Home ATTUALITÀ Ponte Milvio, costretta a una vita di violenze. Genitori sotto processo

Ponte Milvio, costretta a una vita di violenze. Genitori sotto processo

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Ancora una storia di inaudita violenza, una storia tremenda iniziata quando la vittima aveva nove anni. Adesso i due orchi sono sul banco degli imputati. Devono rispondere di maltrattamenti in famiglia, violenze, umiliazioni, angherie di ogni genere e finanche di abusi sessuali, da parte del padre.

I due orchi sono la madre e il padre della ragazzina di origini cinesi che due anni fa ha trovato la forza di liberarsi dal giogo denunciando entrambi i genitori che la vessavano da quando era una bambina in tenera età.

Costretta a lavorare al banco del negozio di famiglia in zona Ponte Milvio fino a 12 ore al giorno, picchiata se non portava a casa voti scolastici pretesi dalla madre ed infine costretta a subire le “attenzioni” notturne del padre. Attenzioni che la madre ha sempre finto di non vedere. E che lei cercava di scongiurare urlando con tutto il fiato che aveva in gola per farlo desistere, temendo di essere scoperto.

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Attenzioni che non sono sfuggite ad un’insegnante della adolescente: ecchimosi, graffi, lividi ovunque sul corpo. Ed un umore sempre malinconico, angosciato.

Ed è stata la professoressa a raccogliere per prima le sue ansie e i suoi tormenti, quindi ad indirizzarla ad un centro antiviolenza dove è stata accolta ed aiutata ad elaborare l’incubo di quegli anni trascorsi in famiglia.
L’unico conforto, la sorella, che però l’ha lasciata sola nelle mani dei genitori quando si è sposata. Una solitudine che lei ha cercato di mitigare organizzando la fuga. La fuga da quella casa-prigione dove la madre aveva preso l’abitudine di picchiarla con il mestolo o il righello tutti i giorni.

Ma non c’é stato bisogno di fuggire. La scuola l’ha aiutata ad uscire a testa alta dall’abitazione e a trovare nel centro antiviolenza una nuova famiglia che l’ha sostenuta e coccolata al punto che la ragazza è riuscita a sostenere un brillantissimo esame di maturità.

Lei adesso sta continuando a lavorare per mettere insieme i pezzi della sua vita abusata, mentre i genitori affrontano un processo che potrebbe portarli entrambi dietro le sbarre e per un lungo tempo.

Rossana Livolsi

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3 COMMENTI

  1. Se l’ergastolo fosse veramente tale qui in Italia…altrimenti mandiamoli a scontare la pena in Cina ove l’ergastolo è veramente “fine pena mai” e le carceri non assomigliano ad alberghi,come qui da noi.

  2. A proposito di pene in Italia…vi sembra giusto che un colpevole, acclarato e confermato, di omicidio venga condannato all’ergastolo solamente SE ha stuprato la povera vittima, altrimenti NO???

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