Home ATTUALITÀ Covid nel Lazio, dati non reperibili: la trasparenza, questa sconosciuta

Covid nel Lazio, dati non reperibili: la trasparenza, questa sconosciuta

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Autunno, stagione di strategie e tattiche per la conservazione della salute, a cominciare dall’assunzione dei vaccini.

La Regione Lazio ha annunciato con tanto di ricaduta mediatica la propria campagna vaccinale. Al fianco dei più fragili, con una capillare presenza – a detta delle veline di Palazzo – delle strutture destinate a combattere la guerra. Quella contro l’influenza.

Ma solo dell’influenza. Perché del Covid non si parla. Eppure, le linee guida del Ministero parlano chiaro: il fronte è unico e gli interventi di prevenzione devono essere condotti in tandem.

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L’esperienza di una cittadina

Qui l’esperienza di una cittadina che ha preso sul serio le raccomandazioni ministeriali. Prima un passaggio dalla farmacia di quartiere dove negli ultimi due anni ha effettuato il vaccino anticovid. La farmacia conferma di aver rinnovato la propria disponibilità, ma dalla Regione non è venuto alcun riscontro.

La cittadina si rifà viva la seconda settimana di ottobre, ma il silenzio della Regione si è fatto assordante. Nel senso che una breve indagine presso altre farmacie aderenti alla campagna danno lo stesso esito: più volte sollecitata la Regione si è chiusa nel mutismo.
Chiusa la piattaforma per le prenotazioni, le farmacie pur prive del vaccino, non saprebbero neppure dove e come procedere.

La cittadina scrive all’Url dell’assessorato regionale sanità per saperne di più. Fa lo stesso con il centro vaccinale della ASL RM1. Non ricevendo risposta, riscrive e nel frattempo torna in farmacia dove anche i farmacisti cominciano a nutrire qualche perplessità.

Poi legge che Pier Luigi Bartoletti della FIMMG – federazione italiana medici di medicina generale denuncia in una intervista al Corriere della Sera che medici di famiglia e medici di base sono assediati dalle richieste degli assistiti e ne deduce che anche i medici aderenti siano privi del vaccino anti covid e delle informazioni indispensabili per rassicurare i loro pazienti.

Nel frattempo scrive altre due mail al centro vaccinale che finalmente risponde: “Il vaccino per tutelarsi dal covid si fa al centro vaccinale di via Beomondo, centro vaccinale della ASLRM1”.
Quasi contemporaneamente, la nostra cittadina aveva interessato un consigliere regionale d’opposizione al quale i vertici dell’assessorato avevano garantito che era tutto a posto, che la campagna vaccinale era stata avviata, riscuotendo un grande successo. Mica tanto vero…

Fatto il vaccino (senza alcun bisogno di prenotazione perché al centro vaccinale arrivano pochissime richieste e quindi la procedura è molto rapida ed efficiente), la cittadina ha voluto andare a fondo della questione. E navigando in Rete ha interrogato un po’ di siti scoprendo che il covid in Italia ancora circola.

Il covid ancora circola

A metà ottobre il tasso di positività nazionale è del 12,1%, i casi di nuova positività superano largamente le 4mila unità a settimana; i decessi sono una trentina. Sempre, a settimana e a livello nazionale.

E nel Lazio? La cosa sorprendente di una Regione che ha aderito al piano nazionale prevenzione vaccinale, con l’obiettivo di raggiungere con il vaccino almeno il 75 per cento della popolazione a rischio, è che nasconde i dati.

La Toscana, regione a noi vicina, ogni settimana pubblica le cifre dei nuovi casi mentre nel Lazio risultano non reperibili. O meglio, non disponibili.

Dunque, alla Pisana si nasconde il vaccino relegato nei centri vaccinali senza il supporto di una adeguata campagna informativa e si nascondono i dati sulla circolazione del Covid. Insomma, la trasparenza, questa sconosciuta.

Una storia vera

Questa è la storia, vera, di come una cittadina romana, peraltro a rischio, è riuscita a superare – solo con la pervicacia – il muro di segretezza della Regione sullo stato delle cose attorno al virus e ai suoi effetti.

Rossana Livolsi

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1 commento

  1. Due settimane fa il MMG mi ha fatto il vaccino anti-influenzale perché aveva le scorte, ma del vaccino covid ancora nulla. Mi ha messo in lista e mi chiamerà quando glielo recapiteranno.
    Attendere prego.

    (Parere personale e non da oggi: la decentralizzazione della sanità verso le regioni, senza alcun controllo né la possibilità di intervento di autorità superiori, ha prodotto solamente 20/21 carrozzoni, moltiplicato i centri di spesa e le mangiatoie, senza in alcun modo migliorare la qualità della sanità per i cittadini. Il SSN deve essere “Nazionale”, non regionale. Si può delegare l’attuazione a livelli inferiori, ma il controllo deve rimanere in capo a una autorità statale che abbia poteri di intervento e alla quale il cittadino si possa rivolgere in modo semplice e rapido. Siamo nel 2025, abbiamo tutti gli strumenti, anche informatici, per poterlo fare: è solo questione di volontà politica)

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