa settimana) che si traducono in divieto di parcheggio su entrambi i lati del Lungotevere della Vittoria (quando va bene, altrimenti anche Lungotevere Oberdan, i vigili neppure tolgono più i nastri di divieto tanto si ricomincerà di lì a due/tre giorni, i nastri rimangono fissi), assetto di guerra, pullman di tifosi parcheggiati al posto dei cittadini che lì abitano, elicotteri a volteggiare per ore sulle nostre teste, spesso divieto di transito nei pressi dello stadio per afflusso e deflusso dei tifosi e, soprattutto, auto parcheggiate OVUNQUE. Mi chiedo davvero come i cittadini di via della Farnesina, via Prati della Farnesina e dintorni possano semplicemente tollerare di essere segregati in casa durante una partita di calcio. Il corollario poi è dato dall’assembramento dei tifosi, prima e dopo la partita, a Ponte Milvio e nei locali sul piazzale. Locali (e luoghi) che in quei giorni, sempre più frequenti, sono evitati persino da chi vi abita proprio perché ormai tutti hanno paura dell’atmosfera di tensione che si viene a creare prima o dopo un “evento” di quelle dimensioni. In ogni caso ripeto: se in condizioni normali lascio per dieci minuti la mia auto sulle strisce blu senza tagliando (mentre mi reco a cercare il parcometro) trovo quasi sempre la multa mentre se decine e centinaia di auto di tifosi vengono parcheggiate davanti a passi carrabili o…sugli alberi (ci siamo quasi…) non accade nulla. E’ ciò che diceva Mauro sopra: durante una partita di calcio siamo nel limbo, tutto è permesso e i cittadini che vivono quella piazza, quel quartiere, rimangono chiusi in casa per paura.
    Premetto che ho sempre votato per tutte le amministrazioni di centrosinistra, compresa l’attuale, ma mi sento di dire che l’invito dell’assessore Martelli è stato, oltreché inopportuno, assai lontano dal “sentire” dei cittadini di Ponte Milvio

    • E come finiscono campionato e coppe iniziano i concerti!
      Se pensavate che via della Farnesina, via degli Orti della Farnesina, via Cassia, Via Nemea, Via del Nuoto, via Zandonai venissero prese d’assalto solo in occasione delle partite non avete sperimentato il concerto di Vasco Rossi!

      In tutto ciò il tram che sarebbe dovuta essere LA valvola di sfogo in grado di diminuire il traffico privato continua a impiegare il doppio del tempo che impiegava nel 1995 per fare la stessa tratta, anzi una tratta minore visto che non deve più girare intorno ai palazzi nei pressi di Piazzale Flaminio (andavo alla Sapienza, lo prendevo tutti i giorni, mattina e sera; la tratta più veloce era bus – tram 225 – 490/495, poco meno di 1 ora compreso il tratto a piedi da Via Morgagni. L’ultima volta ci ho messo più di 50 minuti solo per arrivare a Piazzale Flaminio).
      Sommato alla requisizione da parte del Ministero degli Esteri di tutti i parcheggi nei dintorni (un tempo limitato al solo piazzale di fronte), le chiusure di qualsiasi parcheggio ovunque nei dintorni (dintorni piscine, dintorni palazzo CONI, chiusura viale del Ministero degli Affari Esteri con i dissuasori mobili, …) ecco l’esplosione inarrestabile nelle vie limitrofe, fino a oltre lo Stadio Flaminio da un lato, il viadotto di Corso Francia dall’altro, tutta la zona a nord-est (Farnesina/Orti/Colli/Monti/Nemea/Nuoto/Zandonai), tutta l’area a sud (viale Angelico, circonvallazione Clodia, …) per non parlare della tripla fila sul Lungotevere fino al viadotto di viale del Foro Italico (o Tangenziale o Olimpica che dir si voglia).

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