Home ATTUALITÀ “Il cielo più vicino” di Vittorio Sgarbi

    “Il cielo più vicino” di Vittorio Sgarbi

    ArsMedica

    Da pochi giorni è in libreria un volume di Vittorio Sgarbi dal titolo “Il cielo più vicino – La montagna nell’arte” edito da La nave di Teseo.

    Sgarbi non ha bisogno di presentazioni; critico e storico dell’Arte è autore di numerosissime pubblicazioni dedicate alla storia dell’arte italiana con particolare attenzione ai grandi autori rinascimentali. Il suo sapere sembra non avere limiti (merito forse della sua biblioteca con centomila volumi?).

    Nel libro “Il cielo più vicino” l’autore si sofferma sul rapporto che lega gli artisti alla montagna considerata da sempre luogo dello spirito.

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    Scrive Sgarbi: “Nulla è più vicino all’eterno della montagna e allo stesso tempo niente permettere di intendere meglio i limiti dell’uomo, la sua fragilità. L’uomo e la montagna hanno una storia che l’arte ha raccontato nella sua autonomia espressiva. Un racconto che inizia con Giotto e arriva ai testimoni del nostro tempo. Un lungo percorso ricco di sfumature ma che ha una stessa sostanza, un solo pensiero. Che è il pensiero di un assoluto”.

    Nel testo vengono presi in esami artisti come Giotto, Leonardo, Tiziano, Turner, van Gogh, Segantini, Sironi, legati tutti da quel sentimento trascendentale che evoca la montagna con le sue vette che forano il cielo.

    Per ogni artista Sgarbi fa una descrizione delle opere dove la montagna è sfondo o protagonista (come nei bellissimi dipinti di Segantini) cercando di approfondire il rapporto che lega uomini diversissimi alla spiritualità di un ambiente aspro quanto straordinario che evoca negli animi più sensibili miraggi, passioni ed eroismi.

    “Il cielo più vicino” è un bel libro non solo per le descrizioni dell’autore ma anche per le tantissime immagini a colori di opere grandiose.

    Questo testo, inoltre, si caratterizza anche per la sua eleganza nella fattura: le immagini di apertura e chiusura prese da due opere di Segantini (Ritorno dal bosco) e di Dino Buzzati (Le crode dei Marden sotto la luna) da sole sono in grado di dare l’esatta misura di quanto di straordinario, arte e montagna fusi in un insieme, possono offrire a ciascuno di noi.

    Francesco Gargaglia

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