
Attimi di paura nella sera di sabato 27 dicembre nel reparto di gastroenterologia dell’ospedale Sant’Andrea, dove un paziente di 43 anni ha improvvisamente aggredito l’anziano ricoverato nel letto accanto al suo.
L’allarme è scattato intorno alle 20.30, quando l’uomo – di origini indiane, ricoverato dal 26 dicembre – ha chiuso la porta della stanza e si è scagliato contro un romano di 84 anni, strattonandolo, colpendolo al volto e tentando infine di strangolarlo con le mani.
A intervenire per primi sono stati gli infermieri del reparto, richiamati dalle urla e dai rumori provenienti dalla stanza.
Una volta forzata la porta, si sono trovati davanti una scena drammatica. Nel tentativo di fermare l’aggressione è intervenuto anche il figlio dell’anziano, presente in ospedale per far visita al padre. La situazione è però rimasta fuori controllo fino all’arrivo delle forze dell’ordine.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Stazione Roma Tomba di Nerone, che hanno avuto non poche difficoltà a riportare la calma. Alla vista dei militari, infatti, l’uomo ha reagito con ulteriore violenza, colpendoli con calci e pugni nel tentativo di sottrarsi all’arresto.
Dopo diversi minuti è stato immobilizzato e ammanettato, quindi trasferito nel carcere di Regina Coeli. I carabinieri rimasti feriti sono stati invece medicati al pronto soccorso dello stesso Sant’Andrea: per loro solo lievi contusioni.
Il 43enne dovrà ora rispondere delle accuse di tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale.
Intanto proseguono gli accertamenti per chiarire le cause della violenta esplosione. Secondo quanto ricostruito finora attraverso le testimonianze di medici e infermieri, l’uomo nelle ore precedenti aveva più volte chiesto di essere dimesso. Ricoverato il giorno prima a seguito di un malore, non era però ancora in condizioni cliniche tali da consentire le dimissioni. Un diniego che, secondo l’ipotesi investigativa, potrebbe aver innescato il raptus.
L’anziano aggredito, già in condizioni delicate, è stato subito soccorso dal personale sanitario. Non avrebbe riportato conseguenze gravi, anche grazie alla rapidità dell’intervento.
«Appena abbiamo sentito dei rumori sospetti ci siamo precipitati – hanno raccontato gli infermieri ai carabinieri –. La porta era chiusa e abbiamo capito subito che qualcosa non andava. Quando siamo riusciti ad entrare, quell’uomo stava tentando di soffocare l’anziano. È stato terribile».
Gli investigatori hanno ascoltato anche il figlio della vittima, che ha escluso qualsiasi contatto o tensione precedente tra i due pazienti.
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