
Tutti i giorni lavorativi, più o meno sempre alla stessa ora, la scena si ripete uguale a sé stessa: dal primo pomeriggio fino a sera si forma un’unica, lunga fila di automobili lungo via Cassia, dall’altezza dell’Ospedale San Pietro fino a via di Grottarossa. Si procede a passo d’uomo, con continui stop e ripartenze.
Il nodo non è misterioso, né occasionale. È sempre lo stesso: l’incrocio tra via Cassia e via di Grottarossa.
Nel pomeriggio e in prima serata, infatti, le auto che provengono dal GRA e svoltano in via di Grottarossa finiscono per interrompere il flusso della Cassia in direzione GRA. Il risultato è un imbuto che si autoalimenta: chi svolta rallenta, chi resta in Cassia si ferma, e la direttrice va in sofferenza per ore.
Non si tratta di un incidente né di lavori in corso. È una criticità strutturale, prevedibile e quotidiana, ormai cronicizzata. E chi percorre quel tratto lo sa bene: basta un attimo di esitazione all’incrocio, o qualche veicolo in più, perché la colonna si allunghi di centinaia di metri, con ricadute evidenti su tempi di percorrenza, stress e qualità dell’aria.
Ma la domanda resta: perché, da anni, quell’incrocio continua a funzionare esattamente allo stesso modo, pur essendo uno dei punti più prevedibilmente congestionati della Cassia, senza che vengano presi provvedimenti?
Una rotatoria, una diversa semaforizzazione, una migliore canalizzazione del traffico: non sta a noi individuare la soluzione, né ne abbiamo le competenze tecniche. Il nostro compito è un altro: raccogliere le istanze dei cittadini – come questa che ci è giunta oggi – osservare ciò che accade e dare voce e corpo al disagio.
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Vero, non sta a voi individuare la soluzione.
Purtroppo sta a quei geni che, dopo aver realizzato il grande parcheggio di scambio alla stazione Saxa Rubra, hanno esteso il perimetro della fascia verde fino al GRA, sostanzialmente limitando l’accesso al parcheggio.
L’incrocio in questione era stato analizzato e risolte un GIUBILEO fa (anno 2000) con la soluzione, approvata in Municipio XX (rif. storico), con l’allargamento dell’incrocio Cassia-Grottarossa, utilizzando una piccola sezione della Cassia e relativo parcheggio, direzione centro) per la creazione di una corsia di accumulo e scorrimento; oltre ad un eventuale utilizzo della corsia TAXI fronte il liceo De Sanctis.
Alberto Iacoponi
Consigliere emerito XX Municipio
Buongiorno Iacoponi, lieto che finalmente se ne parli. La fila nell’altro senso è lunga il doppio. Oltre ai lavori promessi nel lontano 2000, che sono fattibilissimi in termini tecnici ed economici, segnalo che anche tatticamente istruire i due vigili che la mattina presidiano il semaforo di Grottarossa a manovrare manualmente il semaforo privilegiando i tempi di verde sull cassia sarebbe già qualcosa. La differenza di vetture è ovvia. Qualche altro genio poi ha pensato bene di mettere 6/7 cassonetti a pochi metri dal semaforo restringendo ulteriormente lo spazio costringendo le macchine a fermarsi dietro quelle che svoltano a grottarossa. Basterebbe spostare o stringere la banchina lato centro commerciale, allargare la carreggiata e fare due corsie almeno nel senso marcia verso roma. Ma che si faccia qualcosa la situazione è insostenibile. BASTA, ma stiamo sempre zitti buoni e in coda, comitati per le antenne a gogo morire di traffico e smog va bene invece ? Perché non facciamo un comitato e raccogliamo le firme per chiedere aiuto al comune ?
Che inferno la Cassia.. Incredibile che non ci siano in programma soluzioni alternative per ridurre il traffico… Anzi si continua a costruire. Su via di Grottarossa è pieno di complessi edilizi in costruzione. Ma come pretendono di gestire anche lì il traffico che si creerà andandosi a sommare a quello del Sant’Andrea? Avnedo come unico sbocco una strada a corsia singola e con macchine parcheggiate ai lati, una vera follia!
Non soltanto Cassia-Grottarossa. La via Cassia presenta anche altre importanti criticità che meritano un approfondimento.
Mi riferisco ai due semafori posti sul tratto di via Tieri e Cassia all’altezza di Olgiata: l’ingorgo su via Conti formato dall’uscita dei residenti, dalla scuola , dalla chiesa, dalla grande struttura sportiva, dai due centri commerciali e, tra poco anche dal rinnovamento dell’edificio dove c’era il Mc D. in cui dovrebbe essere spostata la sede della delegazione.
E, ancor peggio, dall’’imbuto della Giustiniana su cui confluiscono via Cassia e la Nuova Braccianese, quest’ultima strada che raccoglie tutto il traffico proveniente dai paesi del lago di Bracciano: era previsto il collegamento diretto con la via Trionfale bis almeno fino al GRA che non e’ mai stato realizzato.
serve assolutamente una rotonda come quella fatta a la Giustiniana . ESSENZIALE !
lo spazio c’è anche dove sono i taxi ( che non ci sono mai ) andrebbero fatti dei cambiamenti perchè ci si perdono ore di vite ogni giorno !
e magari piantato qualche albero…
Bisognerebbe fare qualcosa anche all’incrocio della Cassia con Via Oriolo Romano, il semaforo della Cassia Vecchia dura forse neanche 35 secondi nonostante sia una strada trafficatissima. Bisogna aspettare almeno 1 o 2 cicli completi di semaforo per poter passare, a volte la fila di macchine parte dal semaforo e arriva addirittura fino alla fermata Cassia/Val Gardena. Basterebbe solo cambiare la semaforizzazione in quel caso
anche li una rotonda sarebbe meglio e lo spazio c’è come a via cassia incrocio via pareto fabbroni … con la rotonda si eviterebbe di correre . li ci sono morte tante persone.
E che dire della pericolosità’ dell’incrocio via Oriolo Romano con via Due Ponti? Le auto di via Due Ponti corrono, a dispetto del ridicolo limite di velocità’ di 30 km, e attraversarlo venendo da via Oriolo Romano rappresenta un vero pericolo anche per via della poca visibilità’ dalla parte sinistra! Una rotonda???