
Dal Comitato Colli d’Oro riceviamo e pubblichiamo.
“Di fronte allo stupore di alcuni cittadini di Labaro che ancora oggi dopo anni di discussioni, confronti e polemiche si domandano: “… ma cosa stanno costruendo di così imponente nel parco Colli d’Oro?” le risposte possono essere raccolte tutte sostanzialmente in 3 tipi di ordini:
a) “È una occasione per far uscire Labaro-Prima Porta dalla dimensione del quartiere dormitorio, perché manca un punto di incontro di sport, di musica e di comunità. Un palasport è un posto dove i giovani possono incontrarsi, allenarsi, crescere insieme, per ospitare eventi, tornei, concerti, spettacoli locali, per migliorare l’economia del quartiere tra bar, ristoranti e attività varie”.
Siamo ben consapevoli come Comitato Colli d’Oro della valenza formativa che ha lo sport nella crescita dei giovani. Infatti abbiamo la fortuna di vivere in un quartiere che di fronte al numero esiguo di residenti circa 26.000 ha ben 11 impianti sportivi (considerando solo Labaro-Prima Porta nel grande XV municipio).
Abbiamo invece molti dubbi su quello che sarebbe l’effetto taumaturgico per far uscire dalle loro case i residenti, per animare la vita sociale del quartiere nelle lunghe serate autunnali ed invernali.
Non sarà certo una attività culturale RESIDUALE organizzata a livello amministrativo da ZETEMA (soc. pubblica specializzata in eventi culturali a pagamento che appalterà alle società sportive private la reale gestione del palazzetto dello sport) con la quale si può sostenere la tesi dell’utilizzo “sociale” del futuro palazzetto.
Anche perché se fosse questo il possibile e reale utilizzo e destinazione d’uso del palazzetto dello sport… si sarebbe costruito in altre aree un polo culturale (utilizzabile per fare teatro, cinema, mostre, concerti, assemblee, convegni ecc ecc)… non certo un palazzetto dello sport dentro il parco dove si disputeranno ben 3 campionati nazionali..
La considerazione che SOLO un investimento culturale salva il quartiere dal suo destino di quartiere dormitorio non tocca il PARTITO TRASVERSALE DEL CEMENTO.
I loro aficionado sembrano incapaci di pensare la progettazione del territorio in termini che non siano ristorazione e impianti sportivi. Lo abbiamo visto anche nel discusso progetto della “Città dei 15 minuti” in cui al centro del progetto labariense (la nuova piazza pedonale di piazza Arcisate) il Comune di Roma ha previsto ben 2 spazi di ristorazione, l’ennesimo skate-park (già in costruzione a fianco al palazzetto dentro il parco Colli d’Oro)…
….ma nessuna Casa della Cultura che desse veramente ai giovani e meno giovani del quartiere un luogo STABILE, PERMANENTE, COPERTO, UTILIZZABILE TUTTO L’ANNO, CON TUTTE LE STAGIONI, non un palazzetto dove ogni tanto (ai prezzi delle iniziative ZETEMA!) farci uno spettacolo tra un campionato di calcetto, uno di pallavolo ed uno di basket…
Se l’interesse delle amministrazioni comunali fosse stato fare qualcosa per permettere di vivere non più in un quartiere dormitorio, si sarebbe dato spazio, REALMENTE E FATTIVAMENTE con strumenti legislativi e finanziari, alle associazioni giovanili del quartiere incentivando l’associazionismo e forme cooperativistiche per gestire tali spazi mai pensati e perciò mai progettati.
b) “Sarà una struttura pubblica dove verrà praticato lo sport a tariffe comunali”.
Che sarà praticata una politica di tariffe comunali nessuno lo mette in dubbio, se le premesse e le promesse saranno mantenute.
Quello che non si dice è che non c’era bisogno di costruire un palazzetto dello sport all’interno di un parco pubblico per dare ai residenti questa possibilità. Bastava attuare una politica di convenzioni (cioè il municipio e/o il comune pagano una parte della quota) per avere le sbandierate tariffe comunali. Anzi, i benefici sarebbero stati maggiorati perché:
- invece di un unico posto centralizzato, le convenzioni agiscono su vari impianti sportivi decentrati in tutto il quartiere e ognuno avrebbe potuto frequentare quello che gli è più comodo e più vicino alla sua abitazione;
- le decine di milioni di soldi pubblici del PNRR si sarebbero potuti utilizzare sul territorio del XV° municipio per altre priorità: trasportandoli su un altro cluster previsti dallo stesso PNRR (al posto di quello riguardante gli impianti sportivi), o, se si fosse utilizzato lo stesso cluster, investire quei milioni per risolvere e terminare il palazzetto dello sport di Cesano, questo sì una vera incompiuta.
c) “Ormai il palazzetto c’è, cerchiamo di controllarne le sue criticità e la sua gestione”
Questa tra tutte è la più ipocrita delle motivazioni, che provengono dalle stesse persone con le quali in questi anni ci siamo confrontati (a volte scontrati) per cercare di avere una sponda nell’informare i cittadini del quartiere di quello che stava succedendo dentro il parco Colli d’Oro e soprattutto il perché.
Questa posizione apparentemente sembra una posizione condivisibile, se le stesse persone e gli stessi organismi che oggi la diffondono in 4 questi anni non avessero fatto NULLA per provare ad impedire la costruzione del palazzetto nel parco, anzi si fossero più volte dichiarate a favore, focalizzando la loro attenzione cercando di influenzare quella pubblica sugli aspetti più marginali del progetto, ma stando bene attenti a non intaccarne la fattibilità nel suo complesso.
Considerazioni finali
Quello che vediamo oggi è che la politica territoriale non è più pensata per il bene ultimo dei cittadini amministrati ma per la necessità di reperire fondi e finanziamenti per sovvenzionare le amministrazioni da decenni soggette al taglio dei trasferimenti verso gli enti locali da parte di TUTTI i governi.
Le imprese private utilizzano queste necessità per dirigere la progettualità delle amministrazioni locali verso le LORO esigenze utilizzando per ciò tutte le forme di finanziamento pubblico di cui la grande occasione del PNRR è stato il “piatto” principale di questi ultimi anni: i circa 200 miliardi di euro di fondi europei (di cui circa un 30% addirittura a fondo perso senza necessità di restituirli) non poteva lasciare indifferenti nessuno, al punto da aver determinato una crisi di governo per gestirli…
Quando poi, con o senza i soldi del PNRR, vengono finanziate opere inutili che vanno a distruggere o a depauperare la ricchezza dei beni pubblici, la beffa per i cittadini è doppia.
SEGUI IL CEMENTO, come il segui i soldi di Falcone, svela le intime connessioni tra la politica tout court, la politica del territorio e gli interessi delle grandi società private che oggi gestiscono tutto lo scibile degli interventi pubblici, passando dalle finanziarie all’edilizia, dal nolo dei macchinari al movimento terra, in una commistione di interessi dove è difficile scorgere la provenienza ed il riciclaggio dei soldi nelle imprese coinvolte.
A questo “grande gioco” si prestano le mezze tacche della politica locale del “piccolo gioco”, quelli che per ambizioni personali si prestano a ciò in cambio di un piccolo avanzamento di posizione politica: chi aspira a passare dal municipio al comune, chi aspira ad aver maggiore visibilità magari come vice sindaco, magari già pensando quando potrà fare il grande salto nella politica parlamentare come ministro.
Nella nostra esperienza abbiamo toccato con mano il passaggio di certe scelte sopra le nostre teste, sopra le teste dei cittadini, che non contano più nulla, che non hanno nemmeno più il potere di incidere su scelte pensate decenni prima e che aspettavano solo l’occasione giusta per essere attuate.
E ci stupiamo ancora che nelle elezioni politiche l’affluenza dei votanti cala? Ma in fondo per certa politica … va bene così”.
Il Comitato Colli d’Oro
© RIPRODUZIONE VIETATA





Negli anni 80′ molti cittadini si batterono per evitare quella che, veramente, fu una colata di cemento da parte di quello che giustamente ora definite il PARTITO DEL CEMENTO. In quel caso venne costruito un vero e proprio quartiere di PALAZZONI (Colli D’Oro), dove prima sorgeva una immensa pineta che di fatto separava Labaro da Prima Porta. Tra quella quella colata di cemento degli anni 80, e l’attuale costruzione del palazzetto dello sport polivalente …viva il palazzetto dello sport.
@Ghino
forse lei non sa, o volutamente dimentica, che il Parco Colli d’Oro di circa 6,5 ettari fu istituito proprio in quella occasione da lei citata agli inizi degli anni 80 per costruire appunto il quartiere residenziale di Colli d’Oro, ma prima non c’era nessun parco, solo una grande superficie verde di terreno pubblico.
Fu proprio per COMPENSARE quella lottizzazione CHE FU ISTITUITO FORMALMENTE IL PARCO COLLI D’ORO.
Quindi è singolare che da chi denuncia la riduzione dei circa 80 ettari di campagna come il partito del cemento…oggi trova normale che gli ultimi scampoli del parco pubblico istituito per legge OGGI siano cementificati…e quindi OGGi per lei non è più all’opera il partito del cemento.
D’altronde in questo comunicato abbiamo spiegato bene come è nato e da quali reali esigenze è nato.
Spiegazioni a cui lei non sa confrontarsi limitandosi ad un ragionamento da tifoso: “W il palazzetto dello sport!”.
Mentre le linkiamo il comunicato integrale che per motivi di spazio Vigna Clara Blog ha potuto condividerne solo un sunto
https://www.facebook.com/groups/1638483829711735/permalink/4902466639980088/
la invitiamo contemporaneamente a spiegare il suo favore alla cementificazione del parco,
MAGARI CONTESTANDO LE NOSTRE RISPOSTE AGLI ARGOMENTI A FAVORE (se le ha lette)…
Rimaniamo in attesa di un suo intervento da cittadino e non da tifoso (magari politico)
😉
Gentile sig. Ghino nel suo commento non ha considerato che quel parco pubblico, quel pezzetto di verde, era nato proprio per compensare la cementificazione avvenuta sia li che in altre zone.
Ed aveva uno scopo logico, un vincolo molto rigido: che restasse un parco verde pubblico e non altro. Questo vincolo fu ignorato dallo stesso che firmo quell’atto davanti ad un notaio impegnandosi con il territorio cementificato, di rispettare quel contratto: il Comune di Roma che per soddisfare altre esigenze (quelle di accontentare le associazioni sportive private che chiedevano spazi in concessione per i loro iscritti) modificò la destinazione d’uso da “verde pubblico” a “verde attrezzato”, con una furbata degna dei migliori scaltri furbetti.
E’ come se in cambio di una cementificazione e per evitarne altre, viene consegnato al territorio un area verde per compensare il cemento che andrò a gettare, come se il giocatore si prende 39 carte dal mazzo e te ne lascia 1 sola con la quale tu almeno potrai tentare di poter giocare, ma dopo un bel po’ ti tolgo anche quell’unica carta che ti avevano lasciato.
Quindi non capisco cosa ci sia da esultare con “viva il palazzetto dello sport”. La sua esultazione avrebbe un senso se si potesse scegliere tra la cementificazione dei palazzi di Colli D’Oro e la costruzione di un palazzetto dello sport, in questo caso le darei anche ragione, ma festeggiare perché ti tolgono senza chiederti nulla anche l’unica carta che ti avevano dato lo trovo sciocco.
Ben venga il palazzetto nella capitale d’Italia dove, incredibilmente, queste strutture sono carenti e sottodimensionate rispetto alla popolazione è all’area cittadina. Un’iniziativa che recupera un progetto di oltre 20 anni fa che aveva già ridotto il parco lasciando solo un rudere. Basta questi no a prescindere a cui è stato dato e viene ancora dato troppo spazio. Una minoranza rumorosa che vuole tenere in ostaggio un quartiere a cui vi ostinate a dare voce.
È stata persa un occasione per recuperare parte del parco e restituirla ai cittadini, un operazione iniziata 4 anni fa a che, anche senza una valanga di fondi a disposizione (PNRR e Giubileo) era in programma.
Riqualificazione della parte alta adiacente all’adilo nido, restituzione al Servizio Giardino dell’area verde in via Valbondione con messa in sicurezza delle alberature, rimozione di quelle crollate e delle panchine distrutte con nuove panchine e manutenzione costante ed infine rimozione del mostro di cemento e realizzazione in quel punto di un area verde e di un Playground e zone Ludoteche. Questo era stato programmato ed avviato. Molti dimenticano o non sanno in quale condizione era quel posto quando fu abbandonato dopo la concessione disastrosa fatta dal Comune alla società sportiva Volley Pallavvolo Lazio.
I NO non sono a prescindere ma motivati, sono i SI di chi non capisce di cosa parla e non si informa che fanno riflettere.
Se ho ben capito, chiunque sia favorevole alla realizzazione di una struttura a servizio del quartiere rientra automaticamente nella categoria dei tifosi o dei politici ( categorie alle quali non mi onoro di appartenere), ma che hanno pari dignità di altre categorie. Inoltre, essere favorevoli al palazzetto sportivo/polivalente significa anche “non capire di cosa si parla” ( in altre parole, essere ignoranti o comunque con un quoziente intellettivo inferiore rispetto ai favorevoli). Personalmente rispetto le opinioni di tutti coloro che sono favorevoli al Palazzetto sportivo e, più in generale, le opinioni di chiunque la pensi diversamente da me su qualsiasi altro argomento. Non posso nutrire altrettanto rispetto, verso chi invece si raffronta con gli altri pensando di possedere una superiorità intellettuale (..e spero non anche morale) e usando un linguaggio quantomeno dubbio.
Ma nessuno si chiede come questo “palazzone” dello sport mutera’ la mobilita’ nel nostro quartiere???? Il signor Onorato ha adeguato le libee di trasporto, le aree parcheggio? Il calendario e’ carente sapete!!! Ed io che come molti vado a lavorare …la mattina ho gia’ oggi problemi di parcheggio a prima porta ed a montebello dove lo spazio e’ quasi abbandonato e wuando si rientra si trovano le aito con vetri rotti!! E prendo il trenino….(e qui ometto la segnalazione delle soppressioni, giusto perche’ comunque non le ignoriate)… ma se vado in auto??? La flaminia soffre come tutte le consolari di un effetto imbuto…dunque che hanno pensato questi “giovini di bottega” per condurre gli ospiti di questa nuova struttura??? Nuovi tratti urbani, nuove linee autobus ed aree parcheggio ADEGUATE??!!! ma dove?? Signori ,la nostra vita peggiorera’…e non possiamo, sin da oggi tacere….. in ultimo, ma non ultimo: gli alberi. Quanti ne sono stati estirpati, quanti e quali ne verranno piantati….quale enorme alterazione ambientale e’ stata compiuta…e tutto in nome di una qualita’ della vita migliore…signori , vi cobtraddicete.
Gentile Ghino (di Tacco forse?)
lei più che alla nostra sta facendo offesa alla sua di intelligenza.
Noi siamo MOLTO rispettosi con chi sa argomentare…un po’ meno con quelli che non avendo uno straccio di argomenti (e quelli proposti sono stati tutti controbattuti nel comunicato) …arriva a ragionamenti da tifoso… E si intende tifoso chiunque usi la partigianeria, non la ragione.
E ci stiamo sforzando a continuare a motivare, a differenza di lei.
Ma visto che lei fa l’offeso, pur non provando nemmeno a controbattere quelle che sono state le nostre critiche sul nessun valore aggiunto alla disponibilità di impianti nel nostro quartiere, che saranno invece solo una servitù del Comune di Roma il quale aveva bisogno di uno palazzetto per disputare le gare nazionali di serie A di calcetto, di basket e pallavolo di seconda categoria (a proposito Calcetto Labaro è sempre in serie A?), rimaniamo educatamente e pazientemente ad aspettare contestazioni concrete al nostro argomentare e soprattutto REALI sul come far uscire il nostro quartiere dalla condizione di quartiere dormitorio… invece di buttarla in caciara offeso come se avesse detto chissà quali verità da noi non comprese o come se qualcuno le avesse impedito di dirle..
Ci dica cosa propone per far uscire dalla dimensione del quartiere dormitorio le lunghe serate autunnali ed invernali?
Con un bel concertone (a pagamento naturalmente) un paio di volte l’anno?
Con le attività di ristorazione dentro il palazzetto in occasione delle partite con centinaia di tifosi da tutta Italia al seguito?
Con l’ennesimo campetto polifunzionale buttato lì tanto per poter argomentare che è stato fatto per i cittadini di Labaro?
Per permettere ai ragazzi residenti di avere con 26.000 abitanti ben 2 piste di skate park? (l’altra è nel progetto della città dei 15 minuti)
E le faccio ben presente se non l’avesse ancora capito che al Comitato Colli d’Oro NON FANNO SCHIFO LE ATTIVITA’ SPORTIVE SOPRA MENZIONATE, ci fa schifo che il Comune (con il municipio zitto, coperto ed allineato) ha scelto la cementificazione del più bel parco del quartiere per attuarle!!
Rimaniamo in attesa.
Gentile Simone,
lei da anni va ripetendo sempre le stesse cose:
– Siamo una minoranza rumorosa (chiedeva la censura ai nostri comunicati nel blog …e la redazione a suo tempo le ha risposto per le rime) evidentemente per lei migliaia di firme contro la cementificazione del parco sono una minoranza (chiaramente lei le confronterà con i circa 26.000 residenti..,.come se gli altri 22.000 fossero a favore o semplicemente silenti, poco informati o indifferenti..), chiaramente non rischiando di entrare nel merito delle nostre critiche e a suo tempo delle controproposte… troppo rischioso entrare nel merito quando non si hanno argomentazione né a favore, né contro…ma solo una partigianeria dettata probabilmente da antipatie inconfessabili che si perdono nelle notte dei tempi.
– Affermare che c’è una carenza di strutture (ben 11) che sono sottodimensionate (sicuramente sottodimensionate per i campionati nazionali di calcetto, di basket e di pallavolo, ma non per i cittadini, i ragazzi e le ragazze che vogliono fare sport)…come se il palazzetto servisse a quest’ultimi è una affermazione che non è possibile prendere sul serio visto che fa a cazzotti con la realtà che è impossibile a non vedere se non per essere un bastian contrario (ritorni al punto precedente)…
– Eh già… è proprio una speculazione pensata 23 anni fa, firmata 20 anni fa, iniziata 14 anni fa, abbandonata per fallimento del progetto 12 anni fa, ripresa 4 anni fa… una “speculazione incompiuta” per utilizzare l’uomo di fiducia (capolista nella sua lista) del costruttore Marchini… ed oggi grazie a lui finalmente compiuta…
– Si, il parco era ridotto ad un rudere per la speculazione fallita di un palazzetto dello sport dentro il parco pubblico…ora invece si sono trovati i due milioni e passa di euro solo per abbatterlo (non fondi del PNRR bensi fondi del Comune quelli sulle opere indifferibili)….PER COSTRUIRCI SOPRA UN ALTRO PALAZZETTO!..
Mi domando veramente perché chi critica chi è contrario alla cementificazione del parco Colli d’Oro non spende qualche minuto a leggerne le motivazioni di chi vuole il parco tornare all’integrità primeva, perché prima di tifare non si legga quelle che erano le possibili alternative…
Costoro pensa e agiscono da tifosi…quindi ora sono contenti che la loro squadra del cuore ha segnato un goal…. E del quartiere e del suo parco… ma chi se ne frega!
Anche a lei come al signor Ghino di Tacco le diciamo:
che al Comitato Colli d’Oro NON FANNO SCHIFO LE ATTIVITA’ SPORTIVE CHE FANNO I GIOVANI E I MENO GIOVANI, ci fa schifo che il Comune (con il municipio zitto, coperto ed allineato) ha scelto la cementificazione del più bel parco del quartiere per attuarle!!
L’impianto sportivo avrà oltre mille posti, la superficie complessiva di 3.700 mq. Saranno realizzato un campo di calcetto, uno di basket e uno di pallavolo crossfit; un percorso vita e uno skate park. Si pianteranno 147 nuove piante. Si afferma nella documentazione che sarà fatto tutto nel “rispetto delle caratteristiche naturalistiche dell’area”.
Che cosa questo significhi si presta a differenti valutazioni e le polemiche non sono mancate in questi ultimi anni su come valutare l’impatto di queste scelte.
Che la demolizione del manufatto denominato ecomostro è stata conclusa ad ottobre 2024.
I lavori per la costruzione dell’impianto sono iniziati formalmente il 2 dicembre 2024 e si prevede la conclusione dei lavori entro giugno 2026.
Si prevede l’ampliamento dei parcheggi in via Lusevera (adiacenti a via Gemona del Friuli) e la riabilitazione del passaggio tra via Montichiari (dove ci sono le scuole dell’Istituto Lucio Fontana) e via Gemona del Friuli.
Le valutazioni critiche sono tutte da rispettare e devono servire ad imparare anche dalle esperienze negative come programmare e valutare le scelte future.
Diffidare da promesse e pronunciamenti è cosa buona e giusta e dovrebbe portare la comunità organizzata di Labaro a continuare nel monitoraggio e nel rispetto di quanto promesso:
• Che l’impianto verrà gestito da un ente pubblico che ne garantirà la sostenibilità e l’accesso non solo a società sportive di professionisti ma anche a dilettanti, scuole e associazioni locali.
• Che si terrà presente l’esigenza di mitigazione del problema del traffico e di mobilità nel quartiere predisponendo adeguate misure.
• Che il tutto verrà discusso in una pubblica assemblea con i cittadini che si organizzerà, come promesso dall’assessore capitolino responsabile, ai primi di maggio.
Allo stato attuale, considerando le scelte fatte e legittimamente approvate, continuo a credere che questa sia la vera sfida: come gestire e valorizzare l’impianto garantendone accessibilità e sostenibilità e su questo continuare a chiedere coerenza e serietà a chiunque sarà chiamato, anche nel prossimo futuro, a prendere decisioni.
Gentile Pira,
la ringraziamo per aver fatto l’inventario dell’intervento comunale. Da un responsabile del Comitato di quartiere sorto nel luglio 2022 (annus horribilis del bando comunale che 4 anni fa, giusto in aprile, cercò e trovò l’occasione tanto aspettata per utilizzare quell’area che dal 2003 “casualmente” era stata fatta diventare “verde sportivo attrezzato”), ci aspettavamo di più.
TRA L’ALTRO Non esistono un campo di calcetto, uno di basket ed uno di pallavolo, perlomeno nel progetto comunale, bensì un solo campetto polifunzionale CHE POTRA’ SERVIRE PER IL CALCETTO,IL BASKET E LA PALLAVOLO, OVVIAMENTE NON SIMULTANEAMENTE, ma questo è una imprecisazione veniale.
Un campetto polifunzionale COME DECINE E DECINE NEL QUARTIERE, alcune a poche decine di metri dal palazzetto (Dabliù). A quelle stesse tariffe che si sarebbero potute avere nelle decine di campetti polifunzionali sparsi nel quartiere, con convenzioni che allineassero i loro prezzi alle tariffe comunali, MA CON UNA MIGLIORE DISTRIBUZIONE TERRITORIALE E SOPRATTUTTO SENZA CEMENTIFICARE IL PARCO, che SOLO CON LA CONTROPARTITA DI COSTRUIRE UN ALTRO PALAZZETTO nello stesso luogo… ha permesso al Comune di trovare i soldi per bonificare l’ecomostro del 2012.
Come spiegato fino alla nausea ed affermato dallo stesso assessore dello sport Onorato le attività terze, oltre cioè alle società private che gestiranno le attività sportive del palazzetto…SONO A PAGAMENTO. La famigerata ZETEMA società pubblica gestirà il “semaforo” delle attività che saranno date in gestione a chi nel palazzetto ci svolgerà i suoi campionati.
Quindi NON E’ VERO che la cementificazione del palazzetto DENTRO il parco Colli d’Oro è stata fatta PER VENIRE INCONTRO ALLE ESIGENZE DEI CITTADINI DI LABARO E PRIMA PORTA. MA PER VENIRE INCONTRO A CHI HA ESIGENZE DI COSTRUIRE E CHI SCAMBIA QUESTE ESIGENZE CON CARRIERE POLITICHE.
E’ per questo che abbiamo trovato ancor più sospetti i silenzi durati 4 anni delle associazioni ambientaliste nostrane come Lega Ambiente e dei loro responsabili locali, che dopo l’assemblea del 10 ottobre 2022 sulla questione non hanno avuto più niente da dire o da scrivere… probabilmente perché il progetto di cementificare il parco era consono alle loro direttive politiche in tema di ambiente.
Tutt’altre sono le esigenze della cittadinanza, avendo altri posti dove poter fare attività agonistica: PRESERVARE I SUOI SPAZI VERDI DALLA CEMENTIFICAZIONE, AVER ANCORA IL SUO BOSCO, AVER SPAZIO VERDE E OSSIGENO proprio in questi tempi di cambiamenti climatici.
Lei, come spesso ha fatto, fa un gran parlare dei 140 alberelli che il Comune ha promesso di piantare, alberelli però a cui andranno detratti gli oltre 60 alberi, quasi tutti ad alto fusto aventi 50/60/70 anni tagliati in questi anni, fino a ieri, alberelli a cui occorrano altrettanti anni per chiamarli alberi e per restituire in minima parte un po’ di ombra e ossigeno vicino al cemento del palazzetto… ma sempre che siano regolarmente ed adeguatamente innaffiati, non facendogli fare la fine di quelli a Villa Pamphili seccati subito dopo per mancanza di cura e di acqua.
Non basta fare da cassa di risonanza dei proclami del Comune: QUELL’IMPIANTO IN QUEL LUOGO NON SI DOVEVA FARE, per il rispetto verso un luogo che 40 anni fa ERA STATO ISTITUITO COME COMPENSAZIONE DI LEGGE PER GLI ESPROPRI PER IL QUARTIERE RESIDENZIALE DI COLLI D’ORO e verso i suoi cittadini, se agli amministratori non importa l’ambiente visto che ora taglio dopo taglio il parco è stato ridotto a giardinetto comunale affogato nel cemento.
Ora faranno una assemblea: e per fare cosa?
Per aggiungere al danno anche la beffa di una presa per i fondelli?
Per dare un imprimatur di legalità ad un esproprio di un parco istituito con una legge comunale per costruirci al suo interno un palazzetto dello sport?
Dove non hanno contato oltre 4000 firme di cittadini contrari ora contano qualche decina di cittadini?
Dove non hanno contato oltre 4000 firme di cittadini contrari ora le loro associazioni politiche, ascari di politiche fuori dal territorio, fuori dalle esigenze del territorio e dei suoi cittadini?
Gentile Pira ci faccia il favore, si rilegga bene il nostro comunicato, così la prossima volta che vorrà intervenire ci può rispondere sui temi portati.
Non abbiamo bisogno di lei per fare l’inventario del “grande progetto del Comune e dEl suo assessore dello sport”. Ai suoi tempi abbiamo parlato direttamente con loro.
COMITATO COLLI D’ORO
Quella parte di parco è stata destinata a palazzetto dello sport nel 2006 e dal 2006 che quella parte di parco non esiste più. Non c’è consumo di suolo ma rigenerazione. Elencate le 11 strutture: Palestre di scuole e oratori non a norma per eventi o strutture private o strutture a… La Storta. In tutta Roma le strutture come il palazzetto in costruzione si contano sulle dita di una mano. Siamo la capitale d’Italia, abbiamo 3 milioni di abitanti e una superficie superiore a quella di Milano, Napoli e Torino sommate e rispetto a questi numeri le nostre strutture sono totalmente insufficienti. La vostra è la logica BIMBY (not in my back yard, non nel mio cortile). Ribadisco il concetto della minoranza rumorosa: quanti siete??? Fornite un numero così capiamo la rappresentatività. Non parlo di firme raccolte chissà come, parlo di associati veri. Sui social avete circa 260 follower, un numero vicino a quello dei post che pubblicate. Dal 2006 se non avete eletto qualcuno che ha tutelato i vostri, solo vostri, interessi non vi viene il dubbio che siete solo una minoranza. Non avete trovato rappresentanti con almeno 4/5 elezioni che hanno visto governare in municipio dx, sx e 5 stelle e nessuno a voluto rifare il parco e abbandonare il progetto del palazzetto. Rassegnatevi… E non fate rumore che sono 20 anni che ci ammorbate con argomentazioni pretestuose. Ps i lavori procedono spediti, tra poco si inaugura!!!
Mio caro Simone G,
quindi a lei non hanno detto niente che senza il cambio di destinazione d’uso del parco nel 2003 nel 2006 non si sarebbe potuto costruire nessuno palazzetto nè pria né dopo?
Quindi il suo amore per il quartiere è così grande che vuole che venga utilizzato il nostro parco (badi bene non il nostro municipio) per risolvere le esigenze di palazzetti per concerti e rappresentazioni non per fare attività sportiva ai nostri ragazzi ma per togliere le castagne dal fuoco di posti ad alta densità sportiva come i campionati nazionali di calcetto, basket e pallavolo?
E’ perché per questi non è stato utilizzato il palazzetto di Cesano (Roma) dove ultimamente è stato rifatto completamente il tetto di legno per cui l’amministrazione comunale di Roma ha speso la bellezza di 700.000 euro?
Non si sarebbe cementificato il nostro parco e saremmo stati tutti felici e contenti…
Mio caro lei continua a parlere a casaccio di sindrome NIMBY (non BIMBY con il quale ha fatto una confusione… casalinga), di minoranza rumorosa (il suo cavallo di battaglia), di non rappresentatività (tra il 2012 e il 2022 abbiamo raccolto oltre 4.400 firme che abbiamo scansionato e mandate tutte al sindaco, all’assessore allo sport, al responsabile comunale del PNRR e a tutti gli altri uffici competenti). Si informi meglio eviterà così di spargere calunnie a gratis.
Forse sarebbe ora, visto che lei parla di minoranza rumorosa, di mostrare LEI i numeri della SUA MAGGIORANZA (perlomeno come i nostri), di coloro che sono d’accordo a cementificare il parco Colli d’Oro.
Mi ricordo che già un paio di anni fa di fronte alle stesse ripetute sue polemiche che non rappresentavamo nessuno, le dissi semplicemente di raccogliere lei le firme di coloro che erano favorevoli alla cementificazione del parco …ma ovviamente l’invito cadde nel vuoto, come ogni volta accade quando i leoni di tastiera si devono impegnare per qualcosa in cui sono solo buoni ad alzare polverose, stantie polemiche
SI CHIAMA CITTADINANZA ATTIVA … ma lei dubito che sappia di cosa stiamo parlando…
PS
Apposta per lei ho messo in evidenza sulla nostra pagina FB il link dove può vedere dove sono posizionati gli 11 impianti sportivi a Labaro e Prima Porta, purtroppo qui non si possono allegare le mappe…
https://www.facebook.com/comitatocollidoro
qui c’è la mappa degli 11 impianti sportivi utilizzabili dai nostri ragazzi ma sicuramente meno adatti per i “Grandi Eventi” quelli da palazzo dello sport e da stadi…ma è veramente sicuro che i cittadini di Labaro li vogliano?
Ne è proprio sicuro?
Ed è proprio sicuro che cercare di preservare il nostro quartiere i nostri parchi dal cemento e da operazioni commerciali che non fanno gli interessi della cittadinanza sia un aspetto della sindrome NIMBY?
Ne è proprio sicuro?
Il nostro quartiere, nonostante i tentativi per trasformarlo in peggio, è ancora una isola di pace e tranquillità a cui non difettano i servizi essenziali, manca solo una Casa della Cultura per quelle attività culturali che lo renderebbero completo sotto ogni punto di vista…
Non roviniamolo.
COMITATO COLLI D’ORO
Esatto gentile Renati.
Si e’ persa una occasione: lì dove vedevano solo un ecomostro, un rudere, gli interessi economici da oltre 23 anni vedevano solo l’opportunità di costruire un palazzetoi dello sport dentro il parco.
Non un parco che si poteva risanare dell’ecomostro così da essere restituito ai cittadini di Labaro e alla sua fondante finalità…
Gli interessi economici speculativi sono stati troppo più forti dei cittadini contrari.
E così ai primi di maggio assisteremo alla farsa di una assemblea che dovrà dire la sua su un palazzetto già in avanzata fase di costruzione.
Dove non hanno contato le migliaia di firme conterà qualche decina di cittadini, e/o di truppe cammellate portate per l’occasione per dire che il progetto e’ una occasione per il “quartiere”.
Con le dovute riserve ovviamente che gli organizzatori debbono mantenere una parvenza di terzietà..
… e con ie dovute garanzie e controlli ecc ecc ..of course…
Ma veramente pensate che il loro parere conti veramente qualcosa? Sia propedeutico a qualche decisione?
E di quale poi visto che e’ già mezzo costruito?
La sua funzione e’ tutt’altra:
si “deve” espletare un iter per coprire con una foglia di fico di falso assemblearismo democratico decisioni già prese dal 2003…e fatte digerire ai cittadini di Labaro..lentamente…molto lentamente…
In una rappresentazione, in una parvenza di democrazia…
…e ancora vi stupite che alle elezioni politiche l’affluenza continua a calare?
Gentile Comitato Colli d’Oro,
Prendo atto del vostro consueto tono paternalistico — quel ‘mio caro’ che tradisce più nervosismo che affetto — e della vostra encomiabile capacità di confondere la ‘cittadinanza attiva’ con il semplice ostruzionismo.
È curioso che tiriate in ballo il 2003: citare decisioni amministrative di vent’anni fa per giustificare l’immobilismo di oggi è il perfetto manifesto di chi preferisce un parco abbandonato o sottoutilizzato a un’opera moderna. Il vostro concetto di ‘cementificazione’ è ormai un disco incantato: chiamate cemento ciò che per il resto del mondo si chiama servizio, sport e riqualificazione. Evidentemente, nella vostra visione, il quartiere deve restare una ‘bolla di tranquillità’ (leggi: dormitorio), dove i giovani, per vedere lo sport vero o grandi eventi, devono emigrare altrove, magari proprio a Cesano, come da voi auspicato con una logica del ‘non nel mio giardino’ che è la definizione da manuale di sindrome NIMBY (vogliate perdonare il mio correttore automatico).
Quanto al link FB, vi ringrazio della premura: gli 11 impianti che citate sono spesso strutture inadeguate o sature. Proporli come alternativa a un palazzetto moderno è come dire che non serve un ospedale perché ci sono già le farmacie.
È ammirevole la costanza con cui sventolate quelle 4.400 firme come fossero un verdetto supremo. Tuttavia, parliamoci chiaramente: le firme raccolte nei gazebo o online, spesso senza verifiche certe sulla residenza o sulla reale comprensione dei progetti da parte dei firmatari, non sono titoli di proprietà sul quartiere. Sono una legittima espressione di opinione, certo, ma restano una minoranza dichiarata rispetto ai circa 30.000 abitanti del quadrante.
La vera ‘cittadinanza attiva’ e la rappresentatività si misurano nelle urne, non nei fogli scansionati. Negli ultimi vent’anni, i cittadini si sono espressi attraverso elezioni democratiche per il Comune e il Municipio, eleggendo rappresentanti e giunte di colori diversi che, pur nel tempo, hanno confermato la necessità di chiudere la ferita del rudere abbandonato (quello sì, vero scempio) con un progetto sportivo serio. Nessuna di queste amministrazioni ha mai messo in discussione l’intervento in corso; al contrario, lo hanno portato avanti come priorità per la riqualificazione delle periferie.
Se voi foste la ‘maggioranza’ che millantate, la politica avrebbe preso una direzione diversa. Invece, la realtà è che il progetto va avanti perché risponde a un bisogno collettivo, non a un capriccio di pochi. Arroccarsi sul 2003 o proporre Cesano come ‘discarica’ per le attività sportive che non volete sotto casa non è difendere il territorio, è tentare di congelarlo nel degrado pur di non accettare il cambiamento.
Mentre voi contate le firme del passato, altri guardano al palazzetto che verrà: una struttura finanziata dal PNRR, sostenibile e aperta a tutti, non solo ai vostri nostalgici presidi. La democrazia ha deciso per il fare; a voi resta solo il rumore.
Cordiali saluti.
Caro Simone G. ormai lei per noi è diventata una persona cara, un vicino di casa o di famiglia a cui vogliamo quasi bene.
Siamo contenti che la nostra gentilezza (da lei scambiata per nervosismo) l’abbia portata ad usare verso di noi toni più gentili e provato ad uscire da quel bozzolo un po’ isterico di offese e calunnie che fino ad ora lo hanno contraddistinto. Inoltre siamo lieti che abbia anche letto le nostre ragioni e che ora, democraticamente, provi a contestarle. Ha solo perso un po’ di tempo ad insultarci, ma abbiamo avuto le spalle grosse per confrontarci con il Comune e le istituzioni, figurarsi con un comune cittadino come lei a cui troppe volte è scappata la frizione.
Detto questo non possiamo far altro che ringraziarla per averci aperti gli occhi.
Grazie a lei ora sappiamo cos’è veramente la cittadinanza attiva: una pratica ostruzionista. Che subdolamente si vorrebbe sostituire al valore delle urne.
Cittadini, volete contestare quelle che sono per voi scelte sbagliate dell’amministrazione?
Come diceva il buon Fassino: fatevi un partito per conto vostro, raccogliete tanti voti, vincete le elezioni e poi potete farvi i vostri progetti. Ma fino ad allora state buoni e non rompete. C’è già chi ha la legittimità di pensare e scegliere per voi.
D’altronde non è la prima volta che sentiamo questo refrain: “ abbiamo vinto le elezioni, abbiamo avuto i voti del popolo italiano, quindi siamo legittimati a fare quello che vogliamo”.
Deve essere un virus che colpisce i “veri democratici”.
La ringraziamo anche per averci ricordato che il cambio destinazione d’uso del parco Colli d’Oro del 2003 non sia stato propedeutico all’accordo con l’imprenditore della SS Lazio Volleyball del 2006 del sindaco Veltroni, per costruirvi al suo interno un palazzetto di una società sportiva privata, ma una mera casualità.
Sicuramente una estemporanea e balzana decisione di un qualche amministratore, di una qualche giunta che aveva bisogno di riempire la sua mattinata.
Grazie a lei ora sappiamo che nessuno ha mai proposto di abbattere il rudere, nessuno ha mai proposto di sostituire l’area, ormai spogliata di circa 50 alberi ad alto fusto con progetti alternativi come due campetti polifunzionali gratuiti per i ragazzi, o una cavea in erba per concerti o per rappresentazioni teatrali.
Non hanno proposto un palazzetto sportivo dentro il parco pubblico (questa sì una proposta seria)… quindi non hanno contato nulla.
Finalmente abbiamo anche compreso che la sua esigenza (e quella dei 26.000 abitanti di Labaro che lei sicuramente rappresenta) è quella di avere un palazzetto per assistere ad eventi sportivi (lo “sport vero”!) di risonanza nazionale…
E noi sciocchi che ascoltando migliaia di persone abbiamo capito che sono interessati al mantenimento del loro parco avendo già 11 impianti sportivi dove possono fare attività sportiva!
Evidentemente tutti coloro che firmarono il nostro appello sono stati sicuramente manipolati dal Comitato Colli d’Oro che non voleva informarli di quello che stava succedendo, ma solamente estorcergli una firma nascondendo le vere finalità del loro agire che era solo politico per fare ostruzionismo a questa maggioranza comunale.
La ringraziamo anche per averci svelato che non siamo una “maggioranza politica” …
E pensare che noi ci avevamo pure creduto… già ci vedevamo salire al Campidoglio ad inaugurare la nuova giunta comunale … e invece niente!
Non ci resta che continuare a fare il nostro:
a documentare la marchetta che sulla pelle del quartiere hanno fatto rampanti personaggi politici comunali, a raccogliere le lamentele dei residenti che solo ora, allo svettare dei pilastri in cemento, troppo tardi si sono accorti che erano ricchi… e non lo sapevano.
Buona giornata signor G.
Se vorrà ancora chiarirci quello che la nostra ingenuità non ha ben compreso, siamo ben lieti di ascoltarla ancora, qui o può scriverci direttamente a:
https://www.facebook.com/comitatocollidoro
Gentile Comitato,
Le vostre ironie confermano la distanza tra chi vive di retorica e chi osserva la realtà amministrativa. Liquidare le elezioni come un ‘virus’ e la pianificazione urbanistica come una ‘marchetta’ è il solito tentativo di delegittimare ciò che non riuscite a controllare.
I fatti restano però ostinati: il progetto è un intervento pubblico finanziato dal PNRR — con i rigidi controlli che ne conseguono — volto a sanare un rudere che voi, in vent’anni di ‘cittadinanza attiva’, non siete riusciti né a far abbattere né a trasformare. La differenza tra noi è semplice: voi proponete suggestioni (cavee in erba e campetti gratuiti senza piano di gestione), l’amministrazione realizza infrastrutture concrete, certificate e sicure per il quartiere.
Sulle firme ribadisco il concetto: la democrazia si esercita con il voto, che ha legittimato i rappresentanti a decidere per il bene comune, non per il desiderio di un isolato comitato di quartiere (o un Don Chisciotte nostrano… a no, voi siete un “comitato”!!!). I pilastri che vedete sorgere non sono ‘cemento contro i cittadini’, ma la fine di un degrado decennale che finalmente lascia il posto allo sport.
Considero concluso qui questo scambio: i cantieri parlano più delle polemiche e i cittadini di Labaro, a breve, avranno i fatti sotto gli occhi.
Cordiali saluti
Caro signor Simone G. ci spiace di non poter più confrontarci con lei, per cui siamo costretti ad uscire dall’ironia per prendere le cose seriamente come sono sempre state, anche a costo di ripeterci perché “repetita juvant”, anche per coloro che sostituiscono le fette di prosciutto davanti gli occhi con gli occhiali dalle lenti rosa.
Non siamo noi che consideriamo le elezioni un “virus democratico” (il virgolettato glielo avrebbe dovuto rendere chiaro) ma chi come lei (e l’attuale governo) considera aver vinto le elezioni il passe-partout che vi legittima a compiere qualsiasi operazione edilizia sul territorio degli amministrati stringendo patti scellerati con speculatori edilizi, costruendo dove non si poteva, pompando esigenze farlocche e devianti delle vere esigenze degli abitanti del territorio.
Opporsi a questo per lei è fare ostruzionismo.
Quindi in ultima analisi è lei che ha un concetto proprietario, elitista e partitico della democrazia, non conoscendone di essa, per partito preso, neanche le più elementari basi.
Nella sua furia dialettica si contraddice più volte: prima ci rappresenta come quelli che fanno ostruzionismo, poi come quelli che si vogliono fare maggioranza politica, poi come quelli che non contano nulla, poi come quelli che potevano far risanare il parco sfregiato dall’ecomostro ma non lo hanno fatto, poi come quelli che non ci sono riusciti…
La realtà è molto più semplice di quella che lei ha bisogno di inventarsi.
Noi siamo un semplice comitato di scopo che non è riuscito a salvare il parco Colli d’Oro.
Questa è la triste realtà.
E il non esserci riusciti non è la certificazione che era sbagliato salvarlo, ma solo che siamo un pugno di cittadini che si è scontrato con la logica affaristica che oggi domina il Comune di Roma.
Siamo stati una nave pirata che si è battuta contro una portaerei.
Lei è così orgoglioso di non aver contribuito con la sua “cittadinanza attiva” a risanare il parco con i 90 miliardi del PNRR dedicati al risanamento ambientale?
Pensa davvero che dove si spendono decine di milioni per un palazzetto inutile per il quartiere (ma molto utile per lo sport nazionale), dove si spenderanno soldi per la loro sorveglianza, per la loro manutenzione (sempre che, come diciamo noi da tempo, non saranno tutti costi che saranno affidati alla società privata in cambio degli incassi per la sua gestione), il problema per quanto riguarda le nostre proposte (campetti polifunzionale e cavea per concerti e rappresentazioni) sarebbe che manca un piano di gestione per gestire due attività municipali fatte per i residenti?
E che ci stanno a far i nostri rappresentanti che hanno vinto le elezioni?
A passare appalti alle ditte di Catanzaro che gestiranno i lavori?
E quale è il piano di gestione del campetto di basket a fianco alla fontana di via Monti della Valchetta?
Chi è contrario a prescindere, nelle proposte vede solo problemi, non soluzioni.
Su una cosa però ha ragione: i fatti restano e sono pure ostinati.
E niente può nascondere lo spreco di milioni che si sta attuando (si ricordi che il PNRR non è a fondo perso, circa il 60% rimarrà e lo dovremo pagare noi tutti).
D’altronde questa amministrazione ci ha già ben abituato ad affidi molto discutibili.
Basta pensare alle ditte appaltatrici del verde urbano che da quasi 2 anni possono rivendere le ramaglie delle potature non più come rifiuto urbano ma come bio-massa. Il Comune di Roma ha affidato a loro le indagini fitostatiche per segnare gli esemplari da abbattere, peccato che le ditte incaricate non hanno l’obbligo di rendere pubbliche tali indagini, quindi decidono le ditte appaltatrici cosa e quanto debbono abbattere, senza renderne conto a nessuno. E i risultati i cittadini romani li stanno vedendo.
La sua fiducia cieca in tutto quello che l’amministrazione decide la rendono un simpatico soldatino obbediente, non alle regole della democrazia che danno ampi poteri alle organizzazioni del territorio di proporre, anche se poi non ne raccoglie le indicazioni, ma alla gerarchia un po’ ottusa.
Quella per la quale mettendo in discussione le scelte di chi ci amministra si commette atto di lesa maestà.
Ma d’altronde per uno che considera fine del degrado costruire un palazzo dello sport da 1000 posti continuando a tagliare gli alberi dentro un parco pubblico… niente lo può più spaventare.
Se vuole si può continuare.