
Un incendio ha distrutto nella notte tra domenica 8 e lunedì 9 febbraio tredici vetture parcheggiate nel piazzale di un autosalone in via dei Due Ponti, nel quartiere Tomba di Nerone.
Le fiamme, le cui cause sono ancora in fase di accertamento, si sono propagate rapidamente coinvolgendo numerosi veicoli, tra cui anche alcune auto elettriche.
Sul posto sono intervenute due squadre dei vigili del fuoco supportate da un’autobotte, che hanno lavorato a lungo per domare il rogo e mettere in sicurezza l’area.
Il bilancio parla di tredici auto completamente distrutte. Non si registrano feriti. Presenti anche gli agenti della polizia di Stato che hanno acquisito le videocamere di sorveglianza della zona alla ricerca di indizi utili.
Dai primi accertamenti, l’incendio potrebbe essere partito dalla batteria di una delle vetture elettriche coinvolte, ma saranno le verifiche tecniche a stabilire con precisione l’origine del rogo.
Ma queste batterie sono davvero sicure?
Dal punto di vista tecnico, le batterie al litio montate sulle auto elettriche sono progettate con numerosi sistemi di sicurezza: sensori di temperatura, circuiti di protezione, involucri resistenti agli urti e sistemi di gestione elettronica che interrompono l’alimentazione in caso di anomalie.
Gli incendi risultano complessivamente meno frequenti nelle auto elettriche rispetto a quelle con motore termico. Tuttavia, quando coinvolgono batterie al litio, possono essere più complessi da spegnere: il fenomeno del cosiddetto thermal runaway può riattivare le fiamme anche dopo un primo intervento.
In sostanza: le batterie sono considerate sicure e sottoposte a severi standard internazionali, ma come ogni tecnologia energetica ad alta densità non sono esenti da rischi, soprattutto in presenza di difetti, urti o condizioni anomale. Proprio per questo gli accertamenti tecnici saranno decisivi per capire cosa sia realmente accaduto in via dei Due Ponti.
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