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‘Per non aver commesso il fatto’ a Valle Muricana

Michele-Navarra
Galvanica Bruni

Un autore romano, una storia che affonda le mani nelle zone d’ombra della giustizia e una biblioteca di quartiere che fra Labaro e Valle Muricana continua a essere presidio culturale vivo del territorio.

Mercoledì 21 gennaio, alle ore 18, nei locali della Biblioteca Galline Bianche – attualmente ospitata in via Sulbiate, a Valle Muricana – Michele Navarra, avvocato penalista e scrittore, presenterà il suo ultimo romanzo “Per non aver commesso il fatto” (Fazi Editore, 2024).

A dialogare con l’autore sarà la giornalista Stella Grillo. L’incontro rientra nella rassegna “Leggere insieme, abitare la città”, a cura di Biblioteche di Roma.

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L’autore

Nato a Roma nel 1968 e cresciuto a viale Cortina d’Ampezzo, Michele Navarra esercita da oltre trent’anni la professione di avvocato penalista. Un’esperienza che ha saputo trasformare in materia narrativa, costruendo nel tempo una solida produzione di legal thriller ambientati spesso nella capitale, dove il rigore della procedura giudiziaria si intreccia con le fragilità umane, i dubbi, le zone grigie delle decisioni.

Nei suoi romanzi il processo non è solo un meccanismo narrativo, ma un luogo in cui emergono responsabilità, errori e scelte che pesano sulle vite delle persone.

Il suo esordio risale al 2007 con “L’Ultima Occasione”, che introduce il personaggio seriale dell’avvocato Alessandro Gordiani, protagonista di numerosi romanzi successivi e ancora al centro di “Per non aver commesso il fatto”.

La trama

All’interno di un’auto recuperata dalle acque del lago di Bracciano viene scoperto il cadavere di un uomo scomparso da tempo.

Le indagini, sostenute dalle dichiarazioni di un testimone oculare, portano all’arresto di un noto agente immobiliare romano, con un movente che sembrerebbe legato alla gelosia.

La difesa viene affidata ad Alessandro Gordiani, chiamato a misurarsi non solo con un processo indiziario complesso e delicato, ma anche con i propri limiti, nel tentativo di ottenere per il suo assistito una sentenza assolutoria: “per non aver commesso il fatto”.

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