
C’è un luogo, poco più in là del traffico di via Cassia, dove Roma torna campagna. Tra i filari e gli orti condivisi del Borghetto San Carlo, nella zona della Giustiniana, i casali della Cooperativa Coraggio custodiscono un angolo di quiete rurale che profuma di terra e di memoria.
Qui la città si apre, respira, lascia spazio alla bellezza semplice dei campi e al suono del silenzio. Proprio in questo scenario sospeso tra città e natura si chiuderà sabato 22 novembre la rassegna Sei Gradi a Roma, con un ospite d’eccezione: Danilo Rea.
Rea è un maestro dell’improvvisazione, uno di quei musicisti capaci di trasformare ogni concerto in un racconto sempre diverso. Le sue mani attraversano il pianoforte come un narratore attraversa le parole: senza scaletta, senza previsioni, solo seguendo l’istinto e la melodia del momento.
Dal jazz alle grandi canzoni italiane, dalle arie d’opera ai frammenti di memoria collettiva, ogni nota diventa parte di un viaggio condiviso con il pubblico, che si rinnova di sera in sera.
“Io improvviso sempre durante i concerti, odio avere una scaletta” – ama dire Rea – “È un po’ come raccontare una storia, cercando di costruirla parola dopo parola.”
E sarà proprio questa sua capacità di reinventare la musica, di farla vivere nel presente, a rendere speciale il concerto tra i casali del Borghetto: un salto nel vuoto melodico, un incontro irripetibile tra arte e natura, tra memoria e suono.
L’appuntamento è dunque per sabato 22 novembre, alle ore 18, nei Casali della Cooperativa Coraggio di Borghetto San Carlo, in via Cassia 1420 – La Giustiniana.
Ingresso gratuito, fino a esaurimento posti.
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