Home CRONACA Tor Crescenza, truffa sui nulla osta: ingegnere a processo

Tor Crescenza, truffa sui nulla osta: ingegnere a processo

Truffa da quasi 150 mila euro per falsi nulla osta: il proprietario denuncia, un professionista a processo

castello tor crescenza
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A pochi minuti da Corso Francia e da Ponte Milvio, immerso in una tenuta verde alla sinistra di via Flaminia alla quale è possibile accedere da via dei Due Ponti 100, sorge il Castello di Tor Crescenza.

Un luogo noto per eventi e cerimonie di prestigio, custode di opere d’arte, affreschi, statue e fontane di grande valore storico e artistico.

Ma in questi giorni il Castello di Tor Crescenza è balzato agli onori della cronaca per un’altra vicenda: una presunta truffa legata a interventi di restauro.

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Al centro della storia c’è il proprietario della tenuta, che nel 2023 decide di rimettere mano al complesso, tentando di riattivare vecchie pratiche edilizie mai concluse. Per farlo si affida a un professionista, un ingegnere che gli viene presentato come in grado di sbloccare la situazione e ottenere i necessari nulla osta paesaggistici.

L’incarico viene conferito e, per mesi, tutto sembra procedere senza intoppi. Il professionista consegna la documentazione richiesta, il proprietario paga. Un passaggio dopo l’altro, fino ad arrivare a diciotto pratiche. Il conto finale sfiora i 150 mila euro.

Poi, la svolta. Nel 2024 il proprietario decide di verificare lo stato reale delle autorizzazioni. Ed è lì che scopre che qualcosa non torna: quei nulla osta, apparentemente perfetti e completi anche di firme ministeriali, non risultano negli archivi ufficiali. In sostanza, non esistono.

Secondo l’accusa, si tratterebbe di documenti falsificati, costruiti in modo credibile proprio per ottenere i pagamenti. Firme che sembravano autentiche, intestazioni corrette, timbri: tutto, però, privo di qualsiasi valore legale.

A quel punto scatta la denuncia da parte del proprietario. La Procura apre un’indagine e contesta al professionista i reati di truffa e falso. Il giudice ha ora disposto il rinvio a giudizio: sarà il processo a chiarire responsabilità e dinamica dei fatti.

Nel frattempo resta una doppia conseguenza. Da una parte il danno economico, consistente. Dall’altra il blocco degli interventi sul castello, che senza autorizzazioni valide non possono andare avanti.

Una vicenda che parte da uno dei luoghi più affascinanti di Roma Nord e che, ancora una volta, mette sotto i riflettori un nodo delicato: quello delle pratiche edilizie e dei controlli, dove la fiducia nel professionista può trasformarsi, improvvisamente, in un rischio.

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