
Non è musica lirica e non è musica sinfonica. La definizione tecnica è ‘melologo’. Pare che l’abbia inventato Jean Jacques Rousseau, sì, proprio lui, quello del Contratto Sociale, che era anche un musicista. Una voce recitante accompagnata dalla musica. Il melologo più famoso è la favola musicale di cui Prokovief scrisse sia il testo che la musica, Pierino e il lupo. Indimenticabile Benigni con Abbado.
Ebbene sabato 1° novembre, dopo la messa delle 20, la Parrocchia Santa Chiara – in piazza dei Giuochi Delfici a Vigna Clara – offre l’occasione di ascoltare e guardare un melologo: Herodias e Salòme. Con l’accento sulla ‘o’, perché così dovrebbe essere.
I dialoghi tra madre e figlia sul potere della seduzione sono tratti da un dramma di Rocco Familiari, molto più lungo, e ce li faranno ascoltare Paola Quattrini con la figlia Selvaggia Quattrini. Le musiche sono di Bach e del maestro Carnini, e le eseguirà una piccola orchestra diretta dal maestro Angelo Bruzzese.
Protagonista naturalmente l’organo della chiesa restaurato da poco. Siamo ancora infatti nel festival ‘Un organo per Roma’, voluto dal maestro Giorgio Carnini per sensibilizzare i romani amanti della musica alla necessità di avere un organo degno della capitale anche all’Auditorium.
Siamo stati alla prova generale
Questa volta maestro Carnini, non come organizzatore ma come compositore. Maestro: Bach e Carnini…
Si, lo so, mi sono permesso… è un sacrilegio, ma devo dire che è conseguenziale al tema biblico del concerto. C’è un nesso tra il preludio in sì minore di Bach, che non suono io ma Olga Di Ilio… è pieno di una simbologia legata alla Croce, al Cristo…
Nel manoscritto del preludio, Bach, in latino, chiosa infatti che con l’ingresso del pedale vuole farci sentire i chiodi della Croce. Poi il pianto di Maria e, per terminare, alla fine della fuga, farci ritrovare speranza e salvezza con l’alleluia.
E’ conosciuto anche come il preludio di Passione, no?
Esatto… Una drammaticità incredibile… il sì minore è già una tonalità drammatica, ma poi quello che c’è dentro… Sono cose che se non sei Bach, non le fai. Non c’è niente da fare…
Quanto è importante Bach per un compositore del 21esimo secolo?
Bach ha dato pane a tutti. a tutti quelli che sono venuti dopo di lui. Nessuno, nemmeno adesso, può liberarsi dall’ombra di Bach. Nemmeno i suoi figli… Bravi, bravissimi, figuriamoci, ma con quel padre… È una montagna…
Qual è invece la chiave di lettura del suo pezzo di domani sera?
ho cercato di dare una sensazione lontana di antico. Ma fare anche un ponte con la musica contemporanea, saltando il romanticismo. Tuttavia, il cuoricino c’è e quindi ogni tanto c’è una scivolata nel… carino.
Ci raggiunge Angelo Bruzzese che del concerto sarà il direttore e gli chiediamo:
lei la deve dirigere la musica del maestro Carnini. Che ne dice?
Che dire? Molto ben scritta e sinceramente non posso immaginare nessuna altra musica con quel testo.
E la sua direzione cosa vuole raggiungere?
l’insieme, sì, l’insieme… l’aderenza del testo e della musica.
Erodiade è la manipolatrice del dramma. È lei che vuole la testa di Giovanni. E sulla scena sarà Paola Quattrini che così racconta:
Il dramma di Familiari l’avevamo portato in scena con la regia di Krzysztof Zanussi. Carnini ha isolato i dialoghi tra madre e figlia e gli ha messo accanto la musica. Erodiade e Salòme sono due persone orribili che non sanno che la vera bellezza è nell’anima, non nell’aspetto fisico. Erodiade è un personaggio di cui non condivido niente. È anche uno dei motivi per cui mi sono divertita molto a farlo. Lei insegna alla figlia l’arte e la forza della seduzione e il potere che se ne può ricavare. L’avevamo già fatta al conservatorio. È piaciuta molto ed è stata una bellissima serata.
per lei poi Santa Chiara…
Santa Chiara per me è casa. Tutte le domeniche sono lì con Don Andrea…
Noi la ricordiamo con Don Gianni
Come lettrice sono nata con Don Gianni, ma adesso ho un buon rapporto con il nuovo Parroco, Don Andrea. MI fa piacere poterlo aiutare ed essergli vicino. Don Gianni comunque resta nel mio cuore…e poi il suo organo… lo aveva voluto così tanto…
Don Andrea Manto, il parroco, per questo melologo ha voluto scrivere una breve presentazione per il programma di sala. Ne rubiamo qualche rigo: “Il potere della bellezza. La vanità che acceca. La superbia, veleno che dà alla testa e annebbia le facoltà spirituali. È quello che riviviamo nei dialoghi tra Salomè e sua madre Erodiade, l’antefatto alla base dalla tragica fine di Giovanni il Battista”.
È il dramma di Rocco Familiari. Lo abbiamo chiamato al telefono in Calabria.
Il mio dramma durava circa quattro ore. La prima volta andò in scena al teatro vascello a Roma, con Manuela Kusterman che faceva Erodiade e Stefano Santospago che faceva il tretrarca, perché nel mio lavoro racconto tutta la vicenda. C’era anche la famosa danza dei sette veli, che però nella mia commedia non la fa Salòme, ma Erodiade. Dopo diversi anni il dramma lo ha ripreso il regista polacco Zanussi con Paola e Selvaggia Quattrini e lo ha portato in giro per l’Italia, debuttando al festival della Versiliana. Poi il maestro Carnini ha voluto estrarre dalla mia commedia i dialoghi tra madre e figlia sul potere della seduzione e li ha musicati. Ne è venuta fuori una composizione molto raffinata. Al Conservatorio di Santa Cecilia cinque o sei anni ha avuto un buona accoglienza. Ora Carnini e la Quattrini hanno deciso di riproporla per il festival dell’organo. Mi ha fatto molto piacere.
Che dire, per concludere…? Decisamente un melologo che nemmeno Rousseau si sarebbe perso. L’appuntamento a Santa Chiara è sabato 1° novembre, alle 21. L’ingresso è da via Zandonai 4.
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Un bel commento. A questa sera!