
“Dammi il tuo cellulare, anzi no prima sbloccalo. Mentre lo fai, il tuo ragazzo viene con noi in ostaggio”.
Più o meno queste le parole del capo di una banda di giovani rapinatori (composta da lui e da altri due, questi minorenni) a una ragazza. Il fatto a Ponte Milvio, nella tarda serata di sabato 30 novembre.
Per sbloccare il telefono, un iPhone, e renderlo utilizzabile dopo il furto ci vogliono minuti. Per costringere la ragazza a effettuare l’operazione i tre, minacciando il suo ragazzo con un coltello, lo hanno obbligato a seguirli lungo viale Tor di Quinto, effettuando di fatto un vero sequestro di persona.
Ma non è finita qui. La banda, coltelli alla mano, ha continuato a spadroneggiare sulla piazza affollata di giovani. Un ragazzo è stato rapinato del giubbotto nuovo nuovo, un altro ha dovuto cedere la cover del cellulare. I tre giravano spavaldi, certi di incutere timore nei loro coetanei.
A mettere fine alla vicenda ci hanno pensato i poliziotti del XV Distretto Ponte Milvio. Allertati dai due ragazzi che avevano subito la rapina dell’iPhone e utilizzando l’applicazione che consente di rintracciare il telefono in caso di perdita, gli agenti – tutti in borghese – si sono mischiati nella folla, hanno raggiunto i tre, li hanno fermati e condotti in Commissariato dove nel frattempo altri ragazzi stavano sporgendo denuncia contro di loro.
Quando sono arrivati sono stati tutti e tre riconosciuti dalle loro vittime. La loro notte brava è finita così come doveva finire, in manette.
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