Home CRONACA Labaro, 8 mesi all’investitore di Gabriele Sangineto travolto sulle strisce

Labaro, 8 mesi all’investitore di Gabriele Sangineto travolto sulle strisce

gabriele sangineto
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Gabriele Sangineto, il ventunenne travolto a Labaro il 19 ottobre del 2023 mentre attraversava via Flaminia sulle strisce davanti alla stazione della Ferrovia Roma Nord, sarebbe ancora vivo se il tassista che l’ha investito avesse ridotto la velocità dell’auto.

Andava a 45 chilometri all’ora, troppi secondo gli inquirenti visto il gran numero di persone che in quel punto attraversavano la consolare alle 7 del mattino. Avrebbe dovuto rallentare molto, ma non l’ha fatto.

L’uomo era stato rinviato a processo con l’accusa di omicidio stradale e nell’udienza di venerdì 4 aprile ha optato per il patteggiamento, ottenendo una condanna a otto mesi di reclusione con sospensione della pena, e altrettanti mesi di sospensione della patente di guida.

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La reazione del padre di Gabriele Sangineto è stata di forte disapprovazione, tanto da indurlo a lasciare precipitosamente l’aula del tribunale, commentando: «Il dolore è immenso, se questa è considerata giustizia».

Non luogo a procedere invece per il secondo automobilista che in quel tragico mattino investì a sua volta Gabriele. Il PM non ha ravvisato per lui alcuna responsabilità visto che andava a 10 km orari e che il corpo del povero ragazzo finì sotto le sue ruote solo perché travolto pochi attimi prima dal taxi.

Cos’è il patteggiamento

Il patteggiamento è un procedimento speciale previsto dal codice di procedura penale italiano. In sostanza, l’imputato e il pubblico ministero si accordano sulla pena da applicare, che viene poi sottoposta al giudice per l’approvazione. Se il giudice ritiene che l’accordo sia corretto, emette una sentenza di condanna che tiene conto della pena concordata.

Il patteggiamento prevede vantaggi come la riduzione della pena (la pena concordata è generalmente inferiore a quella che sarebbe stata inflitta in un processo ordinario) e la rapidità del procedimento (viene evitato un lungo e dispendioso processo con riduzione delle spese legali).
Ma prevede anche svantaggi come la rinuncia al diritto di difesa (l’imputato rinuncia alla possibilità di contestare le accuse in un processo ordinario) e l’impossibilità di contestare la condanna (una volta accettato il patteggiamento, l’imputato non può più contestare la condanna).

L’incidente

Il tragico incidente avvenne il 19 ottobre del 2023, davanti alla stazione di Labaro, alle prime luci del mattino. Gabriele doveva prendere il treno per recarsi all’università, dove studiava ingegneria. Quel giorno, era in lieve ritardo rispetto al solito, a causa di un imprevisto: aveva dovuto consegnare il computer portatile alla sorella della sua fidanzata. Un cambio di programma, quindi, che gli aveva fatto perdere alcuni minuti.

Mentre attraversava in fretta la strada sulle strisce pedonali, venne investito dall’autista del taxi e subito dopo da un’altra auto che veniva nel senso opposto. Gabriele venne trasportato d’urgenza e in stato d’incoscienza al Sant’Andrea dove morì dopo qualche ora.

Due amici, stesso destino

Gabriele Sangineto, residente a Sacrofano, era compagno di classe di Leonardo Lamma, il 19enne morto in un incidente con la moto a Corso Francia il 7 aprile del 2022. I due si conoscevano bene. Si erano seduti sui banchi della stessa classe all’Azzarita, liceo ai Parioli, nel cui cortile, per onorarne la memoria dei due giovani, a maggio del 2024 è stata loro dedicata una panchina.

E se per Gabriele, accettabili o meno, discutibili o no, processo e condanna ci sono stati, per Leonardo la terza inchiesta, dopo due richieste di archiviazione alle quali i genitori si sono strenuamente opposti, ancora non s’è conclusa (leggi qui).

Giorgio Bilachi

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1 commento

  1. E’ vergognoso, non ci sono parole!! Una giovane vita stroncata, e nessun rispetto x i genitori !! Ma dove stiamo andando!!!!!! Questa e’ giustizia??? Questa e’ la vera guerra, ad armi impari!!!

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