
Non una lamentela generica, ma una segnalazione puntuale e documentata. Arriva dalla nostra rubrica “Lettere al direttore” e riguarda la linea bus 226, che collega piazza Mancini con Grottarossa/Istituto Asisium, attraversando Ponte Milvio, Vigna Stelluti e via Cassia.
A scriverci è Gabriele A., lettore di VignaClaraBlog.it, che segnala come la linea – gestita da Bus International Service (BIS) per conto di Atac – continui a operare con un orario ridotto introdotto nel periodo estivo 2023 e mai più ripristinato nella sua versione invernale. Un orario che, secondo quanto evidenziato nella lettera, non corrisponderebbe a quello previsto negli allegati n. 10 e 28 della gara d’appalto.
Il risultato, racconta Gabriele, è una frequenza medio-bassa che crea vuoti di almeno 35 minuti tra una corsa e l’altra, rendendo la linea poco utilizzabile durante l’intera giornata. Una situazione che penalizza in particolare i residenti delle zone di San Godenzo, Due Ponti e largo Sperlonga, per i quali il 226 rappresenta spesso l’unico collegamento diretto verso le aree più centrali.
Non solo. Da inizio settembre 2025 si sarebbe aggiunto un ulteriore problema: la sostituzione dell’unica vettura da 12 metri – impiegata sulle corse deviate – con un mezzo da 8 metri, come le altre due attualmente in servizio. Autobus più piccoli che, nelle ore di punta del mattino e del tardo pomeriggio, non riuscirebbero a reggere il carico dell’utenza, soprattutto considerando che dal contratto risulterebbero previste sei vetture complessive.
La conseguenza pratica è che molti utenti, scoraggiati dagli orari e dal sovraffollamento, finiscono per raggiungere a piedi via Cassia dalla zona di via Sinisi e largo Sperlonga, affrontando anche tratti in salita, pur di intercettare linee alternative che però risultano spesso già cariche.
La segnalazione del nostro lettore si chiude con una domanda semplice e tutt’altro che polemica: è davvero impossibile ripristinare l’orario precedente della linea 226 e garantire mezzi adeguati alla domanda reale?
Una domanda che viene rivolta ad Atac, con l’auspicio che il Municipio XV possa farsi portavoce del territorio, riportando all’attenzione dell’azienda una criticità che, da quanto emerge, non riguarda pochi casi isolati ma la quotidianità di interi quartieri della zona Cassia.
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