Home ARTE E CULTURA Arte, online gran parte della ‘Collezione Farnesina’ del MAE

Arte, online gran parte della ‘Collezione Farnesina’ del MAE

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Tra le oltre settecento opere d’arte italiana del XX secolo della Collezione Farnesina, custodita all’interno dell’omonimo palazzo sede del Ministero degli Esteri, ci sono maestri come Piero Dorazio, Michelangelo Pistoletto, Arnaldo Pomodoro e Carla Accardi. 400 di queste opere sono state recentemente digitalizzate diventando così patrimonio del mondo.

Google Arts and Culture, il progetto di divulgazione artistica del colosso tecnologico americano, arricchisce così la sua offerta. Le opere possono ora essere fruite online o sull’app Google Arts & Culture, disponibile per Android e iOS.

Il progetto di digitalizzazione della Collezione Farnesina, avviato nel 2016, consente oggi di consultare oltre 400 contenuti tra fotografie e schede dedicate alle opere, alle nuove acquisizioni, alle decorazioni del Palazzo della Farnesina e agli Istituti italiani di cultura.

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Con la tecnologia Street View si offrono agli utenti dieci tour virtuali in diversi ambienti del Palazzo (primo piano e corridoi principali del piano zero e del secondo piano).

Sono inoltre disponibili 16 approfondimenti tematici (sulla storia del Palazzo e sulle principali correnti artistiche della Collezione), un fumetto digitale dell’illustratore italiano Alessandro Baronciani, e mostre interattive basate sulla tecnologia Pocket Gallery.

L’originalità del progetto di digitalizzazione sta anche nell’aver affidato parte della narrazione a un fumettista, Alessandro Baronciani, e a 3 YouTubers, Federica Mutti, Gaia Lapasini e Lucrezia Oddone, per parlare ad un pubblico più giovane.

Il Palazzo della Farnesina

L’edificio che ospita il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale fu progettato dagli architetti Enrico Del Debbio, Arnaldo Foschini e Vittorio Ballio Morpurgo, e deve il suo nome di Farnesina agli antichi e preesistenti possedimenti della famiglia Farnese nell’area che lo ospita.

Originariamente pensato come Palazzo del Littorio, l’edificio sarebbe dovuto sorgere sull’allora via dell’Impero, oggi dei Fori imperiali.

Dopo l’individuazione del sito definitivo nell’area del Foro Mussolini, oggi Foro Italico, nel 1940 l’edificio cambiò destinazione d’uso: spostato a sud l’asse di espansione della città moderna attraverso il progetto dell’E42, oggi EUR, il Palazzo della Farnesina venne destinato ad accogliere gli uffici del Ministero degli Affari Esteri, fino al 1922 ospitato nel Palazzo della Consulta e successivamente presso Palazzo Chigi.

Alla ripresa del cantiere dopo l’interruzione dei lavori causata dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, fu lo stesso Enrico Del Debbio a seguire i lavori di adattamento dell’edificio alla nuova sede, coinvolgendo numerosi artisti (Pietro Cascella, Amerigo Tot, Francesco Coccia e altri) che collaborarono nel ridisegnarne gli ambienti, fino all’insediamento ufficiale del Ministero degli Affari Esteri nel 1959.

La Collezione Farnesina

Nel 2000 venne istituita la raccolta d’arte contemporanea del Ministero, la Collezione Farnesina, che da allora annovera opere di particolare rilievo per la storia dell’arte italiana del Novecento in un allestimento che coinvolge attualmente i piani terra, primo, secondo e quarto dell’edificio, e in prospettiva l’intero palazzo.

In particolare, l’allestimento del piano nobile è dedicato ad alcuni tra i momenti più rappresentativi della storia dell’arte italiana del Novecento, da Mario Sironi ad Alberto Burri, dagli artisti del Gruppo Forma a Jannis Kounellis. Al secondo piano del palazzo è rappresentata una selezione delle correnti attive negli anni ’80 e ’90, con opere, fra gli altri, di Ubaldo Bartolini, Bruno Ceccobelli, Giosetta Fioroni, Omar Galliani, Alberto Garutti, Felice Levini, Titina Maselli, Piero Pizzi Cannella, Grazia Varisco. Al quarto piano sono allestite tre mostre, al piano terra, infine, lo “spazio zero”.

Carmen Martina Gomez

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