Home TEMPO LIBERO Cassia, al Museo Crocetti “Il tempo sospeso” di Mario Marzi

Cassia, al Museo Crocetti “Il tempo sospeso” di Mario Marzi

al Museo Crocetti 23 dipinti raccontano oltre quarant’anni di ricerca tra paesaggi immaginari e silenzio interiore

PERSONALE MARZI museo Crocetti
Promo apertura Small Group

In via Cassia 492, nelle sale del Museo Venanzo Crocetti, prende forma un viaggio pittorico che attraversa oltre quarant’anni di ricerca artistica.

Si intitola “Il Tempo Sospeso, poesia e religioso silenzio cosmico” la mostra dedicata al pittore italiano Mario Marzi, aperta al pubblico dal 17 al 24 aprile 2026.

Un percorso artistico lungo oltre quarant’anni

L’esposizione raccoglie 23 dipinti realizzati tra il 1984 e il 2025, offrendo uno sguardo complessivo sull’evoluzione artistica di Marzi. Un percorso ampio, che restituisce coerenza e profondità a una ricerca pittorica sviluppata nel tempo, capace di mantenere una propria identità pur attraversando stagioni e linguaggi differenti.

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La mostra è curata dall’Archivio Paolo Salvati e presentata dai critici d’arte Alberto Moioli e Luigi Salvatori, che accompagnano il visitatore nella lettura delle opere.

Paesaggi immaginari e silenzio interiore

Quella di Marzi è una pittura che non descrive il reale ma lo rielabora, costruendo paesaggi immaginari sospesi, attraversati da un silenzio che diventa elemento centrale dell’opera.

Una dimensione quasi metafisica, dove il tempo sembra rallentare e lasciare spazio alla contemplazione.

L’esposizione è promossa da ICAS Intergruppo Parlamentare Cultura Arte e Sport, con il patrocinio della Presidenza della Commissione Cultura della Camera dei deputati. Un riconoscimento istituzionale che valorizza il lavoro dell’artista e il senso complessivo dell’iniziativa.

Date e presentazione

La mostra sarà visitabile dal 17 al 24 aprile 2026, con presentazione ufficiale prevista per sabato 18 aprile alle ore 17.

Un’occasione per avvicinarsi a una pittura che invita a rallentare lo sguardo e a soffermarsi su una dimensione più intima e riflessiva, dove il “tempo sospeso” evocato dal titolo diventa esperienza concreta per il visitatore.

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