
Una campionessa che ha lasciato un segno non solo sulle piste di atletica, ma anche tra le aule di scuola e i campi di allenamento di Roma Nord.
Il Consiglio del Municipio XV ha votato all’unanimità la proposta di intitolare lo Stadio della Farnesina a Paola Pigni, mezzofondista tra le più grandi della storia italiana e figura profondamente legata al territorio.
Negli anni Settanta e Ottanta, quando l’atletica femminile di mezzofondo era ancora ostacolata da pregiudizi e limitazioni, Paola Pigni seppe imporsi a livello internazionale, stabilendo sei record del mondo in cinque diverse specialità.
Ma la sua storia non si esaurisce nei risultati sportivi: dopo la carriera agonistica, scelse di restituire quanto ricevuto, lavorando come docente all’Istituto Comprensivo Nitti, al Fleming,allenando giovani atleti proprio allo Stadio Farnesina.
Un impegno quotidiano, silenzioso e concreto, che l’ha resa un punto di riferimento per intere generazioni di ragazzi e ragazze, non solo per le sue medaglie ma per l’esempio umano e sportivo.
La proposta di intitolazione nasce anche dalla petizione online promossa dai figli dell’atleta, Chiara e Claudio Cacchi, presenti in aula durante la seduta del Consiglio municipale.
“Un omaggio che il Municipio XV vuole renderle per gli innumerevoli traguardi raggiunti nel corso della sua carriera sportiva e per il suo legame indissolubile con questo territorio”, hanno dichiarato Daniele Torquati, presidente del XV, e Tommaso Martelli, assessore municipale allo Sport, sottolineando come Paola Pigni abbia “sfidato i pregiudizi e le discriminazioni in un periodo in cui alle donne era permesso disputare solo gare di velocità, aprendo così la partecipazione alle gare di distanza a tutte le altre atlete”.
Ora la richiesta passerà agli enti competenti – Sport e Salute, Coni e Dipartimento capitolino Grandi Eventi e Sport – con il supporto della Federazione Italiana di Atletica Leggera, per completare l’iter di intitolazione.
Se la proposta verrà accolta, il nome di Paola Pigni continuerà a vivere proprio lì dove per anni ha insegnato, allenato e ispirato: tra le corsie dello stadio della Farnesina, accanto ai sogni dei giovani atleti di oggi.
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